Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

LIVING IN AMERICA 20-11 – Libera università d’America, una giornata a Unlv – E’ consentito quello che da noi è proibito – A lezione con le infradito? Si può – Mangiando il proprio take away? Si può – Filmare la lezione con Ipad e intanto dormire? Sì gente, potete anche questo – Il costo finale medio per una famiglia? Quarantamila dollari per quattro anni, ma vuoi mettere come sarà più open minded il bimbo?

Poetica immagine di uno degli spazi interni comuni di Unlv

Vivere e pensare ventiquattro ore il basket non ci fa bene. Per questo The Game I Love ha voluto, col nostro gancio in Usa Marco Benvenuti, passare una giornata a Unlv, university of Nevada Las Vegas, senza parlare di basket. Quello che accade a Vegas resta a Vegas, dice il proverbio molto usato negli Usa. Quello che accade a Unlv va in tutto il mondo grazie a The Game I Love, diciamo invece noi con orgoglio dopo ore e ore di foto. E dopo aver partecipato a un paio di lezioni. Sì, volevamo entrare totalmente nel mood di un’università americana e ci siamo seduti con tutti gli altri nostri buddies, compagni di classe, assetati di sapere ma anche di frappuccino Starbucks.

Sì perché gli sterminati campus americani hanno tutto al loro interno. Anche negozi delle grandi catene di fast food. Ed è questo che si mangia durante il lunch time tra una lezione e l’altra. Starbucks, Subway, Burger Studio, Taco Bell. La coda comincia ben prima di mezzogiorno perché qui, a parte gli orari delle lezioni, si vive un grande continuo presente, per cui scordatevi la divisione colazione-pranzo-cena. (Continua sotto)

Bene, avete superato lo stupore nel vedere così tanti fast food uno accanto all’altro vicino alle classi? Avete fatto il paragone, collocando un Mc Donald all’interno della Sapienza di Pisa adesso chiusa a causa di problemi strutturali? Ok potete continuare il vostro tour nel campus e andare finalmente in classe. Dove si entra con tutto ciò che volete o quasi. Dove ci si veste esattamente nei modi proibiti in Italia. Infradito? Assolutamente ammesse. Cappello durante le lezioni? Lasciarlo in testa non è segno di maleducazione. Mangiare e bere durante le spiegazioni? Nessun problema, abbiamo contato diverse tazze di cartone di Starbucks e anche un cartone take away con del pollo dentro.

Registrare la lezione con l’Ipad e intanto dormire? L’idea è ottima e potete farlo in linea di massima, cercando ovviamente di non farvi scoprire. Ma è meglio uno studente riposato e pronto a rivedersi la lezione dopo o uno che combatte con il sonno e che la lezione non la registra? Il senso di praticità statunitense opterà in diversi casi per la seconda risposta. Insomma nessuno si formalizza a lezione e tra i banchi puoi riconoscere chi fa sport a livello universitario e per quale disciplina, visto che vengono in classe già vestiti per l’allenamento successivo.

Una caratteristica della società è fare lobby, creare gruppi di pressione e di interesse. Si parte fin da giovani, visto che anche a Unlv si creano gruppi che condividono diversi interessi e anche credo religioso. E così abbiamo visto il distributore di Bibbie, mentre le sorority e le fraternity, le lobby “istituzionali”, indicate sempre con lettere greche, vanno in giro con t shirt e felpe con la loro sigla stampata. Sono venti le fraternity e 16 le sorority a Unlv. Leggi l’elenco.

Se ancora non vi siete stupiti, parliamo dei prof. Girano tutti per il campus, mangiano spesso nei luoghi degli studenti. Girano insomma, sono presenti, i ragazzi parlano spesso con loro anche perché tanti vivono vicino al campus, per quanto Unlv sia un tipo di campus particolare, essendo inserito nel contesto urbano e non lontano dalla città come avviene in molte altre parti in America.

Raccontato tutto questo, passiamo alla cassa. Quanto costa a mamma e papà tutto ciò? Una media di quarantamila dollari per quattro anni, mensa e dormitorio compreso. Unlv è un’università pubblica, di proprietà dello stato del Nevada, così come University of Nevada Reno, che abbiamo visitato per voi nei giorni scorsi e che ha un ottimo programma di medicina. Essendo pubbliche, devono di norma riuscire ad ammettere la maggior parte degli studenti, cosa che non avviene per le università private, che ammettono chi vogliono (come Cornell ad esempio, nella Ivy League). Per questo Unlv, che ha programmi di grande livello per hotel administration, non sforna soltanto talenti ma anche studenti diciamo così nella media.

Restano le domande, mentre sfogliamo il Rebel Yell, il giornale dell’università, sedici pagine con foto a colori e una vera propria redazione: proibire le infradito a lezione o ammetterle fa la differenza? Crea studenti migliori? O forse anche le università italiane dovrebbero essere nella media un po’ più relaxed? Come sempre le immagini ci sono, giudicate voi. Noi andiamo a lezione con il rimpianto di non aver passato un annetto di studi da queste parti.

Francesco Marinari
Twitter: @framar1977

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