Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Nooooi i blu e vooooi i rossi – Buona la prima per il povero Spoelstra, schiacciato tra James e il presidente Riley, guarda caso allenatore dell’ultimo titolo – La partita di Dirk, che ci prova ma poi saggiamente molla l’osso, per riprenderselo in gara-2 – Da applausi le Golden Oldies, cheerleader over 70 di Miami

DeShawn Stevenson prima del match

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di FRANCESCO MARINARI
Non deve essere facilissimo fare il coach di Miami adesso, stretto tra Lebrone che, ormai è ufficiale, non partecipa ai time out o lo fa quando ne ha voglia e il presidente Riley, guarda caso allenatore dell’ultimo titolo conquistato da Miami, che fa da spettatore al match poche file più indietro. Nonostante questo Erik Spoelstra conquista gara-1 delle Finals, primo filippino della storia crediamo a raggiungere un tale traguardo. Altri ne verranno crediamo perché Wade sveglia una partita addormentata nel finale e sfiorando la tripla doppia regala il primo atto agli Heat, mostrando come le previsioni erano giuste: almeno sul piano fisico non c’è storia. Espn ha insistito fino alla noia con quali siano i veri giocatori da clunch time, ovvero i giocatori degli ultimi cinque minuti. Dwayne si dimostra piuttosto adatto a quella che noi chiameremmo zona Cesarini, anche se le incognite sui suoi presunti guai fisici rendono questa serie di Finals ancora più incerta.

Detto che Lebrone realizza due punti nel secondo quarto e che per vedere Bosh realizzare il secondo punto del secondo tempo serve attendere una ventina di minuti, si capisce che la gara è piacevolmente condizionata dalle panchine. E così si vede in giro per il parquet gente interessante, come Jason Terry (un paio di triple da sogno nel primo tempo) ma anche Mike Miller e Udonis Haslem, uno che c’era nel 2006 e c’è ancora oggi. Nonostante non sia una star di prima fascia degli Heat, alla fine mette sette punti tutti pesanti.

Classe Dirk è raddoppiato ad ogni pie’ sospinto, e anche se la solita Espn ci ha mostrato filmati a valanga su quanto sia immarcabile il tiro del tedesco, partendo il pallone da altezze siderali, non è sempre domenica per lui che ne mette 27 con 12/12 dalla lunetta ma alla fine trova poco sostegno dal resto del team. Insomma, non stiamo forse parlando delle Finals stilisticamente più belle di sempre certo, ma si tratta comunque di una serie molto interessante almeno quanto le Golden Oldies, ovvero le cheerleader over 70 di Miami, che hanno realmente fatto un loro mini-spettacolo a centrocampo tra un tempo e l’altro rendendo l’atmosfera un po’ più da sagra del porcino.

Se una cosa il povero Spoelstra l’ha preparata bene è stata la difesa su Peja Stojakovic. Già freddo di suo, non si può dire che Peja non abbia istinto del killer ed esperienza da vendere in post season. Rimane una pedina importante in certi momenti della gara in questa serie, ma nella prima sfida è rimasto in ombra soprattutto per l’ottimo lavoro degli Heat, che l’hanno costretto alla forzatura da tre almeno in un paio di occasioni. Zero punti e tredici minuti per l’ex Sacramento, che medita vendetta.

Insomma ci sono un sacco di spunti che ancora devono essere sviluppati. Dallas ad esempio è stata pazzesca al rimbalzo in attacco (Shawn Marion da applausi, bene Haywood) ma soltanto nella parte della gara in cui serviva meno. Sviluppare questa capacità sull’arco dei 48 minuti potrebbe dare una spinta in più. Insomma, tutti si danneranno l’anima per gli accorgimenti in gara-2. Beato Pat Riley, che ha guardato con la moglie il match quelle solite cinque sei file dietro la panchina. La conversazione della coppia con un’altra coppia seduta davanti a loro ha attratto l’attenzione di The Game I Love almeno quanto i pick&roll sviluppati da Kidd. Che cosa si saranno detti? Non si parlava di basket era sicuro. L’atmosfera era cordiale e propendiamo per l’ipotesi viaggi o cucina.

Giovedì notte alle 3 (Sky Sport 2) c’è gara-2 amici miei. L’infortunio all’anulare di Dirk (all’ultimo time out lo guardava preoccupato, i medici hanno confermato una forte contusione) e appunto i guai fisici di Wade rendono la serie aperta. L’esplosione muscolare di Lebron-Wade per il momento fa pendere l’ago della bilancia dalla parte dei rossi.

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