Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Names i really really love – Torna Names I Love, la rubrica che ci mancava – Samardo Samuels: pronunciate questo nome e gustatene la musicalità – Lui che è sempre caduto in piedi – Arriva dalla Giamaica e diventa giocatore Nba – Non lo scelgono al draft e si inventa speranza dei Cavs post-Lebrone

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi che siamo nati a Trelawny, Giamaica: non possiamo non far tornare Names I Love, la rubrica sui nomi che ci piacciono solo perché sono divertenti da pronunciare, senza raccontare la storia tutta americana di Samardo Samuels. Che ora lo vedete così, bello rilassato, alla fine della sua prima stagione Nba. Ma all’inizio dell’anno non è stato certo facile per lui accettare di entrare nel mondo Nba nella maniera più scomoda: ovvero dalla porta di servizio dei Cavs al primo anno dell’era post-lebrone. La sua voglia di mostrarsi al piano di sopra però ha superato ogni ostacolo e alla fine il nostro Samardo, 22 anni, arrivato dalla Giamaica, spedito dalla madre che voleva dargli un futuro migliore, ce l’ha fatta. E’ partito dieci volte in quintetto quest’anno e ne ha messi 23 contro San Antonio.

La storia di Samardo non è poi diversa da quella di tanti ragazzi che arrivano in Nba da posti pittoreschi, ma il nostro ha un merito: quello di essere caduto sempre in piedi, di essere riuscito ad ottenere sempre il massimo da situazioni potenzialmente svantaggiose. Sì perché riuscire ad entrare nel roster di Louisville, per uno che viene dalla Giamaica, non era poi così scontato. Come non era scontato, per uno scartato al draft, riuscire a convincere i Cavs a firmargli un contratto, peraltro proprio dopo aver giocato con i Bulls contro la stessa Cleveland una convincente partita di Summer League a Las Vegas, in un personale duello con J J Hickson. E in un torneo, quello 2010, che era stato altrettanto producente per Samardone.

Lunghe braccia, mani grosse e grande duttilità: queste sono le caratteristiche di Samardo, che molti accostano a Glen Davis come power forward undersize, sotto la misura standard come chili e centimetri, ma capace comunque di farsi spazio anche e soprattutto per la rapidità dei piedi. Del resto ha iniziato a giocare a dodici anni. Prima il suo sport era il soccer, tanto che anche adesso tra i suoi passatempi preferiti c’è Fifa 2011, mentre via Twitter incensa continuamente Wayne Rooney, suo mito personale.

Dove può arrivare Samardo? Detto che abbiamo cercato ovunque il significato di questo nome ma non siamo riusciti a trovarlo, la carriera sportiva di Samardo potrebbe anche continuare nei Cavs. Le sue doti sono molto specifiche, potrebbe diventare un ottimo sesto uomo affinando alcune doti, tra le quali i rimbalzi, voce per la quale serve ancora crescere. La sua estate sarà in Giamaica e un po’ anche in giro per il mondo. Magari lo troverete da qualche parte. Intanto continuate a pronunciare il suo nome, uno dei Names I Love.

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