Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

COGLI L’ULTIMA MELA – Tocca anche a noi, per un piccolo pezzetto di strada, portare il feretro di Steve nell’infinito viale della Rete – Tutto nasce dall’I-pod – E’ così che molti sono diventati di totale religione Mac – Il mio Ipad ha un’app che, inquadrando un aereo in volo, ti dice che volo è e dove va – Non serve a niente e non l’ha creata Jobs – Ma questo fa capire come il folle Steve è riuscito nell’incredibile missione di rendere folli gli altri – Ps: ma quanto è fica questa foto?

Nel mio Ipad c’è un’app che, inquadrando un aereo in volo in cielo con la fotocamera, ti dice dove va quel volo e altre informazioni… So che i detrattori di Jobs, coloro che non fanno parte della nostra cricca di fighetti un po’ fuori, coi capelli spettinati e le sneakers, diranno che questa app non serve a nulla e non cambia la vita.

Questa app non l’ha inventata Steve Jobs, forse non ha mai scoperto, in vita, della sua esistenza. Ma questa app fa capire come, nella stupenda missione di essere folle, Steve abbia coinvolto altri nello stesso folle progetto. Credo che la grandezza vera di Jobs stia in questo. Non tanto e non solo in quello che ha fatto, quanto in ciò che ha contribuito per migliorare gli altri. Non solo i consumatori, ma anche e soprattutto gli sviluppatori. Sono nati così i piccoli Jobs, a cascata, quei piccoli programmatori già diventati mito. Parlo di gente che ha creato Angry Birds e tanta altra roba simile e che ora ha milioni di dollari. Questo è il merito vero di Steve.

Siamo diventati Mac maniaci nei primi anni Duemila, grazie all’Ipod. Se quella scatolina bianca, allora nella versione molto più spessa di oggi, ci faceva sentire inspiegabilmente bene chissà come ci avrebbe fatto sentire viaggiare su un computer “cugino” dell’Ipod. E’ cominciato così e non ci siamo più fermati. La nostra vita è diventata arrotondata, come le forme dei device che abbiamo imparato ad usare. E che sono diventate appendici del corpo. Che permettono di mandare avanti questo blog. Già, chissà quante volte oggi i blogger avranno scritto la frase che scrivo io. Device che permettono di mandare avanti questo blog.

Noi eterni adolescenti, che scriviamo nella nostra cameretta sul macbook bianco e con un piede appoggiato sulla palla da basket, non smetteremo di essere un po’ pazzi, di affrontare la vita con tanta leggerezza e follia, ma con non meno impegno. Non sappiamo che fine farà la Apple ma è stato bello attraversare questi anni.

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