Starter, una storia americana

Gennaio 7, 2010

Una serata nella camera del mio amico Swa. Non capite male vi prego. Una serata in camera del mio amico Swa a provare entrambi, letteralmente come due quindicenni, il vastissimo guardaroba di vestiario targato Starter del riccioluto termale di cui sopra, guardaroba rispolverato direttamente dagli anni Novanta. Pezzi d’epoca assoluti, come il giaccone dei Knicks. Quella serata di fitting e risate non può non dare il via a un post sulla storia della Starter e del suo fondatore, roba che solo in America poteva accadere, come al solito. Enjoy.

“Arriva un momento in cui capisci che ormai i cartoni dei Ninja Turtles non fanno più per te. Devi dimostrare agli altri che sei diventato grande, che hai una tua idea di moda, una tua personalità. E per farlo non puoi che indossare un bomber Starter”. E’ una citazione che arriva da un blog sparso per la Rete. Incarna benissimo cosa la Starter Corporation ha significato per noi feticisti dell’abbigliamento Nba nati nella seconda parte dei Settanta. Cappellini, bomber e in parte minore felpe con i loghi delle nostre squadre Nba preferite. Uno dei primi storici licenziatari dell’Nba in larga scala che ha fatto più volte correre noi fanatici degli sport americani nei negozi specializzati per acquistare capi che abbiamo indossato con un orgoglio difficile da capire per chi non è stato (e non è ora) uno “Starter addicted”.

Tutto ha inizio grazie all’uomo che vedete nella foto sopra. Un mito assoluto, un allenatore di basket, un innamorato della palla a spicchi ma soprattutto uno straordinario e visionario imprenditore. David Beckerman da New Haven, Connecticut, ha capito meglio e prima di tutti, tra gli anni Settanta e Ottanta, che un fan sportivo si sente davvero nella squadra quando indossa i capi della squadra. E che quei capi possono essere così desiderabili da diventare streetwear, moda di strada.

Era il basket ciò che muoveva la sua passione. Al college giocava in tre leghe contemporaneamente. Voleva diventare un insegnante ma quel piccolo giro d’affari che aveva messo su nei tardi Sessanta, giro grazie al quale vendeva giacchetti alle squadre di softball e bowling, lo assorbì subito. Poi la visione e il sogno, avverato, di divenire il licenziatario delle squadre di Major League di baseball. Avvenne nel 1976 e la storia dello streetwear, per tutti noi, cambiò. Dalla Mlb all’Nba alla Nhl: alcuni dei capi firmati starter divennero storici anche in Italia. Il cappellino dei Kings di hockey, il bomber, assolutamente uno dei più grandi must-have di ogni epoca per un maschio adolescente, dei San Francisco 49Ers.

La esse con la stella attraversò Paesi e continenti. I capi delle squadre divenivano “ufficiali” solo quando su di loro veniva applicato il marchio Starter. Tra il 1986 e il 1990 l’esplosione definitiva, che portò la compagnia a fatturare 400 milioni di dollari all’anno. Tra le intuizioni più geniali, la maglia da riscaldamento dei Boston Celtics, prima indossata dai campioni in tv e il giorno dopo da milioni di ragazzini americani. Ma è impossibile dimenticare la produzione dei parka indossati poi a bordocampo dai coach dell’Nfl.

Il breakaway dei Bulls

O il mai abbastanza celebrato breakaway jacket, che si indossava come un maglione e che anche Swa ha nel suo guardaroba (in questo caso dei Chicago Bulls). Un brand alla conquista del mondo. Ogni atleta degli sport di squadra americani, in campo o a bordocampo, vestiva la esse con la stella. Starter rimase l’anello di congiunzione tra sport americani e cultura di strada per molto tempo. Cultura di strada significa anche bande e gangster. Il legame era così stretto che, come in vari blog è stato osservato, nei rapporti di polizia e sui giornali, descrivendo fatti di cronaca, la parola Starter stava spesso a indicare il giacchetto o il cappello che l’aggressore o il malvivente indossava. “Chi ha sparato aveva poco più di diciotto anni e indossava un giacchetto Starter blu”, “Un ragazzo con un giubbotto Starter e blue jeans è uscito dalla macchina e ha puntato una pistola contro la vittima chiedendo soldi”, si poteva leggere a metà anni Novanta sui quotidiani di Cleveland o Little Rock.

Il bomber nero di Orlando

Sarà forse per questo motivo, ha detto qualcuno, che progressivamente le leghe iniziarono a sganciarsi da Starter? Se fino a metà anni Novanta la società del buon Beckerman divenne una delle icone della cultura americana, da lì in poi arrivò il declino. Il mercato degli articoli sportivi iniziò a saturarsi. Il consumatore pur fedele a Starter si ritrovò bombardato dalle mega-campagne Nike, Adidas e Reebok che piano piano spostarono i gusti dei consumatori e convinsero le leghe stesse ad affidarsi ad altri fornitori.

