Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

IL NATALE CI PORTA L’NBA – Mai come quest’anno, ci viene restituita un’Nba violentata – Dalle trattative estenuanti durante il lockout – Dal niet di Stern su Paul ai Lakers – E da certi presidenti italiani, che volevano Kobe in Italia per trasformare la serie A in un circo

di FRANCESCO MARINARI

Abbiamo visto un’Nba violentata e umiliata in questi mesi. E il fatto che si torni a giocare è salvifico. Il fatto che, in qualunque modo, torni a parlare il parquet, ci farà in parte dimenticare i mesi travagliati che tanti tifosi hanno dovuto vivere. Tifosi sdubbiati certo, tifosi disorientati. Come se dovessero in qualche modo scontare le splendide Finals 20111 tra Miami e Dallas. Il basket dà e il basket toglie, e mai come in questi mesi tale detto calza più a pennello.

I mesi estivi fino all’autunno, mesi di aspre trattative per il lockout, hanno fatto capire a molti come dietro alle grandi arene, alle giocate di Manu Ginobili, alle incursioni di JJ Barea ci sia un complesso mondo fatto di interessi, lobby, gruppi di pressione. Leciti, per carità. Ma quando le trattative, i litigi e le ripicche abbandonano il dietro le quinte e si trasferiscono sotto i riflettori come nella telenovela lockout la prospettiva del tifoso medio cambia.

Anche se non è esattamente così, per l’appassionato-tipo alcuni pluri-miliardari stavano combattendo in quelle settimane per un milione in più o in meno. Settimane buie: se le due parti avessero tirato ancora un po’ la corda, se il lockout si fosse ulteriormente prolungato, il danno di immagine sarebbe stato devastante, pensando al fatto che le ultime Finals erano state tra le più viste della storia.

Chi ha vinto dopo la lotta del lockout? Proprietari o giocatori? E’ una domanda molto ricorrente. Non vogliamo fare i buonisti nel dire che hanno vinto entrambi, per le ragioni di cui sopra. I segnali di distacco della “base” di appassionati dall’Nba apparivano sempre più preoccupanti. Chi ha ceduto qualcosa non creda di aver perso, ma di aver gettato le basi per una rinascita.

Era stato appena superato lo scoglio lockout che un’altra tegola si è abbattuta sulla passione. Chi legittimamente avrebbe voluto vedere Chris Paul in maglia Lakers dovrà ricredersi. David Stern, plenipotenziario Nba, con una manovra certo complicata ma pur lecita, ha deciso che no, il vantaggio in termini di gioco ma anche di dollari che avrebbero avuto i Lakers dalla trade era troppo alto e che Paul doveva rivolgersi altrove.

Non è andato troppo lontano Cp3, avendo scelto i Clippers, di cui dovremo ampiamente parlare, visto che il tandem Paul-Griffin appare interessante. Ma se il tifoso era rimasto confuso dal lockout, con questa nuova mossa si è sentito nuovamente mancare terreno sotto i piedi. Come minimo, serviva almeno salvare le forme: bloccare la trade sul nascere e non a trattative già partite sarebbe stato opportuno e, crediamo, anche nelle piene possibilità di Stern.

E comunque, la compostezza con cui i tifosi statunitensi in genere hanno accettato la mancata trade, avallando la definitiva presenza di un Grande Fratello fa riflettere il mondo europeo: è un comportamento civile e sportivo o una assenza di passione? Cosa sarebbe successo se la Lega Calcio avesse bloccato l’arrivo di Ibra all’Inter dalla Juve o al Milan dal Barcellona?

Come se tutto questo non bastasse, facciamo un passo indietro e torniamo alla tarda estate italiana. E all’idea di una squadra (la Virtus) e del suo presidente (Sabatini) di portare Kobe Bryant in Italia e fargli indossare la maglia bianconera per un tot di partite di campionato. Trasformando, per qualche match, il torneo in un tour-esibizione.

Detto che ogni proprietario fa della sua squadra e dei suoi soldi e degli sponsor quello che crede nel limite del lecito sportivo, far esibire uno dei tre-quattro giocatori più grandi di tutti i tempi come una rockstar, falsando probabilmente una parte del campionato avrebbe sul lungo periodo portato benefici a questo sport? Crediamo che il gioco abbia bisogno di rispetto.

Crediamo che ricominciare a giocare sia la miglior mossa in questi mesi pazzi che abbiamo cercato umilmente di analizzare. Si riparte, in Europa si riaccendono Sky e Sportitalia (la prima che rivede Buffa e Tranquillo come cantori assoluti del gioco), ci si riabbona ai league pass sul sito Nba. Si ricomincia, nella sera del 25 dicembre alle 20.30 da dove avevamo finito: Miami-Dallas, forza contro tecnica. Buona Nba.

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