Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

IL BASKET SU UNA PORTAEREI – Veteran Day: North Carolina e Michigan State giocano sul pontile della Carl Vinson – Mai Veteran Day ebbe più significato, con l’uccisione di Osama a maggio – Coach Izzo: “I militari ci ringraziano, e noi allora quanto dovremmo ringraziare loro?” – Per la Marina è improbabile che vedremo mai una partita di football sul ponte. Ma non credeteci tanto.

Il basket su una portaerei. E’ successo davvero, ed è andato tutto bene. Voglio dire che il tempo è stato clemente, e non c’è stata pioggia, permettendo la partita sul ponte, a dispetto del doppio campo, costruito sia sul ponte che nella stiva, da usare se il meteo avesse fatto i capricci. Voglio dire, gente, che sulla Uss Carl Vinson si è visto il cuore del cuore dello spirito americano in fatto di patriottismo. Un momento straordinario per il basket a stelle e strisce e per l’Ncaa, che ha aperto la sua stagione nel modo più incredibile.

Sì: per gli Usa, vedere North Carolina-Michigan State giocata sul parquet allestito sulla Uss Carl Vinson, la portaerei che ha portato il corpo di Osama Bin Laden, con coach Roy Williams che guida i suoi Tar Heels in pantaloni mimetici e anfibi, con i ragazzi che vestono completi con i colori tradizionali ma con un tessuto dalla trama “mimetica”, il tutto nel giorno del Veteran Day, rappresenta qualcosa di storico.

Pur se le polemiche per le campagne in Iraq e Afghanistan e il tributo di sangue conseguente continua a far indignare molti cittadini. Veteran Day: la giornata in cui si festeggiano non tanto le Forze Armate in generale, quanto gli uomini che le compongono, che le fanno funzionare. Gli uomini che lavorano e hanno lavorato, soffrono e hanno sofferto, morendo a volte, a decine di migliaia di chilometri da casa.

E’ accaduto in Italia per tanti soldati americani durante la WWII, accade oggi a Baghdad o Helmand. Gli Usa hanno celebrato quest’anno tutto questo a modo loro. Nell’anno dell’uccisione di Osama Bin Laden, Tar Heels e Spartans che si confrontano sul parquet del ponte da cui partono gli aerei diventano i testimoni per far dire agli Usa: ce la stiamo facendo contro il terrorismo. Da quel ponte, Osama è stato seppellito nell’Oceano Indiano nei primissimi giorni del maggio 2011.

Partì poco dopo l’idea di usare la portaerei come teatro dell’apertura dell’Ncaa I season. La McWil Sport Surfaces ci ha messo il parquet, Ncaa e Navy invece ci hanno messo la volontà di creare un evento che raramente verrà dimenticato, essendo tra l’altro la prima partita su una portaerei. La Vinson ha quasi cinquemila membri di equipaggio, la cui età media è di 24 anni.

L’hanno ormeggiata davanti a San Diego. Hanno chiamato, tra gli altri, Magic e Worthy, in linea di massima due che al basket qualcosa hanno dato e che hanno giocato rispettivamente per Tar Heels e Spartans. Poi Pamela Anderson e colui che rimane il comandante in capo delle Forze Armate americane: il presidente Barach Obama, che ha voluto con questo evento chiamare l’America a re-includere nella vita sociale i veterani che tornano dai teatri di guerra.

Stiamo parlando troppo poco di basket, è vero. Per rimediare, vi diciamo che hanno assistito in settemila all’evento sugli spalti costruiti per l’occasione. Che c’erano tifosi Tar Heels e Spartans in parti uguali e che l’onnipresente Quicken Loans (che non è una marca di cereali, ma l’equivalente del nostro Prestitempo) ha sponsorizzato l’evento, chiamato Quicken Loans carrier classic. Sulle spalle dei giocatori, non il loro nome ma semplicemente la scritta Usa.

Pronostico rispettato, con i Tar Heels, dati da tutti gli osservatori come minimo secondi a livello nazionale, che hanno vinto 67-55. Da notare i 17 di Harrison Barnes e i 12 e 7 rimbalzi per John Henson per i Tar Heels. Henson ha tra l’altro aggiunto nove stoppate, career high per lui. Non male, se il career high arriva in una serata così storica. Tra l’altro, i Tar Heels sono arrivati alla sesta vittoria di fila contro gli Spartans nelle ultime sei partite.

I due allenatori, Williams e Izzo, erano molto coinvolti. Coach Izzo ha sintetizzato così: “Abbiamo giocato e poi i militari ci hanno ringraziato. Questo mi uccide: quanto dovremmo ringraziare noi loro per quello che fanno?”. Su Twitter, all’account della Carl Vinson, qualcuno scrive se sarà possibile una partita di football. “Un field goal sul ponte lo vedo un po’ difficile”, risponde la Carl Vinson. Non credeteci, potremmo vedere anche questo.

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