Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Ha stra-stra vinto il basket

Fonte: playitusa.com

2 Aprile 2001, Duke taglia la retina del Target Center di Minneapolis e conquista il suo terzo titolo con una squadra ricca di talento e con due future stelle NBA come Boozer e Battier, oltre allo sfortunato Williams in cabina di regia.

Sono passati 9 anni da quel momento e gli scenari nel mondo del college basket sono mutati drasticamente, infatti con l’avvento della regola del “one and done” il programma di Duke sembrava essere uscito dal novero delle favorite.

Anche in questa stagione il team di Coach K non partiva coi favori del pronostico, tuttavia la solidità e la coesione del gruppo, unita ad una serie di coincidenze fortunate ha portato i Blue Devils a giocarsi il titolo contro la cenerentola di questa stagione, Butler di coach Stevens.

Ne è venuta fuori una sfida semplicemente magnifica, equilibrata ed emozionante, conclusasi con un finale thrilling a favore dei Blue Devils per 61-59. Duke conquista così il suo quarto titolo, ritornando sul trono del college basket dopo una sanguinosa assenza, coincisa con i grandi successi degli arcirivali di North Carolina.

Palla a due e subito le difese di entrambi i team entrano in funzione, Duke sfrutta la capacità di Zoubek di andare a rimbalzo offensivo e fa circolare efficacemente la palla. Butler inizialmente soffre la differenza in termini di peso specifico della frontline dei Blue Devils, tuttavia Howard grazie alla sua mobilità riesce a trovare efficacemente la via del canestro.

Thomas commette il secondo fallo e viene sostituito da Mason Plumlee, Mack segna da 3 e il tabellone segna 6-4 Duke dopo 4 minuti di gioco. Howard commette il primo fallo a 13 minuti dalla fine, con i suoi sotto di uno dopo un primo scorcio di partita in cui, insieme a Mack, era stato un rebus irrisolto per gli uomini di coach K.

Le difese continuano con la loro opera asfissiante, le percentuali dal campo iniziano però ad alzarsi, soprattutto quelle dall’arco, e i due team si rispondono colpo su colpo con il tabellone che fa segnare 16-14 a metà del primo tempo.

Howard commette il secondo fallo, tuttavia Butler riesce comunque a rimanere in linea di galleggiamento sul 26-20 con 5 minuti da giocare. Ottimo in questa occasione il contributo delle seconde linee dei Bulldogs, in particolare Jukes e Vanzant.

Scheyer soffre la velocità di Mack e dopo aver commesso il secondo fallo è costretto a lasciare il campo sostituito da Dawkins. La risposta di Butler non tarda ad arrivare e con un parziale di 7-2 firmato da Jukes e da un lampo di classe purissima di Hayward si riporta a contatto sul 28- 27.

La panchina di Butler produce ben 15 punti e compensa un primo tempo complessivamente opaco dal punto di vista offensivo dei propri due leader. Inoltre i Bulldogs dominano a rimbalzo offensivo costruendo molti dei propri punti su seconde opportunità.

Il senior Jukes gioca da stella e con 4 punti consecutivi consente ai suoi di concludere il primo tempo sotto di un solo punto 33-32. Per Duke buona prestazione di Singler e in generale dei 3 leader, tuttavia i Blue Devils talvolta tendono a forzare dei tiri in anticipo, senza far circolare il pallone a sufficienza. Inoltre pare che gli uomini di coach K non riescano a far valere la differenza sotto canestro, una delle chiavi tattiche di questa sfida estremamente intensa ed equilibrata.

La partita riprende seguendo il medesimo copione del primo tempo, con le difese a comandare e i due team a fronteggiarsi su ogni pallone. Howard commette il terzo fallo e viene sostituito da Jukes senza che la manovra dei Bulldogs ne risenta minimamente, partita in perfetto equilibrio sul 40-40 con 15 minuti da giocare.

