Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Very off topic: Brett Favre e i 500 touchdown passes. Grazie Brett, l’All American Boy che tutti avremmo voluto essere

Brett Favre

Il prezzo più alto tra gli articoli per celebrare i 500 passaggi touchdown di Brett Favre è un casco celebrativo. Costa 700 dollari. Ma il giro dei memorabilia arriverà a cifre astronomiche. Il football Nfl taglia un nuovo traguardo, varca una nuova frontiera e noi non possiamo che ringraziare Dio di essere nel pieno delle nostre facoltà mentali per goderne. I 500 passaggi touchdown raggiunti da Brett Favre sono davvero storici: è il primo quarterback della storia a raggiungere questa vetta, e mi perdonerete se una volta tanto andiamo off topic e raccontiamo di Brett e del football e non del basket.

L’all american boy per eccellenza. Vorrei essere Brett almeno per un giorno e incarnare uno dei personaggi-tipo che popolano l’immaginario americano: il quarterback wasp, il bravo ragazzo, il leader del liceo. Certo, da tifosi dei Green Bay Packers tutti noi avremmo voluto che Brett festeggiasse il traguardo con la maglia verde e il casco giallo. Questo non è accaduto per un bel po’ di ragioni. E’ vero, è stato un po’ come se Del Piero passasse dalla Juve al Toro, tanto per rendere il paragone dei rapporti che passano tra i Packers e i Vikings. Ma la figura di Favre, il significato che incarna, travalica anche la rivalità tra due franchigie. E per un giorno tutti sono ai suoi piedi.
Cinquecento passaggi touchdown: cinquecento volte in cui il suo braccio ha lanciato il pallone in end zone tra le braccia di un ricevitore. Un lancio, una magia: le traiettorie dei lanci touchdown, già di per sé un incredibile miracolo di fisica, con Brett diventano poesia pura.

In vent’anni di football Nfl ne ha ovviamente viste e passate di tutti i colori. Chissà se già lo sapeva, quando, da universitario, giocava per Southern Missisipi (che noi al passo coi tempi chiameremo Southern Miss) che sarebbe arrivato dove sarebbe arrivato. Affrontando le difficoltà che da inizio degli anni Duemila avrebbe dovuto affrontare. La morte del padre per un infarto, il cancro al seno della moglie Deanna, la morte del fratellastro in un incidente nella proprietà di Favre. Tutto questo ha reso forse più umano un uomo straordinario, che al pubblico europeo dirà poco o niente, ma che a noi fa stropicciare gli occhi e che entusiasma gli americani, che davvero lo considerano come un’icona nazionalpopolare. “E’ famoso quanto la torta di mele negli Usa”, dice qualcuno. E’ arrivato in vetta. In una partita che in realtà Brett e i Vikings hanno perso contro i New Jork Jets per 29-20. Ma quel passaggio a Randy Moss resterà comunque nella storia. Un Superbowl vinto, varie conference vinte, zero rimpianti crediamo: vent’anni di Nfl sono una vita intera. Sarebbe già entrato nel mito se si fosse ritirato dopo i quindici anni di Packers, ma la voglia di continuare a giocare e a lanciare è più forte di tutto. Per questo le polemiche dovute al suo passaggio a Minnesota lasciano il tempo che trovano negli Usa. Brett è Brett e tale rimarrà.

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