Nba, programmazione tv aggregata Sky+Sportitalia 8-14 novembre

Novembre 9, 2009

Da digitalsat.it
I canali da tenere d’occhio sono i soliti: SKY Sport 2, con tre dirette settimanali (quest’anno lunedì, mercoledì e venerdì) e Sportitalia. Quest’ultima, che ha confermato il suo impegno nel basket con l’acquisizione dei diritti dell’Eurolega, proporrà come di consueto una partita in diretta ogni domenica in prima serata, oltre a trasmettere ogni notte, dall’una alle sette, la diretta di NBA TV, che aggiungerà quasi sempre una partita al giorno al già ricco menu di SI e SI2.

Qui di seguito gli orari per la settimana dall’8 al 14 Novembre:
Gli orari notturni si intendono nella notte tra il giorno indicato e il successivo

Domenica 8 Novembre
ore 19.00 Phoenix @ Washington Sportitalia
ore 03.00 Minnesota @ Portland Sportitalia
in replica lunedì 9/11 alle 15.00 su SI2

Lunedì 9 Novembre
ore 01.30 Utah @ New York Sportitalia
in replica martedì 10/11 alle 15.00 su SI2
ore 02.30 Toronto @ San Antonio SKY Sport 2
in replica martedì 10/11 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2

Martedì 10 Novembre
ore 02.00 Portland @ Memphis Sportitalia
in replica mercoledì 11/11 alle 15.00 su SI2

Mercoledì 11 Novembre
ore 02.00 Cleveland @ Orlando SKY Sport 2
in replica giovedì 12/11 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 02.30 Dallas @ San Antonio Sportitalia
in replica giovedì 12/11 alle 16.00 su SI2

Venerdì 13 Novembre
ore 01.00 Utah @ Philadelphia Sportitalia
ore 04.00 Houston @ Sacramento Sportitalia
un match in replica sabato 14/11 alle 15.00 su SI
ore 02.00 Portland @ New Orleans SKY Sport 2
in replica sabato 14/11 alle 15.45 e alle 22.15 su SS3

Sabato 14 Novembre
ore 01.00 New Orleans @ Atlanta Sportitalia
in replica domenica 15/11 alle 11.00 su SI2

Elaborazione a cura di
Giorgio Scorsone


Esclusivo, Katia Bassi: “Un match Nba in Italia nel 2010″

Novembre 9, 2009

Garnett contro Bargnani nella sfida di Roma del 2007

Il blog che raggiunge un anno di vita: traguardo da festeggiare. Come? Con uno dei più classici talk show. Talk show con chi? Con la persona a capo di Nba Italia, ovvero Katia Bassi, che dall’ufficio milanese racconta novità succose riguardanti il Belpaese rispetto all’Nba. The Game I Love e i suoi lettori ringraziano Katia per la disponibilità. Se la regia è pronta, direi che possiamo iniziare.

