Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

All Star game live in full effect

Clicca aggiorna sul tuo browser per visualizzare gli ultimi lanci. Enjoy.

Ore 5.43: alla fine grande serata e festa pazzesca in questi tre giorni di Dallas. Diciamo la verità, la Lega è riuscita a muovere oltre centomila persone per un’organizzazione che come al solito è stata incredibile in ogni suo dettaglio e che ora riporterà tutti alle proprie case, riponendo tutta l’attrezzatura del Dallas Stadium alla perfezione. Roba che, come al solito, solo in America. Concludo dicendo che lo spot where difense happens con le voci dei protagonisti adattate alla base rap mi fa letteralmente morire. Finisce 141-139 per l’Est con Dwayne Wade mvp. The Game I Love e la sua redazione ringraziano tutti coloro che hanno avuto la pazienza di seguire i nostri lanci per un’altra grande diretta. Adesso tutti a nanna nell’alba italiana. Perché una volta tanto non c’è goduria più grande di un lunedì di festa. Vivete il basket. Alla prossima.

Ore 5.39: c’è il saluto del commissioner prima della consegna dell’mvp. Il commissioner ringrazia tutti per l’incredibile spettacolo e la collaborazione sugli spalti che porta all’incredibile record. Per l’Nba tutti sono mvp ma c’è un mvp un po’ più mvp degli altri ed è Wade con 28 e undici assist conditi da cinque recuperi. Wade commenta: “E’ un onore per me, significa rappresentare il gioco e onorarlo. Non è un trofeo che dovrebbe andare ad uno solo ma a tutta la squadra. Essere parte di questa serata da record è qualcosa che in futuro verrà ricordata”.

Ore 5.37: vince la Eastern Conference 141-139 visto che Anthony non riesce a mettere la tripla frontale che avrebbe portato alla vittoria Ovest. Per Carmelo sfuma dunque l’mvp ma attenzione perché ora c’è la corsa al titolo che dovrebbe essere appannaggio di Wade.

Ore 5.34: rimessa non fantastica dell’Est, con l’Ovest che gli toglie ogni opzione sui blocchi. Contatto poi sull’attacco di Billups su Bosh con il torontiano che usufruisce di due liberi: realizza il primo e realizza anche il secondo con il 141-139. Ancora time out quando mancano cinque secondi alla fine palla in mano Ovest.

Ore 5.31: Nowitzki riesce a fintare da tre su Howard con il centro di Orlando che concede dunque i due liberi a Nowitzki che segna. Incredibile come l’ala di Dallas torni in auge mettendo due punti pesantissimi. Volti da partita, dice qualcuno riguardo a quello che sta accadendo in campo con il 139 paria sette secondi dalla fine palla in mano Est.

Ore 5.29: si incarta il backcourt dell’Ovest e c’è la rubata per l’Est con Wade che subisce il fallo di Williams proprio nell’imbarazzante momento in cui Lebrone voleva il pallone. Attenzione perché l’Est va sul 139-137 a 12 secondi dalla fine. L’idea dell’Ovest ora sarebbe un tiro da tre. Deron Williams letteralmente scippato della palla da un Wade sontuoso, come si vede nel replay.

Ore 5.28: c’è il time out con Van Gundy in piedi con la lavagnetta. James sbaglia a 39” dalla fine.

Ore 5.26: Bosh sbaglia prima un tiro dalla media e poi la schiacciata al volo. Il vecchio leone dei Raptors fa mordere le mani a Lebrone che gli aveva alzato un’ottima palla. Billups prima aggredisce Rondo poi in attacco fa una sorta di Kiki move con il quale mette il 137 pari a 54 secondi dalla fine.
Ore 5.22: mancano due minuti alla fine, siamo al 137-133 e la situazione sembra ormai virtualmente chiusa, anche se con Williams in campo e Billups la mente della situazione tutto può ancora succedere. Cè Dirk che mette i due tiri liberi a sua disposizione e infatti si riapre tutto. L’Ovest torna a -2 e i 108mila possono godere finalmente a 1’46 dalla fine di una chiusura di partita degna di questo nome.

Ore 5.17: può essere una discriminante nella partita la schiacciata appena sbagliata da Stoudemire. Lebrone detta legge e fa il vero orologio del meccanismo offensivo dell’est. Ci pensa Carmelo Anthony, la stella reale dell’Ovest, a mettere il 135 a 128 raccogliendo il rimbalzo e schiacciando.