Il pur fantastico prestigio di avere un capo che anche gli atleti indossavano cominciò ad arrancare rispetto alla qualità e alla fattura dei colossi dello sport. Tra il ‘94 e il ‘95 poi alcune coincidenze nei calendari sportivi portarono l’hockey a iniziare la stagione nel gennaio ‘95 e il baseball a terminare la stagione Mlb poco prima di Ferragosto. Fu una spallata per la stabilità economica dell’azienda, che tra l’altro era stata intanto collocata in Borsa nel ‘93.

Nel lento declino gli economisti più scafati vedono più di un errore. C’è chi dice che Beckerman sbagliò nel non voler cercare un’espansione del brand (tipo riconvertirsi nell’abbigliamento da gara senza licenza, come Under Armour) puntando piuttosto sull’estensione del brand, come il nostro David fece, cercando senza successo la strada dell’abbigliamento sportivo per i più piccoli. Alla fine degli anni Novanta Starter era un boccone che attendeva di essere mangiato. Dichiarò bancarotta e fu acquistata per 46 milioni di dollari da un consorzio che comprendeva anche Value City, che potremmo definire come lo “Stefan” degli Usa. Da allora Starter è rimbalzata da una mano all’altra. Acquistata da Nike, Starter è stata poi rivenduta dal baffo nel novembre 2007 alla Iconix.

David ha abbandonato la barca ma sarebbe troppo semplice bollarlo come un imprenditore avventuroso. La sua attività di allenatore di basket di liceo non si è mai interrotta, nemmeno negli anni d’oro, quando per allenare i ragazzi di Hamden Hall, New England, atterrava nel tardo pomeriggio dalle riunioni d’affari in giro negli Stati Uniti per essere in tempo la sera in palestra.

Non bollate David. Ha semplicemente colto l’attimo. L’attimo in cui nacque il legame vero tra streetwear e sport americani. L’attimo in cui un semplice bomber si trasformò in oggetto del desiderio. Colse questa magia prima di tutti, intercettando alla perfezione i miei gusti, quelli di Swa e di qualche altro milioncino di persone. Forse era scritto che Starter avrebbe vissuto solo per un periodo. Ma nei giorni in cui entro negli store Nike o Adidas un pensierino, a volte, va a David. E’ ancora in giro per affari. E’ a capo di Acorn Group, società di intermediazione immobiliare. E’ in giro anche sulla Rete, quindi permettetemi: thank you David, u helped us wearing a dream. Take care.


Nba in tv, la programmazione dal 3 al 10 gennaio Sky+Sportitalia

Gennaio 4, 2010

Da digital-sat.it

Qui di seguito gli orari per la settimana dal 3 al 10 Gennaio:
Gli orari notturni si intendono nella notte tra il giorno indicato e il successivo

Domenica 3 Gennaio
ore 01.00 Indiana @ New York (JIP) Sportitalia
in replica lunedì 4/1 alle 15.00 su SI2

Lunedì 4 Gennaio
ore 01.30 Atlanta @ Miami SKY Sport 3
in replica martedì 5/1 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 03.00 New Orleans @ Utah Sportitalia
in replica martedì 5/1 alle 15.00 su SI2

Martedì 5 Gennaio
ore 01.00 Chicago @ Charlotte Sportitalia
ore 04.00 Phoenix @ Sacramento Sportitalia
un match in replica mercoledì 6/1 alle 15.00 su SI2

Mercoledì 6 Gennaio
ore 01.00 Toronto @ Orlando Sportitalia
in replica giovedì 7/1 alle 15.00 su SI2
ore 01.30 Boston @ Miami SKY Sport 2
in replica giovedì 7/1 alle 14.00 alle 22.00 su SS2

Venerdì 8 Gennaio
ore 02.30 Dallas @ San Antonio SKY Sport 2
in replica sabato 9/1 alle 14.15 e alle 22.15 su SS2
ore 03.00 Miami @ Phoenix Sportitalia
in replica sabato 9/1 alle alle 15.00 su SI2

Sabato 9 Gennaio
ore 04.00 Denver @ Sacramento Sportitalia
in replica domenica 10/1 alle 12.00 su SI2

Domenica 10 Gennaio
ore 19.00 Boston @ Toronto Sportitalia
ore 03.30 Milwaukee @ L.A. Lakers Sportitalia
in replica lunedì 11/1 alle 15.00 su SI2


Greg e gli infortuni, lacrime in spogliatoio

Gennaio 4, 2010

I soccorsi a Oden: l'infortunio risale al 5 dicembre


La storia di Greg Oden, il centro ventenne ex prima scelta con la faccia di un cinquantenne. Il suo secondo grave infortunio appena dopo il suo ritorno in campo da un altro grave guaio pone interrogativi sul futuro di un ragazzo sfortunato. Coraggio Greg.

