Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Lo sparamagliette a mitraglia, meraviglia di questo Knicks-Spurs con italian pride annesso FOTO E VIDEO da Ny

Knicks marching band fuori dal Madison Square Garden

Bene gente, l’italian pride day a New York si è concluso. Bargnani contro Belinelli con le loro nuove maglie di Knicks e Spurs non è stata propriamente la partita delle partite e sarà ricordata a margine degli annali. Ma prima di parlare in qualche modo di basket giocato, ultimo dei problemi per uno spettatore, anche dei Knicks, fateci gioire per i due elementi clou di questa mattinata al Madison Square Garden: lo spara magliette a mitraglia (ne spara una decina in automatico, come sempre dal campo) e uno splendido Larry Johnson: vestito in stile Briatore con giacca blu e camicia bianca, appare uno degli ex giocatori più disponibili che ci sia capitato di incontrare.

Avrà fatto una ventina di foto con fan in pochi minuti, era visibilmente divertito dalla situazione. Mattinata che comincia con la marching band dei Knicks, che ha deliziato il pubblico prima in strada di fronte al Madison e al nostro hotel, quindi dentro il Madison stesso.

L’emozione nell’entrare nel tempio dei templi di quello che è e rimane il nostro sport preferito è pari solo a quella provata nel vedere che era in vendita il bicchierone celebrativo dei Knicks, con immagini dei giocatori in tre dimensioni. Accaparrarcelo è stata una delle missioni più soddisfacenti di questo derby italiano. Fuori dal Madison, italiani come se piovesse. Arrivavano un po’ da ogni dove. Abbiamo salutato una coppia: lui risponde “Oggi ci asfaltano”, dando una visione altamente europea nell’approccio alla partita. Rimane in noi il dubbio se fosse belinelliano o bragnaniano, knicksiano o spursiano.

Crediamo alla prima opzione, visto che alla fine raramente abbiamo visto su un campo Nba una squadra maltrattata come questi Knicks. I texani vincono 120-89, New York ha in questo momento un blocco mentale tale che si fatica a capire se sia a causa di coach Woodson o delle sfortune che capitano al roster (Chandler come è notorio è fermo per problemi a un ginocchio). Fatto sta che in questo momento i Knicks hanno un paio di zavorre (tipo Amare Stoudemire, l’ombra di sé stesso, una involuzione clamorosa la sua negli ultimi due anni, difficile anche da capire seppure il ragazzo è sfiorito sotto i nostri occhi mese dopo mese).

Il Mago non è peraltro il peggiore dei Knicks, anche se viene risucchiato da questo buco nero, da questo vortice che alla fine porta Gregg Pop e i suoi sopra di quaranta. Per quanto riguarda il Beli, che fa riscaldamento con i pantaloni della tuta infilati nei calzini, ancora troppo poco dentro le rotazioni per giudicare, Pop lo usa col bilancino e se chiedeste al coach perché, vi risponderebbe a monosillabi come fa nelle interviste diventate già culto su youtube.

Nonostante tutto, l’orgoglio di esserci, da italiani. L’Nba allarga i suoi orizzonti e aumenta i Paesi del mondo da cui arrivano i suoi giocatori. E’ diminuito il livello? E’ cambiata la fattura tecnica delle superstar, pensando a Magic Johson rispetto a Lebrone? Comunque, resta il nostro sport, quello delle sparamaglie a raffica.

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