Ore 5.15: Lebrone fa quello che vuole e mette in moto Bosh con una palla parlante. Occhio perché l’est ora può scappare con il 133-126 e la rubata di Wade che porta al 135-126. Scompare classe Dirk che all’inizio sembrava poter dire qualcosa, mentre Wade è in predicato dell’mvp con questa azione da manuale.

Ore 5.09: la partenza di Howard dal fondo è quella di un uomo di un metro e novanta non di due metri e dieci e passa. Il centro di Orlando mette due punti pazzeschi ma occhio all’alzata di Lebrone per Wade. Siamo nel momento caldo del match con il 128-124 per l’Est che racconta di una partita incerta e, ancorché un po’ sonnacchiosa nei primi tre quarti per dire un eufemismo, adesso diventa più interessante.

Ore 5.05: indizi per una partita nella quale l’ultima deve essere ancora detta. La profondità di Horford che attacca il ferro e schiaccia alla grande mi fa ben sperare da discreto tifoso atlantino. Ma il recupero del pallone che usciva da parte di Lebrone, che fa passare la palla sotto le gambe con un colpo degno del miglior Federer mi fa dire che l’uomo di Cleveland deve e vuole ancora mettere il timbro sul match.

Ore 5: forse non è male che il vecchio Billups sia rimasto. E’ servito per il definitivo riaggancio dell’Ovest che ora inizia a giocare davvero grazie alla tripla dell’ex Detroit adesso ai Nuggets. Attenzione perché tra un paio di minuti Lebrone si stuferà e prenderà in mano la situazione. Siamo sul 120-119 per l’Est.

Ore 4.57: Billups senza guardare passa dietro in contropiede a Gasol che funge da rimorchio e mette due punti da applausi. Campo aperto che l’Ovest interpreta diciamo così, con una certa perizia. Complimenti. La sfida si rianima e lo stesso Ovest arriva ora al 118-116.

Ore 4.55: quel pazzo visionario ma a questo punto vittorioso di Mark Cuban va a centrocampo e al microfono annuncia il grande record raggiunto dei 108mila. Sarà vero o no? Se lo dice con l’avallo di Stern ci sarà sicuramente qualcosa di vero. Scandisce bene la cifra e in molti sugli spalti esultano, altri o altre rimangono indifferenti. Resta comunque una serata storica.

Ore 4.52: che Durant sia il nuovo predestinato? Rientra in campo e non era assolutamente per niente in ritmo ma Durantola, come qualcuno lo chiama, o Durant Durant, come lo chiamo io, mette dentro da otto metri una tripla immaginifica, ricevendo appunto in totale assenza di ritmo il passaggio. Il terzo quarto dunque si chiude così. Siamo in attesa degli ultimi dodici, che saranno il nucleo fondamentale di una partita finora vissuta in maniera agonisticamente valida solo a tratti.

Ore 4.50: siamo a un rapido conteggio dei leader negli assist. Siamo a quota 13 per Steve Nash mentre Wade ne aggiunge dieci aggiudicandosi una sonora doppia doppia al momento, poiché aggiunge anche 20 punti.

Ore 4.46: si riprende dopo l’incredibile notizia che ha fatto sobbalzare anche il governatore della California: il buon vecchio Schwarzy non credeva ai suoi occhi ma si è scomposto poco, con le gambe sulla sedia. Lebrone vuole lasciare l’impronta ma Van Gundy, che fornisce spazio a tutti, lo ha messo ragionevolmente in panchina in attesa dell’ultimo quarto, visto che ormai il terzo è in chiusura, siamo a un minuto dalla sua fine.

Ore 4.43: ok, Lebrone si è scaldato ma cosa dite delle 108.713 persone che hanno staccato il biglietto della partita? Incredibile gente, è arrivato adesso il dato ufficiale. Stiamo scherzando? Alla fine tutte le riserve dei biglietti sono state vendute e, che ci crediate o no, hanno stracciato ogni record. Everything is possible in Texas è il detto che circola dalle parti di Arlington. E’ davvero così, pazzesco.