Pur mettendo una grande pressione difensiva Scheyer sembra essere ancora in grande difficoltà contro la velocità di Mack e Nored, che attaccano spesso e volentieri il canestro con efficacia. Howard ritorna in campo giusto il tempo per commettere un puerile quanto inutile fallo a rimbalzo, lasciando di nuovo l’incombenza a Jukes di lottare sotto i tabelloni.

Butler sembra smarrirsi dopo due errori di Jukes dalla lunetta e uno sfondamento fischiato ad Hayward, tuttavia i ragazzi di Stevens continuano a credere nel loro sogno rimanendo attaccati alla partita. Hayward attacca il canestro e fa commettere il quarto fallo a Zoubek, 47-45 Duke con 11 minuti da giocare.

Stevens decide di contrastare la superiorità di Duke sotto canestro abbassando il quintetto e aumentando la pressione difensiva sugli esterni cercando di ostacolare l’ingresso di palloni in area. Hayward nel frattempo sul fronte offensivo attacca con ferocia il canestro guadagnandosi i viaggi in lunetta che consentono a Butler di rimanere a contatto sul 51-49 con 8 minuti da giocare. Dopo il canestro e fallo di Scheyer che porta Duke sul + 5, rientra Howard che subito si conquista un viaggio in lunetta accorciando le distanze.

La superiorità fisica della frontline bianco blu sembra farsi sentire nella metà campo difensiva, costringendo Butler a 4 minuti senza canestri dal campo. Tuttavia i Bulldogs si rifiutano semplicemente di perdere, riportandosi con le unghie e con i denti sul 56-55 con 5 minuti da giocare.

I successivi 4 minuti sono un susseguirsi di emozioni e di battaglie su ogni pallone giocabile, con Butler che sembra essere spinta da qualcosa di mistico e superiore ad ogni gap di talento fisico e tecnico.

Il tabellone recita 59-60 con 50 secondi da giocare e palla a Duke. Singler sbaglia il jumper dalla media e la deviazione col piede di Zoubek premia Butler, palla Bulldogs con 33 secondi sul cronometro.

Duke difende con efficacia, devia il pallone e Butler ha 13 secondi di tempo per costruire il tiro. Singler difende su Hayward che riesce comunque a far partire il jumper dalla media, la palla sbatte sul ferro e Zoubek sul rimbalzo subisce fallo, 2 tiri liberi con meno di 4 secondi.

Il polacco segna il primo e sbaglia volutamente il secondo, Hayward prende il rimbalzo, sfrutta il blocco di Howard e fa partire il buzzer beater per la gloria da metà campo. La palla rimbalza tra tabellone e ferro e la corsa di Butler si ferma a pochi centimetri dalla leggenda.

Tuttavia sembra inclemente considerare i Bulldogs come sconfitti, inferiori nelle rotazioni e sotto le plance i ragazzi di coach Stevens hanno giocato una partita semplicemente perfetta, trovando nella panchina, fino a questa finale vero punto debole, la chiave per giocare punto a punto una partita di altissimo livello.

Stevens ha guidato i suoi con serenità e maturità dimostrando una sagacia tattica da allenatore vissuto, specie nella gestione dei falli di Howard e nella scelta del quintetto basso quando Duke dominava sotto i tabelloni.

Hayward ha mostrato nuovamente la completezza del suo repertorio, candidandosi autorevolmente ad un ruolo da protagonista anche al piano di sopra. Per Scheyer e Thomas si conclude così la carriera accademica con un successo sorprendente se visto ad inizio stagione, costruito tuttavia giorno dopo giorno da un gruppo straordinario per solidità e maturità.

Kyle Sigler, MOP delle Final Four ha guidato i suoi compagni con una straordinaria prestazione, alzando esponenzialmente le sue quotazioni nel caso decidesse di dichiararsi al prossimo draft.

La stagione che si è appena conclusa ci ha offerto uno spettacolo eccezionale, consegnando alla storia uno dei tornei più belli ed equilibrati di sempre, culminato in una spettacolare finale che ha tenuto con il fiato sospeso un’intera nazione. Duke ha conquistato il titolo nazionale ma oggi, prima di tutto, ha vinto il basket.

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