Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

FAMO FIFTY FIFTY – Ultimissime dalle trattative per scongiurare il lockout Nba – I giocatori rifiutano la proposta cinquanta e cinquanta – Metà proventi alle star, metà ai proprietari – No, non si fa, dice Fisher, possiamo arrivare massimo al 53% – E ora le prime due settimane di gare saltano – Ma non ci saranno altre riunioni almeno prima di un mese – Allo stato dell’arte, l’Nba dichiarerà saltate le due prime settimane lunedì prossimo

Mai così tante volte abbiamo sentito la parola jeopardized. The season is jeopardized, la stagione è messa a repentaglio. Stavolta lo è davvero, dopo che nelle ultime riunioni tra star e proprietari sono state scoperte almeno in parte le carte. Sulla percentuale di proventi, ovvero sul BRI famigerato, il Basketball related income, il monte-incassi da dividere tra giocatori e proprietari, i giocatori stessi sono stati chiari: non vogliono scendere sotto il 53%, dopo che, al termine dell’accordo scaduto a giugno, erano rimasti per non pochi anni al 57%. Stern nostro si dice meravigliato del fatto che non vogliano arrivare al 50 e 50.

E’ a questo punto che di fatto i giocatori (tra i quali Kevin Garnett) si sono alzati dal tavolo. Gente, le trattative finiscono qui e vi dico la verità, adesso la vedo piuttosto dura, anche perché, a meno di accelerate, non ci sono altri incontri programmati. E’ triste tutto questo, lo so, ma l’affermare che i giocatori sono miliardari viziati rappresenta una deriva populistica che non è nelle nostre corde. L’accordo è una storia ultra seria, con milioncini di dollari in ballo che fanno star bene, con l’indotto, centinaia di migliaia di persone e mantengono non sappiamo nemmeno noi quante famiglie. Credo che sia giusto pensare al sistema nella sua complessità, e appunto agli impiegati che lo fanno funzionare e che ora vedono il futuro poco roseo.

Le trattative, si narra, terminano qui per il momento, dopo che Fisher aveva divulgato ai giocatori una lettera retorica ma corretta, sulla necessità di mostrare compattezza e unità. Per il momento il fronte è ultra-compatto. Una spaccatura potrebbe rappresentare l’unico motivo per cui le carte in tavola possano, allo stato dell’arte, cambiare. Good night and see you soon, per dirla con Alessione Vinci.

Allo stato dell’arte (mi piace questa espressione) lunedì l’Nba dichiarerà le prime due settimane di Nba saltate.

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