Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Very O.T – Divaghiamo ancora sul football – Ecco quello che nessuno in Italia vi dirà mai. Ieri notte l’America si è fermata ma le stragi di ragazzini pazzi per una volta non c’entrano: c’era la bellissima, epica finale nazionale di football Ncaa e la domanda è sempre quella. Quanti cavolo di soldi girano intorno allo sport universitario Usa? Perché il sogno è Università di Pisa-Politecnico di Torino a San Siro sold out

Va bene gente, divaghiamo ancora rispetto alla palla a spicchi, tanto nessuno o quasi vi racconterà mai in italiano quello che è successo ieri notte nello stadio universitario di Phoenix (Roba che neanche la Amsterdam Arena, tanto per parlare di Arene europee al top può minimamente competere, pur se ci giocano dei professionisti). Epica allo stato puro, emozioni vere per una finale che davvero ha bloccato gli Usa, non come il Superbowl ma ci avviciniamo. La finale di una stagione, credetemi, indimenticabile di college football. In cui si è visto di tutto, ma quel tutto non era abbastanza: ci è toccato infatti anche di vedere i Tigers di Auburn, Alabama, conquistare un titolo che inseguivano da tutta una vita contro Oregon per 22-19. Loro che nella storia sono andati un paio di volte clamorosamente vicini, stavolta ce l’hanno fatta. E al campus si festeggia, mentre tutta l’America intasa il negozio online dell’Ncaa per beccarsi la maglia di Cam Newton, uno che con un nome così entra di prepotenza tra i miei Names I Love: Cam Newton, quarterback dei Tigers e messia, il giorno dopo, del football stelle e strisce.

Niente da fare per i “paperi” di Oregon University: in Oregon, giuro lo ho visto io con i miei occhi, anche la polizia aveva messo gli adesivi dei paperi sulle macchine, ma non è bastato, per quanto per l’Università questa sia stata comunque un’annata da ricordare. Era divertente guardare Nick Farley, defensive tackle nominato miglior giocatore della serata, parlare al centro del campo quasi come se non credesse ai suoi occhi. E’ davvero una montagna, ha un futuro da Nfl dicono molti e ha fatto la partita difensiva perfetta, con tre tackle e un sack. E’ grande e grosso, per capire è piuttosto simile al soldatone nero della squadra di soldati che lotta per non morire in “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee.

Bravi tutti e non vi sto a dire attraverso quali complesse selezioni le due squadre sono arrivate alla finale ma la domanda, mentre nella notte guardi questo genere di partita, è sempre la stessa: quanti soldi girano intorno ai college sports negli Usa, quanto dal punto di vista sportivo questa Nazione sia assolutamente aliena rispetto al resto del mondo, rispetto a noi che pure ci riteniamo sportivi. Quanti soldi girano se la finale è sponsorizzata da Tostitos, le fantastice tortilla chips di Frito Lay che peraltro sono a fianco del college football da anni? Vogliamo un San Siro sold out per Normale-Politecnico di Torino. Baci.

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