Milano è grigia e quasi malinconica in questo novembre. Ma nonostante lotti con il freddo che già si fa sentire, Katia Bassi, a capo dell’ufficio di Nba Italia, non rallenta certo il suo lavoro in questi che sono mesi-chiave in vista degli eventi che la lega d’Oltreoceano ha in mente per lo Stivale. L’ufficio italiano ha aperto i battenti ad inizio 2009 e, tra gli eventi, ha già iniziato a pianificare quello che si profila come il grande appuntamento del 2010: una nuova partita di preseason dopo il successo di Boston-Toronto di un paio di anni fa, quando il pubblico italiano poté godersi dal vivo a Roma i “verdi” bostoniani, che poi avrebbero vinto l’anello 2008, contro la squadra di Bargnani. “Saranno mesi importanti i prossimi – dice Katia Bassi – con ad esempio gli Harem Globetrotters, anche loro nella grande famiglia Nba, che torneranno in Italia toccando nel loro tour anche la Sardegna”.
Lei ha lavorato con Ferrari ed Inter prima di approdare nell’Nba. Automobilismo, calcio e basket sono sport molto diversi tra di loro. E’ interessante vedere come anche in sport indubbiamente maschili ci siano donne che possono raggiungere posti di rilievo.
“In teoria passare da uno sport all’altro è lo stesso che passare da un’azienda all’altra per un qualsiasi manager. Come sempre si riparte da zero e c’è da imparare per conoscere la nuova realtà in cui ci si cala. Se devo dare un giudizio personale però ho trovato nel basket una vicinanza molto più intensa con la gente da parte degli atleti. Il calcio ha il momento della partita ma tutto finisce con i novanta minuti di gioco. E i calciatori non sono così propensi al rapporto con il pubblico. L’ufficio è nato a febbraio. Ci siamo calati subito nella realtà dell’All Star Game e a Phoenix ho potuto toccare con mano questa differenza”.
Ma in cosa consiste l’attività dell’ufficio Nba in Italia?
“Si comporta così come gli altri uffici Nba nati in Europa e che si trovano a Londra, Parigi, Madrid e Istanbul. Lo scopo è mostrare l’Nba al grande pubblico, farci notare. L’Nba ha certamente una grande notorietà ma deve comunque essere più visibile. Lavoriamo su diversi fronti: i diritti televisivi, il sito web, il merchandising e l’organizzazione di eventi sul territorio”.
L’Italia ha prepotentemente raggiunto un livello di primo piano nella lega con Bargnani, Belinelli e Gallinari. Tre ragazzi figli del profondo basket nostrano, nati cestisticamente in società di provincia.
“Questo testimonia che l’Nba è un mondo raggiungibile. Mentre il mondo del calcio è settorizzato e fare salti importanti in carriera può essere molto difficile, nel caso delle tre stelle di casa nostra solo grazie al loro talento sono state notate. Non solo sono il fiore all’occhiello dell’Italia cestistica, ma testimoniano quanto il nostro Paese può dare. Più del 20% degli atleti Nba arriva dall’Europa. E l’obbiettivo è crescere ancora. Tutto questo racchiude un bel messaggio per i ragazzi dei settori giovanili: il sogno è raggiungibile ma anche vicino nel tempo, se pensiamo alla giovane età dei tre campioni italiani”.
Riguardo alla percezione dell’Nba in Italia, l’abolizione della regola dei “passi” ha fatto molto discutere. In qualche modo questo può pregiudicare il rapporto tra tifosi europei e lega?
“Escludo che ci possano essere ripercussioni, anzi l’obbiettivo generale, come ha dichiarato anche David Stern, è rinforzare la presenza dell’Nba in Europa. Vorremmo davvero che ci fosse la possibilità di creare una Nba Europe”.
Per rafforzare la presenza in Italia è necessario passare attraverso eventi per il pubblico. Quali sono gli eventi “tricolore” in programma?
“C’è intanto il nuovo tour italiano degli Harlem Globetrotters dal 4 al 10 maggio 2010. Un tour legato al marchio Nba che porterà il team in varie località del Belpaese con una novità: l’arrivo anche in Sardegna. Dagli Harlem in poi ci sono allo studio una serie di eventi che culmineranno con la partita di preseason in programma nella seconda metà dello stesso 2010. Ci sarà un vero e proprio percorso a tappe con momenti di aggregazione nelle piazze. L’Nba tiene moltissimo al concetto dello stare insieme all’insegna del basket. E fino ad oggi il successo è stato grande, penso alla festa all’outlet Fidenza Village dello scorso anno, con quarantamila presenze. E poi l’Nba Basketball Festival, che sarà a corollario della partita italiana”.
Il merchandising Nba ha un successo planetario e gli italiani sembrano apprezzare particolarmente prodotti ormai diventati di moda. A quando uno store ufficiale in Italia, magari proprio a Milano?
“Siamo in una fase di studio riguardo a questo aspetto. Sicuramente però, se un primo store europeo ci sarà, questo sarà in Italia. Poi altri seguiranno eventualmente in varie parti d’Europa. Così come stiamo pensando ad un negozio internet che sia esclusivamente europeo. Il successo dell’e-commerce sullo store Usa è assoluto e notiamo come molti acquirenti siano proprio italiani. Obbiettivo è aiutare questi fan a risparmiare proprio grazie a un negozio virtuale nel Vecchio Continente che abbatta spese di spedizione e tasse varie”.
Parliamo dei top player Nba: li ha conosciuti? Che impressione le hanno fatto, visti con gli occhi di un italiano.
“Durante l’All Star Game c’è stato un evento di ‘Nba Cares’, il progetto di responsabilità sociale che coinvolge i giocatori, i quali vanno a far visita nelle comunità di persone meno fortunate per passare del tempo con loro. Eravamo a Phoenix e le stelle Nba hanno partecipato alla ristrutturazione di una scuola. Yao Ming e Kobe Bryant si sono prestati con una dolcezza che non avevo mai visto. Ormai si riconosce il campione che partecipa ad un evento benefico solo nominalmente o con il cuore. Molti dei campioni arrivano da famiglie normali e ricordano con affetto i periodi in cui sono stati loro ad avere delle difficoltà”.
Un’ultima curiosità: ma la boss di Nba Italia, dopo il lavoro, va a fare due tiri al campetto?
“Non potrei competere fisicamente, sono troppo bassa (sorride, ndr). Scherzi a parte, preferisco guardare l’Nba in tv. E in effetti con il Broadband League Pass, un servizio disponibile ora anche per l’Italia, riesco a guardarmi un po’ di partite quando voglio”.


