Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Ci sono anche loro – Quelle magliette grigie che come la metti la metti senza di loro non si va da nessuna parte – Le storie degli arbitri: Bavetta ex broker divorziato, Delaney era un poliziotto infiltrato

Dick the quick Bavetta

FONTE: GAZZETTA.IT

NEW YORK, 17 settembre 2010 – Mesi interi lontano da casa, migliaia di persone che ti insultano e un precariato che dura per tutta la carriera. E’ la vita degli arbitri Nba, i professionisti del fischietto, “le comparse dello show” nello spettacolo della lega di basket più famosa del mondo.

I PROFESSIONISTI — Gli arbitri Nba sono tutti professionisti. Lo stipendio va da 100 mila a 300 mila dollari per 65-75 gare all’anno, più gli eventuali playoff, a cui si può arrivare solo dopo aver accumulato 7 anni di esperienza. Ma la vita dell’arbitro Nba non è facile, come ha raccontato Billy Crystal nel suo indimenticabile “Forget Paris”, film del 1995 in cui il protagonista è proprio un fischietto. Il contratto con la lega viene rinnovato annualmente, e da una stagione all’altra può capitare di perdere il lavoro. Poi c’è lo stress psicologico di avere a che fare con persone fisicamente intimidatorie (i giocatori), la pressione dei media, quella dei tifosi. E il rischio di finire in qualche scandalo, come quello che nel 2007 ha travolto Tim Donaghy, finito in carcere dopo un’indagine dell’Fbi per aver scommesso sulle partite che lui stesso arbitrava. I contatti con giocatori e personale delle squadre fuori dal campo sono proibiti, tanto che le designazioni vengono rese note il giorno stesso della partita.

IL DECANO — Nei giorni scorsi l’Nba ha reso noti i 60 arbitri che dirigeranno le 1230 partite della regular season 2010-11. Il decano è Dick Bavetta: 70enne nativo di Brooklyn, nei suoi 35 anni di carriera non ha mai saltato una partita, arrivando a quota 2434, record assoluto. “So qual è il mio ruolo nello show – ha detto -: sono una comparsa. I giocatori sono le star e la partita è la produzione”. Ex broker a Wall Street, in Nba è arrivato nel 1975, dopo 9 anni di tentativi: il cambio di carriera gli è costato anche la moglie. Il debutto al Madison Square Garden in Knicks-Celtics del 2 dicembre 1975, ma i primi 10 anni di carriera sono difficili e la promozione ai playoff arriva solo nel 1986. Bavetta conquista consensi col passare degli anni, famoso per la sua conoscenza enciclopedica del regolamento, la sua preparazione fisica (nel 1983 divenne il primo fischietto a sottoporsi ad un regime di allenamento durante l’estate), e la sua capacità di parlare con giocatori e tecnici. E per i suoi scontri col collega Earl Storm, da cui è stato malmenato e quasi strozzato in due diverse occasioni. Nella storia anche un confronto evitato con Charles Barkley, sviando il discorso sulla telenovela preferita del giocatore.

Billy Crystal nei panni dell’arbitro in “Forget Paris”. SOTTO COPERTURA — La vita di Bob Delaney meriterebbe di essere raccontata in un film. Prima di fare l’arbitro Nba (sta per cominciare la sua 24ª stagione) era un poliziotto, così bravo da meritarsi il massimo riconoscimento dello stato del New Jersey. Dal 1975 al 1978 ha lavorato sotto copertura, infiltrato nelle famiglie mafiose dei Genovese e dei Bruno (due delle più potenti del paese) in quello che si chiamava “Progetto Alpha”. Delaney si spacciava per Bobby Covert, il presidente di un’azienda di trasporti che chiedeva aiuto alla mafia per sfuggire agli interessi dei sindacati. Il “Progetto Alfa” (raccontato da Delaney nel libro “Covert”, uscito nel 2009) ha portato all’apertura di oltre 100 processi contro i mafiosi in tutti gli Stati Uniti, quasi tutti chiusi con l’arresto, la fuga o la morte degli imputati. Ha ripreso ad arbitrare (lo faceva già prima di diventare Bobby Covert) per superare lo stress del riadattamento alla vita normale. E non ha più smesso.

GLI EX GIOCATORI — Tra i 60 ci sono anche due che i parquet gli hanno calcati anche da giocatori: Leon Wood e Haywoode Workman. Wood ha vinto l’oro olimpico a Los Angeles 1984 con la squadra Usa guidata da Michael Jordan, poi ha vestito le maglie di 6 squadre Nba prima di sbarcare in Italia: 13 partite e 17 punti di media nella stagione 1990-91 con Varese e 23,6 in 23 gare con Caserta nel 1993-94. In Italia ha giocato anche Workman, 77 gare tra il 1991 e il 1993 con Pesaro a 15 punti di media. In Nba ha giocato 8 stagioni: arbitra dal 2008, quando è diventato il terzo ex giocatore ad aver preso in mano il fischietto (il primo fu Bernie Fryer, pro dal 1973 al 1975, fischietto dal 1978 al 2007, quando chiuse la carriera nonostante fosse ancora considerato uno dei migliori in circolazione).

A destra Bob Delaney: un mito fra gli arbitri Nba. GLI ALTRI — Violet Palmer, 13 anni da arbitro, è l’unica donna tra gli arbitri Nba 2010-11. Viene da Compton, malfamato sobborgo di Los Angeles in cui sono cresciute anche le sorelle Williams, regine del tennis. Ha fama di duro anche Leroy Richardson, 15 anni da fischietto dopo 12 passati nella marina statunitense. L’arbitraggio è un affare di famiglia per Steve Javie, 24 anni di carriera: il padre per 30 anni ha diretto in Nfl, compresi 4 Super Bowl, il padrino è stato un fischietto di baseball per 25 anni con diverse gare di World Series nel curriculum. Anche nelle vene di Joe Crawford, 33 anni di carriera, scorre sangue di arbitro: il fratello è un direttore di gara Mlb, come lo era stato il padre. Curioso il percorso professionale di Matthew Boland, sette stagioni da arbitro: ha giocato diversi eventi del Pga Tour, il più importante del golf mondiale in cui ancora potrebbe disputare tornei. A ottobre esordirà Kevin Cutler, 42 anni e 203 centimetri di altezza, uno dei due fischietti più alti ad aver mai calcato i parquet Nba (l’altro è Michael Henderson, anche lui 203 centrimetri, arbitro dal 2001 al 2005).

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