Ore 4.38: in un regno di schiacciate e strapotere fisico Nash attacca il fondo come un ballerino e porta la palla dentro il ferro con il più classico dei gesti in stile cameriere. Della serie quando la tecnica riesce meglio della forza bruta. Abbiamo visto poche azioni così questa sera, permetteteci di goderne noi amanti del basket tecnico alla europea. Anche perché poco prima abbiamo visto Lebrone alzare divinamente per la schiacciata di Wade, anche questa super esplosiva. Siamo sul 103-96 per l’Est a tre minuti dalla fine del terzo.

Ore 4.34: e lo sappiamo che quando Lebrone accelera la situazione si fa proibitiva. La stella di Cleveland mette due schiacciate in fila di cui una a volo su rimorchio. L’est attacca da sinistra a destra rispetto alla postazione della telecamera sul lato lungo. Arriva a 19 punti senza grossi sforzi e aggiungendo anche tre rimbalzi e tre assist.
Ore 4.30: incredibile l’Halley hoop di Wade per Howard, con un’apertura di braccia del centro di Orlando che sinceramente va ampiamente al di là di quanto pur possiamo immaginare vista l’apertura alare del nostro. E’ ormai 90-78 per l’Est contro l’Ovest. Est più squadra, più solida forse grazie a un Lebrone collante della selezione.

Ore 4.28: Nash la mente di un Ovest nel quale lo stesso canadese cerca molto poco il compagno di squadra Stoudemire, preferendo di gran lunga Nowitzki e il resto della compagnia, come ad esempio Duncan. Howard consegna a Wade che attacca il fondo in maniera immaginifica mettendo il +14.

Ore 4.27: coast to coast per Dwight che poi inchioda una schiacciata che sarebbe normale solamente su Marte. L’Est sembra prendere il largo con l’82-71 quando sono già trascorsi due minuti nel terzo quarto.

Ore 4.25: si ricomincia dal 76-69 con Nowitzki in campo insieme a Duncan e Nash per l’ovest, mentre l’est vede un Lebrone microfonato per ascoltare i dialoghi durante il match.

Ore 4.15: la regia si occupa di mandare sui video dei fortunati che stanno assistendo le dieci migliori azioni del pazzesco All Star del 1992 con alcune giocate di Barkley che rimarranno per sempre nella memoria collettiva: tra le altre la schiacciata in testa a Mutombo o l’incredibile gioco a due Tim Hardaway David Robinson. Al numero uno di queste azioni è stata collocata la magia di Magic che la mette da tre girandosi dopo l’attacco spalle a canestro dall’arco.

Ore 4.10: omaggio alla nazionale statunitense con i mondiali in Turchia della prossima estate. Vengono letti i 27 convocati del grande evento worldwide, con immagini anche dei giocatori Nba che giocheranno in altre squadre. Kobe Bryant e compagni con la tuta della nazionale statunitense. Tra i nomi Derrick Rose, Kevin Love, l’ottimo Westbrook che sta facendo una grandissima stagione risollevando Oklahoma dopo una prima stagione che la franchigia matricola preferisce dimenticare. C’è Derone, c’è Chris Paul ovviamente con le stampelle.

Ore 4.05: “Try sleeping with a broken heart” è appena stata cantata dalla Keys che ora si diletta con Empire state of mind e la “Concrete jungle” newyorkese. Grandissima la presenza scenica della migliore interprete attuale del soul e dell’r’n’b mondiale. I megaschermi alle sue spalle restituiscono immagini di New York. Parte adesso, per questo immaginifico medley, “No One” e Alicia invita il pubblico al più classico dei “make some noise”.

Ore 3.59: Shakira prosegue la sua esibizione attorniata da una ventina di ballerine. Ottima la coreografia, con il secondo brano che sta finendo proprio in questi momenti. La bionda ringrazia il pubblico accorso ad Arlington e credo che il momento sia propizio per dare spazio all’immensa Alicia Keys. E’ proprio così. I video dello stadio restituiscono note di musica classica con Alicia in sfondo in alcune immagini.

Ore 3.52: discinta anziché no Shakira, che arriva in gabbia per interpretare She Wolf e poi improvvisamente si sgabbia per muoversi sul palco. Grande energia e comparse come al solito sistemate sotto il palco. Solo per il compenso alle superstar della musica presenti per la performance si pagherebbe alla grande una media squadra della serie A italiana cestistica per l’intera stagione.