Bobbin e Steve Nash

Novembre 8, 2009

Un post che adoro, scritto da bobbin, una delle persone che per me contano. Un post sul suo blog redatto un po’ di tempo fa, ma che tutt’oggi credo sia una delle migliori produzioni scritte sul basket che abbia mai letto.

Sarebbe stato bello dieci anni fa suggerire a David Stern che nel giro di due lustri un canadese bianco sotto il metro e novanta avrebbe viaggiato in corsia di sorpasso per vincere il terzo Podoloff in fila. E neanche lui, quando lasciò il deserto dell’Arizona, avrebbe mai immaginato, proprio di ritorno a Phoenix, una ribalta tanto brillante. Discutere della legittimità di un riconoscimento simile è dialettica sterile, così come lo è cercare di trovargli la giusta collocazione tra i grandi playmaker della storia del gioco: ad oggi nella lega almeno dieci atleti possono orgogliosamente fregiarsi di poter essere considerati cestisti migliori di lui. Quel che è certo è che un premio del genere non arriva per caso, e le possibilità che Steve Nash vinca anche quest’anno sono oggettivamente alte. Ha portato una squadra di medio livello a contendersi il titolo, migliora il rendimento dei compagni, ha punti nelle mani come nessun altro riesca a smazzare un simile numero di assistenze. Non c’è premio che valga a consacrarlo più di quanto il campo abbia già fatto. Resta la stranita ammirazione per chi riesca a ritoccare percentuali già superbe a quasi trentatrè anni di età e con una squadra che ha visto il suo organico indebolirsi nelle ultime tre stagioni. Non rimane che l’anello: ed è questa, più dell’unanime consenso, la sfida che gli resta.


Names I Love: Monta Ellis

Novembre 4, 2009

Warriors Suns Basketball

Torna Names I Love, la rubrica in cui raccontare i giocatori che ci piacciono solo per il nome che portano. In questa occasione sale sul palco Monta Ellis.

Monta Ellis (Jackson, 26 ottobre 1985) è un cestista statunitense che gioca come guardia nei Golden State Warriors, nella Nba. Ellis ha frequentato la Lanier High School a Jackson dove è stato nominato Parade Magazine High School Player of the Year 2005, ovvero uno dei migliori giocatori del 2005 nelle High school (insieme a Greg Oden). Era destinato alla Mississippi State University prima di essere chiamato in NBA nel 2005. Nel suo quarto anno nell’high school realizzò in media 28,9 punti, 4,9 assist, 5,2 rimbalzi e 3,1 rubate a partita con percentuali al tiro del 46,1%, nei tiri liberi del 78,0% e da dietro l’arco del 43,5%. Il suo ultimo anno nella Lanier High School fu il migliore, mettendo 38,4 punti, 6,8 assist, 7,9 rimbalzi e 4,5 rubate a partita, mentre tirava i liberi con l’80,0%, dal campo col 46,0% e da tre col 48,0%.
Da Wikipedia

