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COACHES VS CANCER / Vieni per vedere il Jones to Okafor ma ti innamori (cestisticamente) di Wislow

Duke-Temple 74-54 Clicca qui per il tabellino

Le finali: 3°-4° posto Unlv-Temple

1°-2° posto Duke-Stanford

Ma come? Eravamo venuti alla Brooklyn Arena quasi solo per vedere il Jones to Okafor, quello che dovrebbe presto diventare il nuovo Stockton to Malone. E in realtà siamo rimasti affascinati, estasiati dalla classe di Justise Wislow. Che certo era tra i 25 migliori prospetti dello scorso anno. Nessuno però avrebbe mai pensato a un’esplosione di questo tipo nella prima vera partita dell’anno di Duke, davanti alle telecamere dell’intera nazione.

Una serata che dunque ha riservato sorprese, la prima delle due giornate del Coaches vs Cancer della Brooklyn Arena. E’ come quando vai in un negozio perché vuoi esattamente quella felpa. Poi ti accorgi che c’è qualcosa di altrettanto valido e spendi i tuoi soldi in un altro articolo. Per coach K dunque un altro capolavoro dal punto di vista del recruiting.

Per l’esplosivo Justise otto punti solo all’intervallo con tre rimbalzi. Ma fossero i numeri a raccontare i grandi prospetti, allora questo gioco sarebbe fin troppo facile. E anche scriverne non darebbe difficoltà. Di Wislow parla il non detto, parla il primo passo devastante, parla la visione totale del campo con un paio di aperture molto interessanti per i tiratori da tre di Duke. Il tutto su un fisico già molto definito per un freshmen.

Non sappiamo se il piccolo Justise andrà in Nba dalla porta principale, di certo questa Duke farà paura una volta che anche Jones e Okafor entreranno in ritmo. Sì perché quello che fa paura in senso buono è che il trio Wislow-Jones-Okafor è tutto di freshmen

Ecco, ma parliamo proprio di Jones e Okafor. Nel loro caso sembra che ci sia ancora un po’ da lavorare. Certo, sono i migliori due prospetti della nazione nella class of 2014 e su questo non ci piove. Ma manca per esempio un po’ di cattiveria. E Okafor, credeteci perché lo abbiamo visto da una postazione a livello-parquet, ha tutto il diritto di essere cattivo. Un fisico fondamentalmente devastante. Ma è la testa che deve ancora mettere muscoli almeno secondo noi.

Va beh, straparliamo ma non affrontiamo l’argomento coach K. Vedere i cinque cambi durante la partita fa sempre la sua impressione. Coach K cambia l’intero quintetto senza battere ciglio. Il carisma non si compra e anche nel risciacquare la testa dei suoi ha uno stile pressoché unico.

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