Da playitusa.com

Professione dura quella del centro oggigiorno.

Alla lunga lista di infortunati di questa stagione (chiaramente non solo centri) si è aggiunto Greg Oden, centro di Portland Trail Blazers. Nel corso della gara contro i Rockets, il 21enne, prima scelta nel Draft 2007, ha subìto la rottura della rotula del ginocchio destro, lo stesso che si era rotto due stagioni fa tenendolo fuori per l’intera stagione da matricola.

Il giocatore è già stato sottoposto ad operazione chirurgica, la diagnosi dei medici è purtroppo spietata: Oden dovrà stare fuori per tutta la stagione.

I suoi compagni hanno detto che dopo l’infortunio, capitato nella gara con Houston, Greg piangeva a dirotto e negli spogliatoi si è scusato con i compagni, avvilito e sconsolato di averli in qualche modo delusi. L’impressione di essersi fatto male seriamente c’era già, anche se non c’era ancora la diagnosi medica.

L’ex prima scelta però non si arrende: “Sono ovviamente deluso dopo aver lavorato così duramente – ha detto il centro dei Blazers – Si tratta di una battuta d’arresto, ma tornerò. Tutto ora è nelle mani di Dio. Io voglio ringraziare i tifosi, i miei compagni di squadra e tutti i componenti della famiglia Blazers per le attenzioni che hanno avuto nei miei riguardi”.

Certo che Oden deve aver pensato (non solo lui comunque) che la fortuna si deve prendere al volo, ma che la sfortuna ti prende anche da fermo. C’è anche chi come Kit Carson (l’amico più fidato di Tex) sostiene a più riprese che la sfortuna non esiste perchè ce l’hanno solo i gonzi, ma a questa massima il buon Greg, ora, sembra non crederci.

Si stava ritagliando un ruolo da protagonista nell’Nba e in campo cominciava a incidere in modo significativo. L’infortunio è arrivato proprio al momento sbagliato, ma, si sa, le disgrazie non arrivano come singole spie, ma in battaglioni, diceva Shakespeare.

C’è chi negli States pensa che sia un’utopia costruire una squadra attorno a un giocatore così fragile.
“La gente non capisce che gli infortuni fanno parte del gioco – dice il suo compagno di squadra LaMarcus Aldridge – Siamo tutti a rischio ogni volta che giochiamo, è spiacevole che sia capitato nuovamente a lui”.

Oden, nello scorso campionato, non aveva giocato le prime sei partite per un infortunio al piede e ulteriori quattordici a causa di un problema al ginocchio sinistro, dopo la pausa per l’All Star Game.
L’anno scorso ha tenuto medie di 9 punti e 7 rimbalzi a partita, quest’anno stava sensibilmente aumentando: 11,7 punti, 8,8 rimbalzi oltre a due stoppate a partita.

“Ha fatto tutte le cose che doveva fare questa estate per farsi trovare pronto – ha detto Nate McMillan, coach dei Trail Blazers – aveva cominciato a mostrare tutto il potenziale di cui è dotato”.
Anche il proprietario dei Blazers, Paul Allen ha mandato un chiaro messaggio a Greg: “Deve resistere, quello che gli è capitato è il genere di cose che spero non accada mai. La carriera di Greg è comunque agli inizi, spero sia in grado di riprendersi presto e tornare in buona forma”.

I Blazers detengono il primato della sfortuna con i centri che hanno avuto in squadra.
Storicamente parlando, è facile tornare a Bill Walton che negli anni ’70 a Portland è stato perseguitato dagli infortuni.

Portland vinse alla grande il titolo nel 1977 con Walton grande protagonista.
Nella stagione successiva i Blazers vincono 50 delle prime 58 partite, ma un infortunio all’ex pupillo di John Wooden interromperà bruscamente la cavalcata solitaria. Bill il rosso sarà comunque MVP, ma quando tornerà per i Playoffs l’ennesimo guaio fisico fermerà lui e i Trail Blazers nella serie con Seattle. Sarà l’ultima partita di Bill con i Blazers, ma soprattutto il canto del cigno del centro ex UCLA a grandi livelli.

Altro capitolo “centri” riguardante i Blazers.
Nel 1984 Portland sceglie Sam Bowie, pivot di Kentucky.

E’ il più grande errore nella storia della franchigia e non serve nemmeno spiegare perché. Bowie non è stato certamente un fuoriclasse se paragonato ai nomi della sua annata di Draft, ma è stato un eccellente centro di 2,15m che nella sua prima stagione NBA ha avuto 10 punti di media, 8.6 rimbalzi, 2.8 assist e 2.7 stoppate, statistiche che hanno fatto entrare nel primo quintetto di matricole della NBA.