In un primo momento sembrava che Monta Ellis, talentuosissima guardia dei Golden State Warriors, sarebbe stato perdonato dalla dirigenza californiana. Ed invece questo non è successo. Una volta accertato tramite i legali del club, che la rottura di un legamento della caviglia sinistra occorsagli il 21 agosto scorso è avvenuta in seguito ad un incidente motociclistico, e non a causa di uno scontro di gioco come inizialmente aveva detto il ragazzo (salvo poi confessare la verità il mese dopo), il presidente dei Warriors Robert Rowell, d’accordo con la Disciplinare NBA ha sospeso per 30 partite Ellis. Monta perderà anche circa 3 milioni di dollari di un contratto che era stato appena firmato qualche settimana prima. Il 24 luglio il talento di Jackson, Mississippi, aveva infatti esteso per 6 anni a 67 milioni di dollari lordi. L’incidente pare sia avvenuto con uno scooter, di quelli che raramente si vedono negli Stati Uniti, ma che invece spopolano dalle nostre parti. “Stavo andando piano”, avrebbe detto Ellis. Una delle clausole dei contratti stipulati nella NBA, al paragrafo 12 dell’”Uniform Players Contract”, è proprio quella di evitare attività pericolose tra cui andare in deltaplano, sciare, andare a cavallo e in motocicletta.
Da Basketnet, ottobre 2008

Ventuno novembre, Oracle Arena, Oakland, e quindi California. Otto minuti sul cronometro del quarto periodo e Golden State avanti di 3 su Phoenix. E’ a quel punto che i 18,078 posaglutei sugli spalti ammirano una delle più stupefacenti schiacciate di questa stagione. A un certo punto Monta Ellis ha abbandonato per qualche secondo il parquet. Ha sorvolato l’area pitturata e sconquassato il canestro con una schiacciata che poi avrebbe fatto il giro del mondo. Un’affondata a una mano capace di mettere d’accordo violenza ed eleganza come di rado accade. “Mentre superavo la metà campo ho capito che un difensore si aspettava che alzassi un lob per un compagno. Un altro era pronto a prendere lo sfondamento. Sapevo che non avrebbero fatto mai in tempo. Sarei stato molto più veloce di loro”. Così chi può fermare Monta Ellis la nuova stella emergente dei Golden State Warriors? “Nessuno mi può fermare. Guardate Iverson, come mai nessuno può fermarlo? Per me è lo stesso!”. E’ cresciuto tra droga, povertà e violenza. Non ha mai conosciuto il padre, e ha sentito di dover dare una mano alla madre, che faceva la guardia carceraria. Il basket, come al solito in questo genere di film americano, era la luce in fondo al tunnel. Monta non ha mai perso di vista quella luce. Lui per il basket è un classico 24/7. Ventiquattro ore al giorno e 7 giorni alla settimana: ogni momento è buono per migliorare il suo gioco. Si definisce un gym rat, un topo da palestra. Vuole essere il leader. Vuole tutto sulle sue spalle.
Da sport.it, novembre 2006

I suoi Warriors hanno perso di un punto la prima di campionato, ma lui è stato l’indiscusso protagonista della gara con 26 punti. Sembra intenzionato a fare subito sul serio, il nostro Monta Ellis, per riscattarsi dopo una stagione che lo ha visto convalescente per diversi mesi causa un brutto infortunio. Ai suoi piedi, quest’anno, vedremo le nuove, fiammanti Tai Chi Mid.
Da and1italia.it, ottobre 2009

Ambiente in ebollizione nei pressi di San Francisco dopo un’estate di delusioni di mercato, battibecchi fra i presunti leader dei Warriors ed un malcontento generale fra i supporters piu caldi della Nba. Tutto inizia a giugno quando fallisce l’assalto finale ad Amare Stoudemire, un potenziale uomo-franchigia che manca ad Oakland dai tempi del Barone. In stretta successione poi ad infervorare l’ambiente arrivano le comprensibili reazioni di capitan Step Jackson e Monta Ellis che rivendicano un roster piu competitivo.
Da sportmain.it, ottobre 2009

