Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Ncaa is coming, let’s rock

Evan Thurner (Ohio State) taglia la retina dopo la vittoria nella finale di Big Ten contro Minnesota

Niente in più da dirvi se non che inizia il gran ballo. Proprio in questi minuti si parte, con la palla a due tra Byu e Floirda. Seguite tutto quello che potete su Espn America (digitate il 214 di Sky). Gli anni si susseguono ma il torneo Ncaa torna come sempre, con il suo carico infinito di storie da raccontare, di cheerleader da mostrare, di band a bordocampo da far suonare e, si spera, perché a noi piacciono un casino, di upset da rivelare. Cercheremo di raccontare tutto come sempre. Sincerely, Fra.

Da playitusa.com

È probabile che Dick Vitale in questo periodo vi saluti in questo modo. Ci siamo, le due settimane più pazze dell’anno sono dietro l’angolo.
Dopo che la Championship Week ha incoronato le varie regine delle proprie conference (da Duke nella ACC a Cornell nella Ivy League passando per Wofford nella Southern) si è arrivati alla Selection Sunday in cui il comitato NCAA ha annunciato le 65 squadre che prenderanno parte al torneo distribuendole all’interno del bracket (un tabellone in stile tennistico, per chi non ne fosse a conoscenza).

Oltre alle vincenti di ogni conference che hanno di diritto un posto tra le magnifiche 65 la Selection Commitee ha il compito di analizzare la stagione delle altre migliori squadre e selezionare quelle che più di tutte si sono meritate una “convocazione” al torneo.

Per fare questo il comitato tiene conto di diversi fattori: oltre ovviamente al record stagionale nelle rispettive conference ha molta importanza il tipo di squadre che sono state affrontate durante i mesi di ottobre e novembre, nelle cosidette partite extra-conference (contro squadre non della propria lega) che determinano poi la difficoltà del calendario di una squadra rispetto ad un’altra.

L’esempio di due squadre come Mississippi State e Wake Forest calza a pennello. Entrambe erano “on the bubble” come si dice in gergo, sul filo del rasoio tra l’entrare o meno all’interno del bracket.

Nei rispettivi tornei di conference hanno seguito strade completamente diverse: la prima è arrivata in finale giocandosi addirittura il titolo SEC contro Kentucky dopo un tempo supplementare; la seconda invece è stata sconfitta malamente al primo turno contro Miami (una squadra che aveva un record di 4-12 all’interno della ACC). Grazie però ad una migliore “strenght of schedule” e soprattutto ad alcune non-conference wins (come quelle a Gonzaga e contro Richmond e Xavier) la squadra selezionata per il torneo è stata proprio Wake Forest.

Un’altra squadra che fino agli ultimi minuti è stata sulle spine era Minnesota (anch’essa poi selezionata all’interno delle 65). In questo caso il comitato ha fatto una valutazione diversa rispetto a Wake Forest, i Gophers di coach Tubby Smith infatti durante la stagione hanno battutto almeno una volta tutte le migliori squadre della loro conference, la Big Ten: Ohio State, Wisconsin e Illinois durante la stagione regolare e Michigan State, Purdue durante il torneo che li ha visti arrivare in finale (sconfitti poi dai Buckeyes di Ohio State).

La vera sorpresa è arrivata forse da Florida, che in pochi si aspettavano di vedere all’interno del tabellone. A lasciare spazio ai Gators sono state Illinois e Virginia Tech, altre due squadre che sino all’ultimo hanno sperato in una chiamata.

Sono state invece criticate (giustamente, per quanto mi riguarda) alcune scelte fatte nella composizione del bracket e nell’assegnazione delle varie teste di serie. Le quattro #1 sono state, come previsto: Kansas, Kentucky, Duke e Syracuse (gli Orange sono stati retrocessi al quarto posto tra le numero 1 per via delle ultime due sconfitte consecutive, contro Louisville e poi Georgetown, ma non avrebbero forse meritato questa sorte avendo giocato una stagione complessivamente migliore di Duke).

West Virginia, fresca vincitrice del torneo della Big East (conference che porta ben 8 squadre al torneo, nessuno ha fatto meglio), si è dovuta accontentare del seed #2 così come Ohio State, Kansas State e Villanova, che invece è stata forse leggermente sopravvalutata. Inoltre non è ben chiaro perchè due squadre come Marquette e Notre Dame siano state premiate con un seed decisamente alto (#6) grazie ad un buon finale di stagione mentre Temple, che arrivava da 10 vittorie consecutive, sia stata inserita al seed #5 quando forse meritava qualcosa di più.

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