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COACHES VS CANCER / A Unlv il consolation game. Ma voi lo sapevate che Aaron McKie è vice a Temple?

Unlv-Temple 57-50. Clicca qui per il tabellino del match

Ci sono storie che non ti aspetteresti mai finiscano come sono iniziate. Questa è Temple-Unlv, consolation game del Coaches vs Cancer 2014.

“We have a lead”: i tifosi di Unlv hanno esultato dopo quaranta secondi dall’inizio del secondo tempo in questa finale 3-4 posto del Coaches vs Cancer contro Temple. Avevano per la prima volta in questo torneo un vantaggio, 29-27, dopo i primi quaranta minuti contro Stanford terribili, per dirla con un eufemismo. Contro Temple non si è visto basket lucidissimo. Anche la stessa Temple è rimasta freddina come questo sabato 22 novembre a New York.

A proposito di Temple, ma voi lo sapevate che in panca tra i viceallenatori di John Caney c’è anche Aaron McKie? Ebbene sì, è tornato nella sua alma mater dopo 14 anni di onorata carriera da giocatore Nba e cinque anni da vice ai Sixers. Un figlio di Philadelphia che è rimasto a Philly e che si è presentato in perfetto completo blu in panchina (con cravatta granata).

Primo tempo da dimenticare, aiutateci a dire da dimenticare: 24-27 e idee molto molto confuse da tutte e due le parti. Non ci sentiamo di dire che la partita interessasse poco alle due università perché tutto conta nel fantastico mondo Ncaa, ma le squadre hanno girato a vuoto. C’erano molti tifosi di Unlv nonostante l’entusiasmo per i Runnin’ Rebels non fosse propriamente alle stelle, ma la Barclays si è riempita soltanto nel secondo tempo, quandoè iniziata la più classica delle invasioni dei tifosi in maglia blu di Duke.

Nomi da segnalare: Christian Wood, in doppia doppia già dopo tre quarti di gara (alla fine 18, 13 rimbalzi e 4 stoppate). Il lungo che molti associano a Kevin Durant si è ricordato di avere mezzi fisici imbarazzanti solo nei secondi venti minuti. Di base lunghi del genere ne esistono pochi: sfiora i due e venti ma ha interessanti proprietà di palleggio. Rispetto a Durant, se proprio è necessario un paragone, il buon Chris cerca molto molto di più il ferro e il gioco interno. Ma certo rimane oggettivamente un fattore che può spostare gli equilibri di qualsiasi partita di Unlv in questo 2014/2015.

Per Temple, segnate Daniel Dingle: born and raised nel Bronx, ha saltato buona parte del 2013/2014 dopo l’infortunio al menisco di fine dicembre. Ora parte in quintetto a Temple perché è un talento puro. Difficile riprendere il ritmo dello starting five, ma lo abbiamo visto arrestarsi in un francobollo nel realizzare l’unica tripla del suo match.

Alla fine ne viene fuori una gran partita con la magata di McCaw che ruba il pallone del 53-48 a 43 secondi dalla fine. Non male per un freshman.

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