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ADDIO CANDLESTICK/1 Nfl, il saluto finale allo stadio dove appendere i propri vestiti si può – Da San Francisco/FOTO

Abbiamo brindato con un hot dog al Candlestick Park. L’esperienza che almeno una volta nella vita uno sportivo dovrebbe fare noi l’abbiamo fatta: entrare, grazie alla maestria nel farci da guida del “local” Marco Benvenuti, nel mostro di cemento che nacque nei primi anni Sessanta e morirà alla fine di questa stagione. San Francisco, la più europea delle città statunitensi, il centro del mondo per la presenza di una serie di aziende che hanno cambiato la vostra vita: Instagram, Facebook, Twitter, Google. Giganti mondiali, miliardi di dollari. E’ tutto qui, nello spazio di qualche decina di chilometri, non di più.

In cammino verso Candlestick

Nfl, 49ers, football americano. In questo stadio Joe Montana ha mostrato ai tifosi di San Francisco quattro titoli, li ha tirati su con le sue mani dopo aver lanciato, con quelle mani, poesie sotto forma di palloni ovali. Giriamo per gli spalti, giriamo nell’anello appena esterno allo stadio dove prima di entrare sulle tribune si mangiano hot dog, appunto, da premio nobel del cibo spazzatura.

Brindiamo al Candlestick

Oggi i 49ers faticano forse un po’ di più di certi tempi mitici. Lo scorso anno San Francisco ha perso contro Baltimora un Superbowl in Louisiana, e certi schiaffi si pagano. La vittoria contro i Sant Louis Rams in una domenica di sole letteralmente estiva manda a casa contenti, dopo le grigliate nel parcheggio, i tifosi dei Niners. Il Candlestick è ancora lì, ma dalle domenice del prossimo anno di football non ci saranno più gli hot dog e i “Let’s go Niners”, le grigliate nel parcheggio e tutto il resto.

Il candlestick in una pano girata con l'Iphone

Il nuovo stadio sarà più a sud, a Santa Clara, nella zona di Palo Alto, la zona di Google, Facebook e via elencando. La dirigenza dei Niners intercetterà, nella nuova arena, i tanti nuovi ricchissimi imprenditori di internet. Che si vestono coi jeans, ma la domenica vogliono divertirsi in prima classe, in lussuose suite che si affacciano sul campo. Forse i Niners decolleranno dal punto di vista finanziario. Ma perderanno certo dal punto di vista dell’atmosfera impossibile da spiegare. Un misto di tifo all’europea e voglia di divertirsi alla partita ma senza violenza, atteggiamento che è il sale dell’approccio sportivo americano.

Tifosi al Candlestick

Qui al Candlestick il sole, anche a dicembre, picchia. Per togliere il riflesso negli occhi, le ultime file della piccionaia appendono le loro felpe come panni stesi e le usano come tende per non essere abbagliati. Siamo a una partita di football ma sembra uno stenditoio. Roba che solo qui può succedere.

I Beatles hanno suonato qui al loro ultimo concerto a pagamento. Giovanni Paolo II ha tenuto una Messa al Candlestick. Chissà se un architetto, quando concepisce roba così immensa, pensa alle persone importanti che in quel posto reciteranno, giocheranno. Chissà se lo ha fatto l’architetto John Bolles pensando al Canldestick, struttura dall’innovatività dirompente negli anni Sessanta.

Giriamo per lo stadio e ci impregnamo dell’odore di pop corn, di zucchero bruciato e di ogni altro tipo di aroma. La roba più moderna qui sono le scale mobili e gli scanner ottici con cui gli steward leggono il tuo biglietto. Per il resto è storia, hot dog e football, tutto mescolato insieme. Dal concentrato esce il Candlestick. Ora e per sempre lo stadio dove abbiamo avuto l’onore di intrattenerci per tre ore di palla ovale.

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