Ore 3.49: attesa, grande attesa per l’halftime show con Shakira e Alicia Keys. La performance di Empire state of mind in particolare è quello che in molti stanno attendendo con impazienza, mentre in molti al Dallas Stadium si sono alzati per il taco d’ordinanza.

Ore 3.43: finisce il primo tempo con l’Est avanti. Carmelo Anthony: “Sembra facile giocare qui ma ci vuole del lavoro. Giocare in un dome non è difficile, ci piace solo divertirci, nessuno di noi vuole perdere”. Queste le dichiarazioni del Nugget a fine primo tempo. Un po’ di numeri: si chiude sul 76-69 per l’Est con James e Howard che raggiungono gli 11 punti mentre all’Ovest i top scorer sono Carmelo con 17 e durant con 10. Sette sontuosi assist a testa per Wade ad est e Nash ad ovest.

Ore 3.41: non riesco a dare un giudizio su un Lebrone marziano: prima salva un pallone già uscito trasformandolo in un assist che il compagno trasforma in tiro da tre, poi stoppa dall’altra parte. Ancora Est in controllo con il 76-67 a meno di un minuto dalla fine del primo tempo.

Ore 3.38: si sveglia Lebrone che con un paio di affondi prova a portare l’Est avanti, e in effetti il team guidato da Van Gundy arriva addirittura al 63-59 quando si toccano i 3’32 dalla fine del secondo quarto. E’ entrato anche Chris Kaman, il naiffissimo lungo che prova a dire la sua con una tecnica effettivamente molto molto valida. Qualcuno dice che in post il centro dei Clippers abbia tra i fondamentali più validi e in effetti è un piacere vederlo.

Ore 3.33: effetto “trincea” per le due panchine. Il parquet appare leggermente rialzato rispetto al terreno con i componenti delle due panchine che si vedono “affiorare” appunto dal lato lungo del parquet. Spettacolo con le cheerleader dei Dallas Mavs per l’intermezzo durante il time out. Ad ovest anche Kevin Durant ha toccato i dieci punti dopo i 13 di Anthony. Ad Est 11 per Howard e 10 per Wade.

Ore 3.30: primi due punti per David Lee. L’ex Florida ce l’ha fatta a segnare ed andare a referto, primi due punti della sua storia cestistica nell’Asg: è Wade in penetrazione a passargli una palla parlante. Siamo sul 51-51 e la partita tutto sommato è godibile quando mancano circa sette minuti alla fine del secondo quarto.

Ore 3.28: Nba Cares, il programma di integrazione sociale per bambini sfortunati, viene introdotto sul palco da Derek Fisher che chiede a tutti il sostegno per le iniziative di tipo sociale della Lega. Ringrazia tutti per essere ad Arlington da parte dei giocatori dell’intera Nba e ringrazia per il supporto al programma.

Ore 3.26: esibizione di un trio atletico in stile Nadia Comaneci, con una ragazza che danza su una trave sorretta da altri due forzuti. Scorrono intanto nel mega video dello stadio le immagini dei giocatori in borghese, ma viene inquadrato una volta di più anche P Diddy. Infezione al cuore intanto per la figlia di Allen Iverson. Le condizioni della piccola non sono delle migliori e noi tutti non possiamo che dare una parola di conforto per il nostro.

Ore 3.23: Deron Williams incanta ma per chi lo conosce bene non stupisce. Pazzeschi sei punti in praticamente un minuto, gli ultimi due sono una schiacciata con carezza del giocatore con il palmo della mano per il cristallo del canestro. L’Ovest arriva al 51-47 ed è tutta farina del sacco di Williams, che tra l’altro ha appena alzato per Pau Gasol in maniera immaginifica.

Ore 3.22: continua il sostanziale equilibrio con il 43-44 per l’Ovest quando mancano nove minuti all’intervallo e all’esibizione dei top singer.

Ore 3.20: Deron Williams incanta prima con una schiacciata sua poi con il passaggio a Kevin Durant per un’altra schiacciata. Incredibili le accelerate del gioco da un momento all’altro. L’Ovest ha un’altra qualità di circolazione della palla.

