Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Lebron Games, facciamo la conta: quanti ce l’hanno con lui?

Da playitusa.com

Uno contro tutti. O se preferite tre contro tutti.

Si prospetta così la stagione dei Miami Heat e del prescelto James stando alle varie dichiarazioni,voci,polemiche,botta e risposta e perfino ai fantagiochini che impazzano da luglio su giornali,radio,televisioni e ovviamente siti web americani e mondiali.

\”James non lo voglio nella mia fantasquadra,andando a Miami mi ha deluso!\” dice più di un fantagiocatore,\”Eh già,ormai il numero 1 è Durant!\”,ribatte seccamente un altro.

Per non parlare del mito Michael Jordan che nel criticare ha fatto,senza volerlo,un mezzo complimento ai nostri Big Three,accostandoli ad egli stesso,Bird e Magic e continuando poi la serie dei \”protestanti\”con i musi lunghi delle dirigenze di Orlando e Cleveland che hanno impegnato Riley(soprattutto i primi…) in una decisa e maliziosa replica.

E allora prepariamoci a vivere un campionato davvero caldo più del clima tropicale della Florida,almeno per i nostri eroi,prepariamoci ad accoglienze con fischi e pollici versi a King James,a gufate da derby romano tra la gente di Cleveland e New York(sempre più i primi,ndr),in generale ad un America che non vorrebbe proprio veder vincere il suo ex-adorato prescelto.

Ma come si è arrivati a tutto questo?

Da Dio del parquet a delusione di un popolo,da unico a poter raggiungere un giorno MJ a \”coniglio\” o addirittura soltanto quarto d\’America dopo Kobe,Durant e …Wade.

Da idolo a nemico,da colui che vale il prezzo del biglietto a uno che meriterebbe che il biglietto gli venisse strappato in faccia!

Oh Madonna! L\’ha combinata davvero così grossa,Sire?

Cerchiamo di capirne di più,dicendo subito però che ad aiutare il grande LeBron ci saranno Wade,Bosh e l\’Arena di Miami che già bolle di entusiasmo un mese e mezzo prima dell\’apertura dei cancelli per il primo match. Non sarà solo il leone..ehm..di Cleveland.

CAUSE DI UNA RABBIA NAZIONALE

Tutti sono arrabbiati con lui perchè,e questa è la motivazione ufficiale,va in un team già vincente nel 2006 con lo stesso Dwyane Wade di cui James ora rischierebbe di diventare il \”paggetto\”,perchè il padrone di casa sarà sempre e comunque Dwyane.
Invece avrebbe dovuto far grande una squadra che non vince da parecchio,trascinandola senza avere tra i pied..ehm…come compagno un giocatore già campione e dal nome altisonante.

Poteva regalare l\’anello a Cleveland,la sua città: già,è vero,rispondiamo noi…altri 20 tentativi e ci sarebbe riuscito!
Anzi,fosse andato via un anno fa sarebbe stato meglio per tutti,coi Cavaliers che non l\’avrebbero perso per nulla.

Poteva far felice Obama e andare nella città del vento,Chicago,nei Bulls di cui il Presidente è stratifoso: si,ma…avrebbe corso il concreto rischio di diventare una copia sbiadita di Michael Jordan.
Per carità,bel progetto quello dei Tori,ma inevitabilmente ci sarebbe stato il paragone con tutti i titoli là vinti dal più grande di sempre,avrebbe dovuto starci una vita James nell\’Illinois,non solo una carriera.

Oppure il sogno di tre quarti d\’America: vincere l\’anello giocando nella città più bella del mondo,New York,riportandola ai fasti di un tempo.
E qui le battute si fermano un attimo perchè in fondo ammettiamo che come progetto sarebbe stato niente male.

E la verità è che probabilmente le motivazioni della rabbia anti-LeBron sono fasulle: Wade non c\’entra nulla,i tifosi in realtà non gli hanno perdonato di aver preferito l\’insignificante(cestisticamente parlando…) Miami alla Grande Mela new-yorkese,città con una squadra che da anni cercava il suo Messia e che stava quasi per trovarlo…
Come se Cristo nel bel mezzo del suo cammino spirituale avesse voltato le spalle al popolo d\’ Israele e si fosse diretto in …Arabia Saudita!