Dopo questa sua prima stagione è stato però perseguitato dalla sfortuna. Causa diversi malanni fisici, Bowie giocherà solo 63 gare nelle seguenti 3 stagioni, compresa la stagione 1987-88 saltata del tutto. I Blazers lo scambieranno in seguito per Buck Williams e l’ex Kentucky tornerà a giocare sufficientemente con la maglia dei Nets, ma non arrivò mai ai livelli che si erano intravisti il primo anno.

Tornando a Greg Oden, nei blog americani si è letto spesso che in questi due anni è stato gonfiato troppo muscolarmente (soprattutto quando ha fatto la riabilitazione del primo infortunio) e le ossa e i legamenti sono perciò sottoposti ad un carico tremendo.

C’è un legame forte fra peso sovrabbondante e infortuni.
E’ chiaro che chi è snello è più flessibile, maggiormente dinamico.
Scrive Dan Peterson: “Troppi pesi e poco stretching?”
In effetti dall’inizio degli anni ’90 i preparatori atletici hanno cominciato a dare molta importanza ai pesi, che si definiscono strength coach, ovvero allenatori di potenza.

No, non sto insinuando steroidi. Mai uno scandalo per quello nell’NBA, come nel baseball. Anche senza steroidi, temo troppo lavoro sui muscoli (e i legamenti e tendini non tengono più) e poco sulle gambe, i polmoni, e la flessibilità. Forse sbaglio. Ma è una mia impressione.

Quelle di Peterson sono osservazioni razionali e intelligenti, decisamente sensate. Vedi alla voce Yao Ming, altro centro infortunato.

Yao Ming pesa troppo, probabilmente fa pesi più del dovuto, per questo, sempre secondo Peterson, “… ha perso il suo corpo affusolato … ha un corpo a forma di tronco … è lento come un albero … non ha più i riflessi del 2002 … dovrebbe lavorare sulla flessibilità … gioca ormai non più di 50 partite all’anno … questo peso gli costerà tanto…”

E sono parole che fanno pensare.


Happy new year

Gennaio 1, 2010

Non possiamo che fare in questo modo a tutti gli auguri di buon anno, augurando al Gallo tutto il bene del mondo per quest’anno. Per i prossimi, che diventi lo splendido solista che è adesso, ma in una squadra da titolo! Vai Rooster, siamo con te


Nba, la programmazione Sky+Sportitalia 27 dic – 3 gen

Dicembre 28, 2009

Da digital-sat.it ecco l’elenco delle partite Nba che verranno trasmesse dai canali italiani nella settimana dal 27 dicembre al 3 gennaio. Gli orari notturni si intendono nella notte tra il giorno indicato e il successivo

Domenica 27 Dicembre
ore 24.00 Houston @ Cleveland Sportitalia 2
ore 01.00 Indiana @ Miami (JIP) Sportitalia
in replica lunedì 28/12 alle 15.00 su SI2

Lunedì 28 Dicembre
ore 03.00 L.A. Lakers @ Phoenix SKY Sport 3
in replica martedì 29/12 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 04.00 Philadelphia @ Portland Sportitalia
in replica martedì 29/12 alle 15.00 su SI2

Martedì 29 Dicembre
ore 02.30 Minnesota @ San Antonio Sportitalia
in replica mercoledì 30/12 alle 15.00 su SI2

Mercoledì 30 Dicembre
ore 01.00 Cleveland @ Atlanta SKY Sport 2
in replica giovedì 31/12 alle 14.00 su SS2 e alle 22.30 su SS3
ore 01.00 Milwaukee @ Orlando Sportitalia
in replica giovedì 31/12 alle 15.00 su SI2

Giovedì 31 Dicembre
ore 01.00 Dallas @ Houston Sportitalia
in replica venerdì 01/01 alle alle 15.00 su SI2

Venerdì 1° Gennaio
ore 01.30 New York @ Atlanta Sportitalia
in replica sabato 02/01 alle alle 15.00 su SI2
ore 04.30 Sacramento @ L.A. Lakers SKY Sport 2
in replica sabato 02/01 alle 14.15 e alle 19.30 su SS2

Sabato 2 Gennaio
ore 02.30 Oklahoma City @ Milwaukee Sportitalia
in replica domenica 03/01 alle 15.00* su SI2
* = Al suo posto potrebbe andare la diff. di Charlotte @ Miami

Domenica 3 Gennaio
ore 01.00 Indiana @ New York (JIP) Sportitalia
in replica lunedì 04/01 alle 15.00 su SI2


Lakers-Cavs live in full effect

Dicembre 25, 2009

23.13 Live dallo Staples per Kobe contro Lebron. Sereno o poco nuvoloso direbbe Giuliacci sullo Staples, si viaggia a maniche corte nella capitale losangelina. Eventazzo Nba per questa grande partita di Natale. Scambi di regali vari a centrocampo con Lebrone che regala un bustone ricco di materiale promozionale a un bambino. Le storie si sprecano in questa gara. Prendiamo il confronto Kobe-Lebron (e ascoltatevi Young Geezy) e il ritorno di Shaq a La. Ce n’è abbastanza. Ora tutto si abbuia allo Stap per la presentazione.