Monta Ellis, ala dei Golden State Warriors, ha ricevuto il premio di giocatore più progredito del campionato Nba 2007. Ellis, che succede a Boris Diaw, ha ricevuto 352 punti precedendo Kevin Martin (Sacramento) e Deron Williams (Utah). In questa stagione Ellis ha viaggiato ad una media di 16,5 punti, 3,2 rimbalzi e 4,1 assist.
Da terry80.wordpress.com, maggio 2007


Oklahoma Thunderbird!!

Novembre 4, 2009

THU
Nel variegato mondo televisivo americano i Thunderbird erano delle marionette protagoniste di una serie culto andata in onda a più riprese anche sul bouquet Sky. Nella realtà invece gli Oklahoma Thunder smettono i panni delle marionette e della squadra cuscinetto e sfiorano la vittoria in casa con i Lakers nella notte. Vuoi vedere che quel furbacchione del gm Sam Presti ha indovinato l’alchimia giusta? Al Ford Center la gente in delirio per il 90-90 con cui il team chiude i regolamentari. Onore ai Lakers per la vittoria, ma non dispiace vedere una matricola che lotta con tutto quello che ha per emergere.

Del resto in estate la dirigenza aveva lavorato alla grande, facendo arrivare da Washington uno come Ethan Thomas, che ha contribuito alla battaglia ieri sera portando in dote undici importanti rimbalzi e partendo dalla panchina. Mentalità da applausi per Scott Brooks, non pago dalla panchina di aver visto i suoi combattere alla grande contro i campioni, anzi trovando il pelo nell’uovo. L’azione “incriminata” è quella della fine dei regolamentari sul 90-90: Kevin Durant (28 punti alla fine) attacca Bynum nei secondi finali, ma invece di andare al ferro ci ripensa e spara da tre una tripla che diventa air ball, da cui poi l’over time. “Penso che Kevin avesse la possibilità di attaccare con successo Bynum”, ha detto Brooks in conferenza stampa, mostrando orgoglio e voglia di giocarsela alla pari.

Il messaggio è chiaro: niente più marionette, niente più squadra materasso e anche l’”italiano” Tabo Sefolosha, visto a Biella, che si è da poco messo d’accordo con la società per un super contratto pluriennale ha mostrato di saper dire la sua. In pieno stile Thunderbird.


Nba, programmazione settimanale tv aggregata Sky+Sportitalia

Novembre 2, 2009

Digitalsat.it propone agli appassionati di Nba la programmazione dell’intera settimana delle partite disponibili, aggregando insieme gli orari di Sky e Sportitalia. Ecco il programma.

Gli orari si riferiscono alla notte tra il giorno indicato e il successivo.

Lunedì 2 Novembre
ore 01.00 New Jersey @ Charlotte Sportitalia
ore 04.00 Memphis @ Sacramento Sportitalia
un match in replica martedì 3/11 alle 15.00 su SI2
ore 03.00 Houston @ Utah SKY Sport 2
in replica martedì 3/11 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2

Martedì 3 Novembre
ore 01.30 Phoenix @ Miami Sportitalia
in replica mercoledì 4/11 alle 15.00 su SI2

Mercoledì 4 Novembre
ore 02.30 LA Lakers @ Houston SKY Sport 2
in replica giovedì 5/11 alle 14.00 e alle 22.00 su SS2
ore 03.30 Dallas @ New Orleans Sportitalia
in replica giovedì 5/11 alle 16.00 su SI2

Venerdì 6 Novembre
ore 02.00 Detroit @ Orlando (JIP) Sportitalia
ore 04.30 LA Clippers @ Golden State Sportitalia
un match in replica sabato 7/11 alle 15.45 su SI

ore 02.00 Cleveland @ New York SKY Sport 2
in replica sabato 7/11 alle 13.30 e alle 22.45 su SS Extra

