Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

SI CHIUDE LIVING IN AMERICA – Tornati a casa, passati per quaranta minuti da Minneapolis (le sua atmosfere noir vogliamo approfondirle) di questo viaggio resta il basket ma non solo – Elogio della provincia americana (denuclearizzata, a sei chilometri di curve dalla vita) – Basta visite allo store dell’M&M’s a New York, basta foto con il toro in bronzo di Wall Street: se volete gli Usa venite qui

da Livorno
Molti fusi orari dopo, Living in America è finito. Il viaggio di The Game I Love on the road negli Usa si chiude con un paio di certezze: i gommosi alla frutta degli Angry Birds ci fanno impazzire e la provincia americana è il vero luogo da visitare se si vogliono capire gli Usa. Lompoc in California, Tonopah e Reno in Nevada le abbiamo ancora negli occhi. Qui le stazioni di servizio hanno tutte il mini-market annesso. Qui, in uno scenario assolutamente desolato, anche la Pepsi è un po’ più Pepsi. Sta nelle bottigliette di vetro e come edulcorante ha lo zucchero di canna non gli additivi. E’ la Pepsi alla messicana, e berla a pochi chilometri dall’inizio dell’Area 51, la base militare dove la tradizione vuole siano ancora detenuti alcuni alieni, ci fa sentire dei privilegiati.

Anche stavolta abbiamo voluto far parlare le immagini. E’ un po’ come se ci scorressero ancora davanti agli occhi mentre torniamo alla vita italiana. Dopo un volo che, attraverso un paio di connections, ci ha fatto scoprire per quaranta minuti anche l’aeroporto di Minneapolis. Non so perché ma sapevo che Minneapolis, con le sue atmosfere noir, con il buio che arriva intorno alle 15, con il freddo, ci avrebbe particolarmente affascinato. Così è stato, e abbiamo cercato di assaporare il gusto del Minnesota in quella camminata veloce che si fa quando ci sono poche decine di minuti tra un volo e un altro.

Insomma gente, basta visite all’ M&M’s store di New York, basta foto al toro in bronzo di Wall Street, non le voglio proprio più vedere. Se volete l’America fateci contenti e la prossima foto fatevela a Des Moines.

Ps: sapete che non siamo mielosi ma un paio di grazie sono doverosi. A chi ha seguito la nostra avventura e a Marco e Stefania, senza i quali queste storie non sarebbero state raccontate.

Francesco Marinari
Twitter: @framar1977

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