Ore 3.19: Chauncey Billups parla con il suo quintetto dando istruzioni prima della ripresa del gioco. Entra in campo un altro esordiente, David Lee direttamente dai Knicks. Si riparte dal 37-34 per l’Est.

Ore 3.15: finisce il primo quarto con i primi due punti di Kevin Durant, il campione di domani e di dopodomani come qualcuno lo ha definito. Tra primo e secondo quarto l’esibizione dei Nota, gruppo che esegue a cappella con perizia.

Ore 3.14: si comincia a vedere anche Chris Bosh che strappa un rimbalzo non da poco nel traffico. Siamo sul 34-32 per l’Est quando mancano 33 secondi alla fine del primo quarto.

Ore 3.10: spazio vip con Ludacris accanto a Mark Cuban e P Diddy che ha gli occhiali da sole d’ordinanza. Da leggenda la festa di Pd, dal titolo “Diddy doing Dallas”, titolo che occhieggia a Debbie doing Dallas, pornazzo d’autore di qualche anno fa. Grande Diddy.

Ore 3.07: improvvisamente sale di tono la sfida con un passaggio quasi no look di Deron Williams e una rubata di Lebrone per Rajon Rondo. Il folletto entra in partita ed anche a referto arrivando in maniera decisa a rimorchio e appoggiando al vetro. In doppia cifra Dwight Howard che raggiunge i 10 ed uno stilisticamente perfetto Carmelo Anthony, sempre più ordinato, sempre più maturo, che tocca i 13. Occhio alla concretezza del Nugget, un giocatore apprezzato.

Ore 3.05: si viaggia al piccolo trotto, con pigre uscite dai blocchi per Pierce e una sfida al tiro da parte di Gasol per Howard che sbaglia. 11 rimbalzi totali per l’Ovest e 7 per l’Est.

Ore 3.04: iniziano i primi cambi con Gasol che entra sul parquet insieme a Boozer. E’ arrivato il momento anche per Paul Pierce all’Est e di Chauncey Billups che ad Ovest proverà a illuminare il team. Sostanziale equilibrio a 4′ circa dalla fine del primo quarto con un tondo tondo 23-23.

Ore 3.01: vicino al campo Bill Russell, ormai quasi ottantenne e vero padre spirituale della Lega. Iniziamo dunque a scorgere i primi vip di questo Asg e sono veramente una marea.

Ore 2.57: zingarate da una parte all’altra, da segnalare quella di Wade che porta alla segnatura per Lebrone. La regia, durante il primo time out, mostra di nuovo il remix effettuato da Wade per una delle prime schiacciate del match.

Ore 2.55: attenzione ad Howard da tre che mette il 12-16 dei primi sei minuti che vedono l’Ovest guidare il match. Un Howard che nella training session dell’Est ha provato a tirare sdraiato da centrocampo, riuscendo a centrare il canestro dopo circa trenta tentativi.

Ore 2.53: Stoudemire arriva dal niente e pulisce l’area con rimbalzo e schiacciata che porta al 5-8 dopo circa tre di gioco. Stoudemire con qualche motivazione particolare non tradisce e mostra spettacolo.

Ore 2.51: Anthony tre rimbalzi e quattro punti in fila in sospensione di Nowitzki, ecco i primi protagonisti.

Ore 2.50: Nowitzki inaugura le segnature con l’Ovest che va sul 2-0 su passaggio di Nash e non poteva essere diversamente.

Ore 2.48: la nuvola di Lebrone con il borotalco torna come al solito. Est vestito in completo blu, ovest in completo rosso. Ormai abbandonata la moda di lasciar vestire ai giocatori le tenute bianche e colorate ufficiali delle rispettive squadre. Ragioni di marketing impongono la scelta di completi veri.

Ore 2.46: come si fa ad allestire un campo di basket in uno stadio del football e fare in modo che tutti possano vedere? So che vi siete fatti spesso questa domanda e ora le immagini dell’allestimento scorrono veloci mostrandoci un mondo incredibile.

Ore 2.42: Sky e anche noi rivolgiamo un pensiero ad Allen Iverson, alle prese con un grave problema di salute della figlia. Non può essere dell’Asg e tutti si uniscono idealmente a lui. Video di preparazione in spogliatoio delle All Star vengono in questi momenti inviati. Sono immagini dello scorso Asg. Non può non essere proiettato e ricordato il ballo di Shaq, prontamente riproposto. Grande emozione intanto per Stan Van Gundy e George Carl, i due coach rispettivamente di est e di ovest scelti per la serata.