Sabato 7 Novembre
ore 02.00 Charlotte @ Chicago Sportitalia
in replica domenica 8/11 alle 12.00 su SI2

Elaborazione a cura di
Giorgio Scorsone


Nba, la programmazione Sky per la settimana

Novembre 2, 2009

sky

Dall’ufficio stampa Sky
Saranno tre le partite del Campionato professionistico americano di pallacanestro NBA in onda su Sky Sport, tutte in diretta esclusiva e in Alta Definizione, tra il 2 e il 7 novembre 2009, valide per la Regular Season, oltre alla rubrica del grande basket USA “NBA Action”..

Il primo incontro da seguire si svolgerà a Salt Lake City, con gli Utah Jazz impegnati nel confronto casalingo contro i Rockets di Houston. L’incontro, in programma alla EnergySolutions Arena, verrà proposto alle ore 03.00 della notte fra lunedì 2 e martedì 3 novembre, con diretta esclusiva su Sky Sport 2 HD. Replica martedì alle 14.00 e alle 22.00 su Sky Sport 2.

Per la seconda partita, trasferimento a Houston, per vedere all’opera ancora i Rockets, stavolta in casa, impegnati in una classica della pallacanestro a stelle e strisce contro i Lakers di Los Angeles, campioni NBA in carica Al Toyota Center, palla a due nella notte fra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre alle ore 02.30, con diretta esclusiva su Sky Sport 2 HD. Replica giovedì alle 14.00 e alle 22.00 su Sky Sport 2 HD.

L’ultimo match si giocherà a New York. Sul parquet del Madison Square Garden, i Knicks di Danilo Gallinari affronteranno i Cavaliers di Cleveland della stella LeBron James. Una sfida tutta da seguire, che Sky Sport 2 HD proporrà in diretta esclusiva alle ore 02.00 della notte fra venerdì 6 e sabato 7 novembre. Replica sabato alle 13.30 e alle 22.45 su Sky Sport EXTRA.

Da non perdere anche “NBA Action”, la rubrica del grande basket a stelle e strisce. Interviste ai protagonisti, news, curiosità, highlights e tanto altro, per essere sempre informati su quanto accade in NBA. “NBA Action” andrà in onda su Sky Sport 2 HD alle ore 17.30 di venerdì 6 novembre (replica alle 22.45).

Questa la programmazione di basket NBA in diretta esclusiva su Sky Sport:

Notte tra lunedì 2-martedì 3 novembre
ore 03.00 Utah Jazz vs Houston Rockets (Sky Sport 2)

Notte tra mercoledì 4-giovedì 5 novembre
ore 02.30 Houston Rockets vs Los Angeles Lakers (Sky Sport 2)

Notte tra venerdì 6-sabato 7 novembre
ore 02.00 New York Knicks vs Cleveland Cavaliers (Sky Sport 2)

inoltre: venerdì 6 novembre
ore 17.30 rubrica: “NBA Action” (Sky Sport 2)


Manu cattura un pipistrello in campo

Novembre 1, 2009

Manu con il pipistrello


Se ne sono viste di tutti i colori sui campi Nba ma certo questa supera per curiosità qualsiasi aneddoto. Manu Ginobili cattura con una mano un pipistrello che volteggiava sul parquet durante la partita contro i Kings ma, visto anche in video, è incredibile il riflesso e la tecnica con cui riesce a colpirlo mentre gli vola intorno. Poi lo raccoglie tramortito e lo consegna a un addetto al campo. Se guardate bene la foto Manu ha in mano il volatile, che era molto piccolo, chiuso nella mano. Tecnica sopraffina, riflessi da campione.


Tanti auguri blog

Ottobre 31, 2009


Un anno fa nasceva il blog. Tanti auguri a lui e grazie a chi ci segue, che sia per caso o volontariamente.