23.18 Anche Luke Walton sul suo blog dice che Lakers-Cavs è un must see in Tv. Flashing lights dentro lo Staples buio, ora le luci si riaccendono per l’inizio dello show. Mo Williams in quintetto con Anthony Parker per lo starting five. C’è anche Shaq e quel guascone di Hickson.

23.21 Kobe è nello starting five o no? Ok scherzavo, ci sono tutti i migliori con Lebron James che manda per aria la nuvola di fumo. Gasol, Bynum, Fisher, Kobe, Artest per il quintetto in gialloviola.

23.23 Quattro puntazzi non male dei Lakers con l’eleganza pazzesca di Pau che mette dentro in semigancio in area clevelandina.

23.24 Non poteva che essere Shaq il primo marcatore per Cleveland con un ottimo gioco a due. Attenzione però perché Kobe si è già svegliato con quattro punti: 8-2 Lal.

23.26 Si sveglia anche Lebrone da tre punti ma sinceramente dai Cavs dobbiamo aspettarci un ritmo maggiore per poter “muovere” questa partita.

23.28 Sale in cattedra Mo Williams ma soprattutto la difesa dei Cavs sale di tono permettendo allo stesso Mo un coast to coast per il passaggio a Shaq che schiaccia: Cavs avanti 9-8.

23.30 Terza schiacciata di O’Neal per il 13-10 Cavs a 5′33 dalla fine del primo quarto. Stavamo per spedire questo aggiornamento quando arriva l’immaginifico assist sulla linea di fondo di Kobe per Gasol: 13-12. Primo time out lungo.

23.35 Pazzesco quello che sta facendo vedere Espn, con le riprese del modo in cui Kobe tira dopo la frattura del dito. Ha completamente rivisto la sua tecnica di tiro per poter usare il dito medio come unica arma per indirizzare il pallone.

23.37 Dopo il time out entra Varejao per Hickson. La volontà è quella di dare maggiore profondità e corsa all’azione Cavs ma Kobe mulina in aria per l’appoggio al vetro. 17-15.

23.39 Primo acuto del match con Lebrone che arriva dalle retrovie e schiaccia a una mano su assist di Mo Williams. Cavs in tenuta blu da trasferta e Lakers in bianco: ci eravamo dimenticati di indicarlo, presi dalle storie in campo. Nel timeout lungo intensa intervista Magic-Kobe, con il secondo che parla del fluido inserimento nel sistema triangolo di Artest.

23.44 Sportellatone Artest-Lebrone con il secondo che mette il 21-15 in post basso dopo varie botte date e ricevute.

23.45 Eccezionale la transizione Lakers, con Odom che rilascia roba fortissima per Kobe che segna dalla linea di fondo appoggiando al vetro. Mancano 14” e siamo sul 23-17, seguiamo live quello che accade con Anthony Parker, deputato a difendere su Kobe, che fa fallo sul 24 in gialloviola. C’è la rimessa Lakers a 6” dalla fine con Vujacic che entra in campo, Kobe attacca e batte Jamario Moon e Varejao che cercavano di chiudere in area colorato: 23-19. Fine primo quarto.

23.48 “Gasol migliore giocatore di post al mondo”: è la famosa frase di Kobe di cui si è parlato in queste ore. Un’ “investitura” data durante questa intervista faccia a faccia Magic-Kobe, che viene mandata a pezzi durante ogni pausa del match e in ogni spezzone si parla di qualche diverso aspetto dei Lakers. I due parlano l’uno di fronte all’altro su due poltrone di design.

23.51 “Buoni tiri entrati nel flusso della partita, buone ricezioni di Shaq. Abbiamo lavorato bene a rimbalzo. Shaq insieme ad Ilgauskas? I Lakers sono alti e due lunghi contro due lunghi è eventualità che può avvenire”: questi i commenti di Mike Brown nell’intervista a bordocampo prima che inizi il secondo quarto.

23.53 Fluidità, grande fluidità dei Cavs che con Mo Williams e una splendida entrata di Varejao arrivano al 31-19.

23.55 Signori entra in gara anche Delonte West che prova il pick&roll con Shaq e poi la mette in jump da dentro l’area colorata. Varejao tre canestri dal campo su tre tentativi, un vero rullo compressore.

23.56 Magic: “Kobe hai la maglia più venduta al mondo, chi te lo fa fare di telefonare ad Hakeem per migliorare il tuo post basso?” Risposta: “Amo il gioco”. Arrivederci.

23.59 Si arriva al 35-23 ma la sensazione è quella che Cleveland abbia una maggiore profondità e corsa.

0.01 Si arriva al +15 e attenzione perché Lebrone è in panchina. Un importantissimo segnale di vita di tutti i Cavs. Transizione di Jamario Moon che schiaccia in maniera ormai consueta, staccando da veramente lontano. Siamo al 42-25 con un Ilgauskas pazzesco difensivamente in area colorata.

0.09 Siamo a 3′44 dal tornare negli spogliatoi per la fine primo tempo ma il refrain non cambia con i Cavs che si assestano sui 17-18 di vantaggio. Lebron-Artest iniziano a scintillare con le prime spinte ed insulti mentre Lebron torna in difesa dopo un altro pazzesco canestro di James in post basso. E’ 49-30 a uno sputo dalla fine del primo tempo.

0.13 James 11 fin qui, Kobe 12 punti. I Lakers al 33% dal campo. Attenzione anche agli 11 di Mo Williams, onestissimo operaio in cabina di regia che si mette a stra-disposizione del team come sempre.

0.15 Artest super-protagonista con Lebrone che sbaglia la schiacciata sulla difesa dello stesso nativo di Queensbridge. Ditata dall’altro lato del campo di Ilgauskas su Artest che rifiuta la solidarietà del lituano. Siamo a 2′36 dall’intervallo ed è 49-30.

0.17 Si lascia guardare il rilascio di Kobe su Bynum che prova ad attaccare il ferro trovando numero tre di Cleveland sulla strada. Seguiamo in super diretta Kobe con due liberi. Sbaglia il primo e mette il secondo.

0.20 Triangolino mi verrebbe da dire per i Lakers che tornano a -13. Dall’altra parte mi sento male a vedere il passaggio in area di Lebron per Jamario Moon. Sono sinceramente pochi gli aggettivi che ci sentiamo di usare.

0.22 Ultimi quaranta secondi con Hickson contro Gasol che dice di no. Siamo sul 51-40: rimessa Cavs a 22′ dalla fine. Hickson sbaglia sulla ricezione e palla in mano Lakers. Nove alla fine, Kobe palla in mano appoggia al ferro ma la palla si arrampica solo a metà. Saranno due liberi sul 51-40: mette il primo e mette anche il secondo.

0.24 Irreale il canestro da metà campo a un secondo dalla fine di Lebrone. Incredibile, era prima della linea di centrocampo e in pratica ha spinto pochissimo. Attenzione però che il canestro non viene convalidato, è stato scoccato fuori tempo massimo. Lebrone un po irritato dagli ultimi minuti: “Dobbiamo essere più fisici”. Si chiude sul 51-42 con 11 di Williams e Lebrone e 18 di Kobe.

0.42 Siamo nell’half time e ne approfittiamo per mangiare pandoro, che di gran lunga batte il panettone nelle preferenze. Cleveland impressiona per spavalderia allo Staples. E d’altronde solo con la spavalderia possono nascere i parziali propiziati da Mo Williams e da uno splendido anche difensivamente Varejao. Due comprimari che in parte rubano la scena a Lebrone, che comunque torna a fare la voce grossa con quel tiro da centrocampo, pur non convalidato. Al tiro i Cavs sono al 56% e hanno 19 punti dalla panchina contro i 2 dei gialloviola.

0.48 Mo Williams comincia come aveva finito, con un tiro da tre che porta la situa sul 54-42. C’è Shaq in campo nel quintetto Cavs.

0.51 Ancora Mo Williams in post basso contro Fisher: l’uomo di Alabama porta in dote esperienza e infinite varianti per andare a canestro. Siamo sul 56-48 ma ovviamente i Lakers non ci stanno. 8′55 dalla fine del quarto.

0.56 Kobe stra-protesta per un fallo non fischiato a Shaq su una sua entrata. Crawford sanziona con un tecnico le proteste con i Cavs che possono mettere ulteriore fieno in cascina. Spot pro-Artest da parte della Espn con Empire State of Mind di Jay Z in sottofondo.

1.04 Lakers che rimangono assolutamente in scia con i Cavs che hanno Ilgauskas in campo e un Mo Williams che tocca i 21 sotto l’albero. Silvester Stallone e, per la felicità di qualcuno a Montecatini, Snoop Dog in tribuna.

1.06 Alzata al ferro di Lebrone per Shaq con James che praticamente alza alla cieca, come ha fatto ha trovare il compagno senza vedere? Pazzesco, e la partita rimane interessante sul 63-52 a 6′03 dalla fine del terzo.

