Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

E’ la vigiglia di una nuova battaglia – Servono le parole della sigla del tulipano nero per parlare di Dallas-Miami – Gara 5, la più importante in una serie al meglio delle sette in pareggio sul 2-2 – Chi vince questa ha il matchpoint – Gli ascolti tv al top: Lebrone-Dirk fanno meglio di Kobe-Garnett – I giornali di Dallas ci vanno giù leggeri: “Bennett Salvatore non è nella terna arbitrale: per fortuna Miami non avrà il suo sesto uomo”

“Alla Bastiglia la gran folla si scaglia, è la vigiglia di una nuova battaglia”: cavolo, me la ricordo tutta pur essendo già passato più di un anno da quando l’ho sentita l’ultima volta. Ma è la sigla del Tulipano Nero, da cantare rigorosamente con la “gl” anche quando si arriva a “vigiglia”, a farci entrare al meglio nel mood Finals. Anzi, nel mood gara-5, visto che di acqua sotto i ponti ne è già passata un bel po’ dall’inizio di questa serie che porterà all’anello.

Copione perfetto, equilibrio totale: se non fosse che non siamo mai stati inclini a ventilare combine (parola in questi giorni più che abusata) diremmo che l’Nba ha chiesto espressamente alle due squadre di recitare un canovaccio il più appassionante possibile, per sfruttare al massimo l’onda lunga dei grandi ascolti che Abc sta facendo. Sì, perché, divagando per un attimo, solo le prime due gare hanno portato un 28% di share in più a livello Usa, con 15 milioni e spiccioli contro gli 11 milioni delle finali 2006 sempre con Dallas e Miami sul parquet. Gli ascolti di queste Finals stanno portando anche un milioncino di contatti in più rispetto alle finali 2010 (che si assestarono sui 14 milioni, tutti i dati sono forniti da Nielsen).

Nessuna combine, nessun canovaccio: le Finals sono belle così perché l’assenza dei Lakers fa giocoforza saltare il banco e rendere possibile ogni opzione. Gara-5, in un confronto al meglio delle sette, rimane la più importante. Lo è ancora di più stasera: chi vince in questo giovedì notte (The Game I Love vedrà sorgere il sole come tante volte è accaduto) va domenica a Miami con in tasca il matchpoint. Dallas sa che se festeggerà dovrà farlo a Miami ma questo certo non impedisce di provarci stasera.

Impossibile non notare che l’inerzia appare completamente dalla parte Mavericks. Dirk Nowitzki che vince gara-4 pur con una gravissima forma influenzale fa alzare le quotazioni del tedesco e dei Mavs presso il pubblico generalista. Senza contare l’American Airlines Center che sarà letteralmente una bolgia in vista della giornata che i media locali non esitano a definire come la più importante nella storia dei Mavs e di Mark Cuban. Che, dobbiamo dirlo, se resta quel casinista che è, da un certo punto di vista è un po’ più “presidente”, a little more tranquillo, anche se non esita a vestire ancora in t-shirt. Che abbia in serbo una trovata delle sue in caso di vittoria dell’anello? Di sicuro sta godendosi i frutti di anni di lavoro e non è poco.

Certo Miami non fa molto per portare gara-5 dalla sua parte: è noto che Dwayne Wade, pur non avendo fatto nomi, ha implicitamente citato Chris Bosh nell’affermare che serve più fisicità a rimbalzo soprattutto contro Tyson Chandler, uscito dall’anonimato dell’inizio di queste Finals. “Ogni possesso è un possesso decisivo”, ha ripetuto il giocatore-simbolo di Miami che rimane apertamente e senza dubbio l’uomo-spogliatoio degli Heat.

Miami ha la fisicità per ribaltare questa inerzia: è una affermazione che non può essere smentita, ma i fattori che danno compattezza al gruppo in blu potrebbero giocare un loro ruolo. Il fascino di queste Finals rimane intatto proprio perché incerte. E il Dallas Morning News pompa alla grandissima queste finali, con home page ovviamente dedicata all’evento. L’apertura è dedicata ai fan di tutto il mondo che stanno seguendo queste finali, con un occhio speciale ai portoricani (il Texas è ormai uno degli stati più “latini”) che tifano ovviamente JJ Barea senza discussioni.

Dallas Morning News che comunque non le manda a dire: designata la terna (Crawford – Callahan – Kennedy) dalle pagine online si esulta per la non designazione di Bennett Salvatore, odiato nell’area di Dallas fino alla morte per quel fallo di Nowitzki su Wade chiamato nei momenti finali di gara-5 del 2006, considerata chiamata-chiave che condizionò la serie.

Premesse non male per una serata a dir poco calda. The Game I Love seguirà questa gara-5 live con la consueta diretta via testo. Se non vedrete il match in diretta domattina, oltre a rivederlo, potrete rileggervi le azioni-clou. E’ tutto per ora.

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