Enjoy your season

Ottobre 27, 2009
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Luc gioca con la mascotte dei Bucks

E’ la grande notte. Insomma ci siamo, l’Nba ricomincia. Per i prossimi mesi tanti di noi si alzeranno e, prima cosa in ufficio, si loggheranno su Nba.com. Tanti si informeranno solo quando succederà qualcosa di strano e i siti dei giornali italiani la riprenderanno: uno che si cava un occhio in contropiede, uno spettatore che raccoglie la palla e brucia la retina lanciando da una parte all’altra del campo, scene da youtube insomma.

Potremmo star qui a fare analisi, a fare classifiche e griglie di partenza, ranking e confronti. A quelle ci ha pensato alla grande basketground, con il preview dell’est e il preview dell’ovest.

Noi invece celebriamo l’inizio di tutto celebrando chi ce l’ha fatta. Raccontando di Luc Mbah a Moute da Yaoundé, Camerun, classe ‘86. Prima di raccontare come dall’Africa è arrivato a un quintetto Nba (gioca a Milwaukee, nei Bucks di un Bogut che ora ha le spalle al muro e deve mostrare il suo valore), c’è da parlare di quando, quest’anno, è tornato in Africa per partecipare a un camp per adolescenti organizzato dalla stessa Nba. Ha guardato quei ragazzi negli occhi e, in camerunense, ha detto loro che il basket non deve essere la strada per arrivare a una montagna d’oro, ma un mezzo per aprire la propria mente.

Glielo ha detto in maniera così convincente che tanti addetti del camp di Basketball without border, che tante volte avevano visto atleti Nba parlare con adolescenti, sono rimasti basiti nel notare come quei ragazzini rimanevano sul bordo della sedia ad ascoltare. Luc è tornato in Africa a settembre di quest’anno. Sei anni fa su quelle sedie c’era lui. Lo ha detto ai ragazzi. Loro hanno riso: impossibile, nessuno da questo angolo di Africa, secondo loro, avrebbe mai potuto raggiungere il top negli Usa.

Eppure a Luc è bastato un anello attaccato a una tavola di legno appesa a un lampione per capire che il basket poteva essere la sua vita. Iniziò a giocare con il suo gemello Emmanuel Bidias a Moute in una strada di Etoa-Meki, un sobborgo di Yaoundé. Devi essere bravo, ma anche avere la fortuna di cogliere tutti i treni che passano, uno dopo l’altro.

Luc fu invitato a un camp Nba a Johannesburg. L’incontro con Dikembe Mutombo è fondamentale e da lì, poche settimane dopo, riceve un biglietto aereo per la Florida, Monteverde Academy, dove si allena in una sorta di preparazione alla borsa di studio ad Ucla. Qui diventerà quindicesimo rimbalzista di tutti i tempi dell’università.

Devi prendere tutti i treni giusti per arrivare, ma anche ripeterti dentro quello che poi Luc ha detto ai ragazzi di Yaoundé. Non è per la miniera d’oro, è per aprire la mia mente. Era seduto tra quei ragazzi sei anni prima, ora inizierà la sua seconda stagione vera a Milwaukee, pur in un roster con tanti problemi e talento tutto da vedere.

E’ la stagione delle grandi storie di sport in questa lega. E’ la stagione in cui tifare Toronto viene facile, con il Beli e il Mago ma non solo, con un Hedo Turkoglu che dopo la monumentale stagione di Orlando può davvero aggiungere una pagina in più al romanzo che è la sua carriera sportiva.

E’ la stagione di Mike Bibby che, sì, questo blog segue con grande interesse ma che indubbiamente rappresenta uno dei punti fermi della lega. Proprio come Turkoglu, e guarda caso i due sono gli ultimi baluardi rimasti di quello che fu forse tra i più completi roster della storia Nba, quello dei Kings di inizio Duemila.

Per noi sarà la stagione di Luc da Yaoundé Camerun, di Hasheem da Dar Es Salaam Tanzania. La stagione di loro e di tutti gli africani che, guardando i due, potranno almeno per un attimo a pensare che tutti, indipendentemente dal luogo da cui arrivano, possono farcela. In fondo questa lega, pur con i suoi difetti, lancerà sempre questo potente messaggio. Nella Nazione che ha sempre dato una seconda possibilità a ogni singolo cittadino del mondo. Where amazing happens.