1.08 Cala la tensione di Cleveland, con un errore di Mo Williams in isolamento con Fisher: Varejao prende comunque la palla ma il tiro di Ilgauskas è da dimenticare.

1.10 Sembravano in flessione ma invece i Cavs fanno la voce grossa con un rimbalzo degno di nota di Lebron James su Odom. Poi volano per il 70-56 che rimette le cose in chiaro allo Staples.

1.14 Gasol non riesce a entrare in ritmo attaccando al centro come è suo solito fare. Con due liberi i Cavs raggiungono addirittura il 72-56 a 2′17 dalla fine del terzo. Delonte West ruba il tempo alla difesa e da una gran palla a Hickson per la schiacciata del 74-56. Kobe sembra più imbrigliato del solito, ma il merito è tutto dei Cavs.

1.20 E’ ormai di nuovo +20 per i Cavs, ma i Lakers sono veramente fuori fase in questo momento del match. Servono solo i migliori talenti del black mamba per il 59-76 in favore dei Cavs. Finisce il tempo ma sarà un lungo ultimo quarto. I Lakers potrebbero sfoderare il miglior Bryant per la vittoria.

1.24 Jackson più che polemico contro gli arbitri, ma è eccezionale la risatina iniziale con cui risponde all’intervistatrice che gli chiedeva un commento: “Ci fischiano contro, loro commettono fallo ma non vengono sanzionati (riferito ai Cavs, ndr)”.

1.27 Shaq si presenta in campo per questo inizio quarto periodo. Odom si sveglia e ne mette due dopo aver passato una tripla a Shannon Brown: siamo sul 76-64 a 10′18 dalla fine del match.

1.29 Semplicemente Bryant non riesce ad entrare in partita, sbagliando un jumper semplice dopo un pick&roll. Ancora avanti di 15 i Cavs, ancora con Jamario Moon che ogni volta che esce dalla panchina fa cose da pazzi.

1.31 Inarrivabile Mo Williams che mette la tripla dall’angolo: siamo a 24 punti con 3/3 da tre e seta pura nelle mani dell’uomo da Alabama. Da ricordare che la palletta gli è stata data da un James che fino ad ora conta otto assit: siamo 82-66 a poco più di 8′ dalla fine.

1.34 “Siete meglio di quello che state facendo vedere”, dice in panchina Jackson ai suoi.

1.40 Istantanee dallo Staples: Jamario Moon arriva ad 8 punti dal peso specifico altissimo. La tripla dell’84-66 crea un importante distacco e fa sì che Kobe entri in campo dalla panchina praticamente senza chiedere a coach Zen di buttarsi nella mischia.

1.44 Azione simbolo del match con James che batte l’aiuto di Odom abbassando la spalla in area mentre è in aria (gran gioco di parole) e appoggiando al vetro. Siamo sull 86-70 subito sporcato dall’86-73 realizzato da Artest su passaggio di Bryant sull’arco. Mancano 5′14.

1.45 Netta, nettissima la differenza di intensità degli attacchi. Jamario Moon mette dentro una pazzesca tripla con una parabola particolarmente arcuata. Incredibile come ogni pallone di Jamario diventi oro e l’ex Toronto non esprime certo ancora tutto il suo potenziale. Siamo ormai sul 91-73 a 4′24.

1.49 Saltano un po’ i nervi con l’espulsione di Odom e una discarica di parolacce tra James e Fisher che comunque non entrano fisicamente in contatto.

1.50 Incredibile quello che sta accadendo allo Staples, con il pubblico di casa che getta in campo i cuscini gialli anzi le classiche sagome dei ditoni, come avviene in Spagna ma in quel caso i cuscini sono bianchi. Il significato del gesto è di disapprovazione di qua e di là dall’Oceano. Quello che è accaduto è assolutamente inusuale per un campo Nba e in pratica psicologicamente chiude il match quando mancano circa 3′ alla fine. Incredibile questo genere di manifestazione su un campo Nba. Siamo sul 95-75.

1.55 Arriva a 13 Jamario Moon quando ormai si gioca solo per le statistiche. Steal di Kobe che ne mette due e arriva ai 35 punti.

2.01 Siamo sul 99-82 con Derek Fisher a dir poco incavolato in panchina. Manca 1′55 e si attende solo la sirena di chiusura match.

2.04 Cleveland vince a Los Angeles. In stagione regolare una affermazione che può lasciare il tempo che trova, ma i due team ora sperano che questa sia anche la finale verso maggio-giugno 2010. La partita è rimasta in controllo Cavs che ci hanno messo spavalderia e intensità. Un paio di magie da alieno come al solito di Lebrone, ma la serata è per la Cleveland delle “comparse”: Mo Williams (28 punti 7 assist, 3/3 da tre), Varejao nel primo tempo e Jamario Moon con 13 punti che, per il peso specifico, diventano come minimo il doppio. Kobe e Lebron, i due contendenti, finiscono rispettivamente con 35 e 26. Davvero importante comunque anche l’apporto di Mike Brown, allenatore che ha saputo preparare il match.