Niente male come paragone eh?!

Però se da un lato una critica di questo genere ci può stare,dall\’altro ben pochi tifosi si sono messi nei panni di LeBron che,non dimentichiamolo,è un Campione che abita e gioca in una nazione che alla fine della carriera inevitabilmente gli chiederà: vuoi entrare nella legenda? Benissimo,dicci quanti anelli hai vinto!

E cosa risponderà allora il prescelto?
\”Ho giocato tutta la mia vita a Cleveland e in 15 anni di carriera l\’ho finalmente portata al tanto agognato anello!\” E il Dio del Basket:\”Come? Ho sentito bene? Uno soltanto?!\”

Oppure:\”Ho giocato sette anni a Cleveland vincendo zeru tituli ma due MVP,poi altri 7 a New York ma i primi due erano di crescita per un team che non si era qualificato neanche per i playoff e così ho dovuto aspettare il 2013 per il primo anello,poi oh Dio del Basket….consideri che…un anno i Lakers,uno i Celtics..ehm…non sa com\’è difficile…\”

Non vogliamo dare l\’idea del conduttore che nel giorno della mega presentazione urlava \”Not one,not two…\” perchè vincere in una squadra storicamente non di primo livello è sempre complicato,un pò per storia,un pò per mentalità e abitudini e via dicendo,e quegli strepiti li abbiamo subito bollati come simpatiche americanate.

Ma un giocatore \”non terrestre\” è uno che dovrà per forza di cose render di conto all\’opinione pubblica mondiale su quante vittorie ha ottenuto in carriera,LeBron lo sa e ha il diritto di scegliersi la squadra più forte tra quelle che lo hanno cercato.

E con la Miami di quest\’anno indubbiamente potrà tentare da subito l\’attacco,senza dover passare per ricostruzioni new-yorkesi varie.
Poi vada come vada,di sicuro questo è un tentativo molto più serio dei \”datemi la palla a me\” di Cleveland degli ultimi anni.

Quindi tanto di cappello a chi l\’avrebbe voluto vedere a NYC e Chicago,o ai tifosi di Cleveland per i quali era come un fratello,capiamo tutti per carità ma non dimentichiamo che in ogni sport il sogno di un grande giocatore è di giocare in una grande squadra,e che piaccia o no al pubblico,questo è un desiderio di tutto rispetto.

Ma ora sono tutti contro di lui,perchè questo desiderio a molti sa come di un tentativo di ricevere un aiuto perchè il gioco si sta facendo duro.
Probabile.

Ma in tanti non si sono accorti che,per esempio,Bryant ha vinto i primi titoli della sua carriera con il grande O\’Neal al suo fianco e nella seconda squadra degli Usa in termini di anelli vinti,cioè in una franchigia storicamente super-vincente,mentre il Big Ticket Garnett era sì il leader degli ultimi Celtics campioni ma per mettere in cassaforte il suo primo anello è dovuto comunque approdare nella franchigia più vincente d\’America.

E poco importa che era una ventina d\’anni che non vincevano,quelle son squadre che appena sistemate un attimino graffiano subito e senza pensarci due volte perchè hanno una magia(Celtics e anche i Lakers) stampata ovunque,nel sangue e sugli spalti delle loro arene,strabilianti e stracolme di bandieroni celebrativi.

Ecco perchè tutto sommato e a nostro modesto avviso quella del leone James è una scelta di tutto rispetto: gli Heat l\’anello dovranno ultra-sudarselo altro che \”not three,not four\”…

E a chi avanza un\’ultima obiezione e dice \”Si ma…siamo a due secondi dalla fine,palla a Chalmers…chi serve…James o Wade?!\” rispondiamo che a quel punto un passaggio all\’eventualmente libero Chris Bosh non sarebbe affatto male!

Il campo ci dirà,intanto LeBron è già pronto ad affrontare un campionato in cui sentirà cori e commenti di tutti i tipi,\”tutti ma non Miami\” si sente dire sgraziatamente nei forum,in Florida toccano ferro,incrociano le dita e si preparano a godersi comunque spettacolari battaglie.

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