Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

FACCIAMOCI UN TRIP (TO VEGAS) – Il primo allenamento dell’anno di Unlv – Nel magico mondo Ncaa tutto è così normale e rilassato – Coach Rice d’altri tempi: stringe la mano a tutti i tifosi arrivati in palestra per ringraziarli dell’attenzione – Roba che ancora oggi stentiamo a credere di aver visto

Il nostro trip to Vegas è finito e di cose da raccontare ce ne sono. Ci sono anche foto da far vedere. Useremo al meglio gli otto giga di immagini raccolti. Dopo la festa di presentazione a Freemont Street, ecco dunque il racconto del first practice…

Vedere un allenatore sicuro e rilassato, che guida la practice senza urlare ogni dieci secondi è un piacere. Vederlo venire a stringere la mano a ogni tifoso intervenuto all’allenamento stesso per ringraziarlo è incredibile. Avete mai visto una scena del genere in Europa? Noi no e tutt’ora ripensiamo a quel gesto di coach Rice, allenatore di University of Nevada Las Vegas, all’allenamento che ha di fatto inaugurato la stagione.

Tutti al Cox Pavillion: è qui, nell’arena minore del campus di Unlv, a fianco del grande Tomas & Mack Center, che si è svolto il turno di practice. C’erano tutti, a cominciare appunto da coach Rice all’ex stella Stacey Augmon, uno dei suoi vice, tra i più acclamati per il suo glorioso passato.

Un paio d’ore all’insegna della corsa e della velocità. Anche se la sua conduzione è sempre rilassata, coach Rice non scende a compromessi su ciò che vuole. Il coach è arrivato quest’anno ma vuole lasciare subito la sua impronta, un po’ come Conte alla Juve.

Per questo chiede ai suoi di tirare nei primi dieci secondi dell’azione. E’ una parte importante della sua filosofia di gioco, fatta di contropiede e transizione. Nel primo spezzone dell’allenamento il lavoro è stato soprattutto sulla parte tecnica, con Augmon che ha fatto da avversario sotto canestro ai lunghi che, singolarmente, hanno provato a concludere sia in allontanamento che attaccando il ferro. Massamba, Mashour, Carlos Lopez e gli altri lunghi si sono alternati sotto canestro, quello dove ci eravamo piazzati per le foto.

Anche se tra allenamento e partite c’è di mezzo il mare, la tecnica della frontline di Unlv non è male. La mano delicatissima di Mashour, e la grinta di Massamba nell’attaccare il ferro ci è piaciuta. Se Massamba soprattutto crescerà come centro potrebbe diventare un’arma non male per Rice, in un torneo come quello dell’Ncaa I, che certo non abbonda di centri puri.

Dopo la tecnica, coach Rice è passato alla tattica, sempre con il supporto di Augmon, Justin Hutson e Heath Schroyer, gli altri assistenti. Non male lo schema che prevede il doppio blocco, con il go to guy che passa sul secondo blocco attirando buona parte della difesa avversaria. Questo, nei piani di Rice, potrebbe liberare l’area per Massamba o uno degli altri lunghi, sfruttando così lo sbilanciamento per due punti facili.

Prima della tattica, il gruppo ha cominciato a provare le situazioni in transizione, che come detto si riproporranno spesso visto il gioco di Rice.

Con il passare dei minuti il numero dei tifosi è aumentato. Su uno dei lati corti del campo vengono di solito sistemate almeno un paio di file di sedie per almeno cento posti. C’era qualche addetto ai lavori, tra cui i giornalisti del Las Vegas Sun oltre a molti tifosi con magliette a tema Unlv. Tra loro, alcuni “booster”, i finanziatori, tutti o quasi ex studenti. Il finanziamento attraverso le donazioni rimane una chiave fondamentale per Unlv Athletics e per tutti i settori atletici delle università americane. C’era anche Katin Reinhardt, star dell’ultima stagione di High School con la californiana Mater Dei (hanno vinto il titolo di Division I statale). Reinhardt è già virtualmente di Unlv il prossimo anno, grazie a un accordo verbale raggiunto con coach Rice nella prima parte di agosto.

Se pure fuori la temperatura era altissima, dentro il Cox la situazione era quantomeno accettabile e l’allenamento è proseguito senza problemi di tipo climatico.

A fine allenamento l’altra grande fantastica sorpresa: la totale disponibilità del team nei confronti dei giocatori. Interviste per la carta stampata e anche per la televisione (c’era la Fox edizione locale).

Al termine dell’allenamento, chiacchierata con uno dei giocatori simbolo a uno dei fast food che vanno per la maggiore tra gli atleti di Unlv. Il Chipotle (è in pratica all’interno del campus) propone quasi esclusivamente cucina messicana. Ottimo il burrito mangiato insieme a Justin Hawkins, sesto uomo di lusso del team, con cui intorno alle 17 abbiamo avuto l’onore di consumare appunto questa pesantissima ma gustosa merenda.

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