La diretta si chiude qui. Grazie alla parte tecnica in questa serata natalizia e a tutti voi che avete seguito. Grazie per l’attenzione in questa giornata di Natale, in cui si è sfiorato il record di accessi unici. A tutti, a presto.


La superchicca

Dicembre 25, 2009

E’ la superchicca di Natale che la redazione di Tgil ha voluto tenere segreta fino a pochi minuti dall’inizio: siamo pronti per la diretta di Lakers-Cavs (o Cavs-Lakers a seconda se volete dirlo all’europea o all’americana). Un grande appuntamento natalizio che mai potremmo perderci. A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai ma crediamo che Kobe voglia ancora essere il miglior marcatore delle partite di Natale. A tra poco.


It’s Chritmas time baby

Dicembre 25, 2009

Beh, cosa dire nel secondo Natale celebrato sul blog se non ringraziare tutti coloro a cui interessano queste pagine? L’altro giorno riguardavo la puntata dei SImpson in cui Barney vince il festival cinematografico di Springfield con quel magnifico corto in bianco e nero che commuove tutti in sala. L’augurio è che possiate trovare del buono anche in chi proprio buono non è. Per il resto, fumate il meno possibile e fate entrare la palla a spicchi nella vostra vita, mi raccomando. Un abbraccio a tutti, Buon Natale.


Nba, la programmazione Sky+Sportitalia della settimana di Natale 21-27 dicembre

Dicembre 22, 2009

Da digital-sat.it
Natale, tempo di regali, di grandi mangiate ma anche di televisione. Ecco, per le vostre freddi notte davanti alla tv, la programmazione delle partite Nba per la settimana natalizia. Qui di seguito gli orari per la settimana dal 21 al 27 Dicembre:

Gli orari notturni si intendono nella notte tra il giorno indicato e il successivo

Lunedì 21 Dicembre
ore 01.00 Utah @ Orlando SKY Sport 3
in replica martedì 22/12 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 02.00 Sacramento @ Chicago Sportitalia
in replica martedì 22/12 alle 15.00 su SI2

Martedì 22 Dicembre
ore 01.00 Philadelphia @ Washington Sportitalia
in replica mercoledì 23/12 alle 15.00 su SI2

Mercoledì 23 Dicembre
ore 02.30 Portland @ San Antonio SKY Sport 2
in replica giovedì 24/12 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 03.00 Oklahoma City @ Phoenix Sportitalia
in replica giovedì 24/12 alle 15.00 su SI2

Venerdì 25 Dicembre
ore 18.00 Miami @ New York Sportitalia
in replica venerdì 25/12 alle 23.30 e sabato 26/12 alle 15.30 su SI2
ore 23.00 Cleveland @ L.A. Lakers SKY Sport 2
in replica sabato 26/12 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2

Sabato 26 Dicembre
ore 02.30 San Antonio @ Milwaukee Sportitalia
in replica domenica 27/12 alle 15.00 su SI2

Domenica 27 Dicembre
ore 24.00 Houston @ Cleveland Sportitalia 2
ore 01.00 Indiana @ Miami (JIP) Sportitalia
in replica lunedì 28/12 alle 15.00 su SI2

Elaborazione a cura di Giorgio Scorsone


L’Nba, questa inquinatrice: Copenaghen la metta al bando

Dicembre 15, 2009

Grandissimo Maurizio Milani sul “Foglio” di oggi. La sua rubrica “Innamorato fisso” è un must. Enjoy.

Al presidente Obama piace il basket. A tutti noi piace la mitica Nba Usa, il campionato dei superuomini. Purtroppo queste squadre giocano 3-4 volte la settimana, si spostano continuamente (vanno anche a giocare a Toronto). Insomma con tutti gli aerei che prendono inquinano. Senza parlare che, essendo alti 2.15 m, gli alberghi devono predisporre reti e materassi fatti saldare da artigiani apposta. Insomma, il rovescio della medaglia. Guai a chi mi tocca il potere di vedere la partita dei miei Celtic Boston, però non vorrei inquinare. Ecco perché alla fine da Copenaghen non cambia niente, a meno che sospendono il basket Nba. Un’azione di buona volontà sarebbe questa: la federazione giocatori di basket decide di far giocare le partite a piedi nudi. Il motivo è semplice: per fare un paio di scarpe da basket n° 52 (numero medio di un giocatore di pallacanestro) bisogna abbattere tre alberi di caucciù. Ogni giocatore di basket cambia in media trenta paia di scarpe a stagione. Nel mondo ci sono 580.000 persone che vivono giocando a basket. Si salva l’Amazzonia due.