Ore 2.36. Ormai per tutti noi l’inno Usa è sinonimo di nottate davanti alla tv ma vi dico una cosa, ormai anche l’inno del Canada sta entrando in quel senso nel mio cuore e nei miei ricordi. L’inno viene eseguito da quattro tenori canadesi. Classica presentazione della bandiera americana e poi via con O say can you see. Rachel Wilson, vincitrice di un Grammy, esegue. Mano sul cuore gente.

Ore 2.33: sul palco arriva l’Ovest e fa male vedere Cp3 con la stampella. Deron Williams, Kevin Durant, Jason Kidd appaiono. L’ultimo acclamato all’ennesima potenza dal pubblico. Carmelo Anthony, Tim Duncan, Amare Stoudemire, Steve Nash, Dirk Nowitzki: lo starting five dell’ovest è sul palco. Applausometro ovviamente che vola per classe Dirk ma occhio a quanto è applaudito anche Steve Nash.

Ore 2.27 Dwayne Wade, Joe Johnson, Dwight Howard, Kevin Garnett, e Lebron James salgono sulla pedana: lo starting five dell’est è carico, improvvisa una danza ma non in maniera troppo convinta. Una danza appena appena coreografata che prova ad essere all’unisono senza però riuscire nell’effetto. Lebrone piuttosto carico per dire un eufemismo, facce comunque distese, facce che mostrano grande voglia di divertimento.

Ore 2.24: un anno fa a quest’ora ci stavamo godendo la più incredibile performance di un giocatore durante le intro di un Asg. Parlo della danza di Shaq con i Jabbawockeez, qualcosa di ancora inarrivato. Cosa succederà ora senza Shaq?

Ore 2.22: “Ladies and gentlemen it’s now time for more” è lo slogan della presentazione dell’Asg. Si spengono le luci e partono i fuochi d’artificio, atmosfera elettrizzante come poche negli ultimi Asg. Sul palco è già salito Usher per la prima esibizione che precede la presentazione dei giocatori.

Ore 2.18: incredibile l’atmosfera dentro un Cowboy stadium, con una folla a dir poco brulicante che va in tutte le direzioni. Davvero di meraviglia gli sguardi degli All Star che arrivano allo stadio e si guardano intorno. 215 paesi e 41 lingue: questi i numeri della trasmissione tv nel mondo dell’Asg, mentre arriva anche il conteggio degli spettatori che dovrebbe toccare i 95mila.

Ore 2.06: record è la parola che ci accompagnerà in questa nottata. Cominciamo dunque a parlare di numeri. Il record di attendance per un Asg è 44.735 e fu raggiunto all’Asg del 1989 allo Houston Astrodome. La partita con il maggior numero di spettatori in una regular season Nba è 62.046 al Georgia Dome di Atlanta per Atlanta Hawks-Chicago Bulls del 1998.

Ore 2.03: arrivano le prime immagini anche di Kobe che raggiunge lo stadio. Pantaloni e giacca in lana sul grigio per l’uomo che ha abitato a Pistoia. Mastica amaro ovviamente per il dover lasciare la scena ai vari Durant e Lebrone, ma è anche tranquillo perché sa comunque di poter dire ancora molto in questa Lega, senza che la mancata partecipazione all’Asg mini il suo dominio.

Ore 1.57: niente appare normale nella partita più crazy del mondo. Già stanno girando le immagini irresistibili di Dwight Howard che porta Derrick Rose e coach van Gundy allo stadio con una macchinetta elettrica di quelle che si usano nei campi di golf. Premessina non male per la sfida.

Ore 1.53: è tutto pronto per l’All Star game dei record. Est contro ovest allo stadio di Arlington, Dallas, Texas di fronte a un centinaio di migliaia di persone per polverizzare il record di presenze a una singola partita di basket. Dopo due giorni di feste siamo arrivati al match dei match. Atmosfera di frenesia intorno al Dallas Cowboy stadium, dove per due giorni il villaggio a tema Nba ha intrattenuto i fans.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Basic HTML is allowed. Your email address will not be published.

Subscribe to this comment feed via RSS

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: