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Sfida Real: Real Madrid-Utah Jazz 87-109

Johnson contro Lavrinovic

Johnson contro Lavrinovic


La diretta di Real Madrid-Utah Jazz nell’ambito del tour europeo della franchigia Nba.

20.20: Team in campo per il riscaldamento a Madrid. Utah scende sul parquet con la divisa da allenamento e inizia gli esercizi: corsa avanti e indietro da una parte all’altra dei lati lunghi del campo. Si riconoscono tra gli altri il turco Okur. C’è attesa nella capitale per una sfida davvero stellare con i team di due mostri sacri delle panchine europee (Ettore Messina) e nordamericane (Jerry Sloan, oltre mille vittorie raccolte in carriera). Vistalegre che dovrebbe raggiungere il tutto esaurito.

20.43: Vistalegre pieno con decine di maglie Nba diverse come ci si aspettava, indossate dai tifosi sugli spalti. Presentazione in stile Nba. Madridisti carichi. Battere i Jazz sarebbe importante anche per il morale, dopo la sconfitta in Supercoppa contro Barcellona. I madridisti hanno in mano una piccola busta blu ciascuna, forse un regalo. E infatti è così, con lo scambio di doni tra i giocatori. Baci e abbracci.

20.45: Miele a profusione in campo con il saluto di Sweet Lou Bullock ai Jazz e quello di Boozer all’Europa. Microfono in mano, entrambi a centrocampo. Boozer ovviamente chiude in spagnolo il suo saluto. Boozer nello starting line up. Anche Garbajosa parte in quintetto.

20.46: Okur, Brewer, Williams, Boozer, Mathews per Utah. Per Madrid Velickovic, Lou Bullock, Garbajosa, Prigioni, Hansen. Questi i quintetti iniziali. Madrid in divisa bianca, Jazz con quella celeste da trasferta.

Llull contro il Derone Williams

Llull contro il Derone Williams

20.50: Bullock apre le marcature per il 2-0. La mano dell’ex Verona è come al solito ultra vellutata. Per il resto qualche sportellata, con Boozer che subisce il fallo in avvio. A centro area Van den Spiegel manca causa infortunio.

20.56: Okur prende confidenza con il tiro da tre regalando il provvisorio 9-2 per i Jazz dopo circa tre minuti e mezzo di gioco. Entra anche Lavrinovic (il fratello ovviamente) e regala un jumper vincente dalla media a Garba.

20.58: Lotta sotto canestro, con Lavrinovic che cade a centro area proteggendo il pallone e Okur, già in ritmo nonostante la preseason sia iniziata da poco, che si getta a sua volta sulla sfera. Buona la difesa e la circolazione di palla di Madrid, con Lou che segna ancora sul velluto mostrando la stessa brillantezza che i tifosi italiani hanno potuto apprezzare sui loro parquet. 8-13.

21.02: Williams to Boozer è il nuovo Stockton to Malone. Incredibile come Jerry Sloan abbia sostituito i protagonisti ma non il gioco, sempre pulito, sempre a base di pick&roll che incantano. Non è una novità ma vederlo su un parquet europeo fa il suo effetto. Entra Kaukenas che fa un coast to coast da applausi. La concretezza europea spesso batte la fisicità statunitense. 14-10.

21.05: Vantaggio per Madrid 15-14: cambiano gli interpeti ma rimane una circolazione di palla d’autore, con il canestro di Lull che fa rimettere agli spagnoli la testa avanti. Lavrinovic sbatte un po’ contro la frontline dei jazz ma trova lo scarico per Kaukenas che segna dalla media.

21.07: Primi due punti per Velickovic: l’86 ex Partizan di Belgrado prende coraggio e in percussione, con passo e tiro, mette dentro il canestro.

21.09: Illegale la bellezza delle danzatrici dei Jazz. Timeout lungo e ovviamente l’Nba ne approffitta per giochi e giochini. Si pubblicizza in campo Nba Live 10, più che un videogioco un vero film. Partite che sembrano vere e proprie riprese televisive. 17 pari.

21.13: Una partita sull’equilibrio del 21 pari. Darryl Dawkins è in poltrona in prima fila al palazzo. L’Nba ha in lui un grande uomo immagine con il suo faccione simpatico. Esce Velickovic ed entra quello straordinario atleta che è Hervelle. Viva il Belgio che almeno un campione ce lo ha dato.

21.14: Si chiude il primo quarto: 23-21. Impressionati da Llull e dall’autorità con cui ha segnato la sua tripla. Lui è uno di quelli che tiene particolarmente a vincere la gara, essendo stato scelto da Denver e poi ceduto, quanto a diritti, a Houston. Ma anche Messina ha preparato la gara con ogni accortezza, lui che più degli altri è il chiacchieratissimo, possibile futuro primo coach di formazione europea su una panchina Nba.

21.18: Si riparte con l’odiosa musichetta strumentale “Se sei felice e tu lo sai batti le mani” che accompagna l’inizio di ogni attacco. Dentro Okur e Ak47. C’è anche Paul Millsapp che in maniera magistrale si appoggia su Hervelle per due punti che il belga non avrebbe mai potuto impedire.

21.21: Utah sta avendo il controllo sulla gara andando sul 23-31. In controllo soprattutto Eric Maynor, il classe ’87 scelto dai Jazz e proveniente da Virgina Commonwealth. Incredibile il suo scarico per Millsap.

21.24: Time out con il già visto bendaggio degli occhi di un tifoso del pubblico che deve, con le indicazioni della folla, riuscire a toccare il sosia di Elvis per vincere una serie di premi.

Dupree contro Hansen

Dupree contro Hansen

21.26: Lou Bullock se ne attira quattro in zingarata in area e Madrid piano piano riesce a recuperare, arrivando fino al 30-35 per Utah.

21.29: Maynor e Hansen sono senza dubbio i due protagonisti del momento. Madrid rimane in contatto con il 34-39 propiziato proprio dai due. Hansen prima da tre e poi da due, Maynor incredibile una volta di più l’intesa con Millsap: finta di pick & roll e poi passaggio che si conclude con la schiacciata.

21.33: Pur non avendo in campo i primissimi della rotazione Sloan riesce ad ampliare il vantaggio (34-43) di Utah contro Madrid. In campo Dupree per Sloan mentre tornano Garbajosa e Kaukenas per Madrid e la circolazione di palla ne risente in meglio. Duello di cravatte tra Messina e Sloan, blu per il primo, a pallini cangianti il secondo.

Il greco dei Jazz Kosta Koufos va a punti

Il greco dei Jazz Kosta Koufos va a punti

21.35: Rircordi trevigiani: Sloan mette in campo Spencer Nelson. Sì, proprio lui, approdato quest’anno dai mormoni. Sfrutta il mancato taglia fuori e mette i suoi primi due punti. Madrid fisicamente sembra sciogliersi al sole. Quattordici punti per Millsap nel secondo quarto ma di sicuro il nostro deve ringraziare la sapienza con cui il backcourt ha smazzato assist.

21.39: Mancano 2 minuti alla fine del secondo quarto ma il 35-49 dice che Utah tiene il punto anche in difesa. Roccioso Millsap che chiude la strada. Dietro Dawkins, con un completo giallo di rara bellezza giacca e pantalone, anche l’ex Seattle Supersonics Schrempf.

21.41: Utah con Dupree e Alexander Johnson in campo quasi doppia il Real, lasciato su un triste 35-53. Sembra difficile riuscire ad attaccare l’area colorata dei mormoni. Ultima azione, uncidi secondi dalla fine, pazzesca circolazione di palla Lavrinovic per Garba che passa senza guardare nell’angolo per Hansen che ne mette tre. Dall’altra parte, per l’ultima azione, lo gela Dupree per il 56-37 con cui si va al riposo.

21.44: Un po’ di boxscore durante la pausa taco (molto meglio della pausa sigaretta, ma non ditelo alle multinazionali). Illegale Millsap con 18 punti, tre rimbalzi e due palle rubate: 8/8 da due per “Mill”. Nove i punti di Okur, 4 i rimbalzi di Koufos. Per il Real sono 7 i punti di Hansen così come quelli di Bullock e di un Kaukenas che forse stenta un po’ ad entrare in partita. Sono 7 i rimbalzi per Lavrinovic.

21.53: Dawkins firma autografi nell’intervallo, con un paio di Jazz che tornano quasi subito a tirare. Vistalegre più freddino di quanto si potesse pensare quanto a tifo nel primo tempo. La O2 Arena l’altra sera per Jazz-Bulls era forse leggermente più coinvolta. Ricordiamo che questa è l’unica partita dell’anno tra un top team europeo e uno Nba nel Vecchio Continente. La partita ha il marchio Nba Europe Live, come, tra l’altro, Boston-Toronto di due anni fa a Roma.

21.59: Ricordo di Fernando Martin, scomparso in un incidente automobilistico, una delle glorie del Real Madrid, un vero talento che tutti ricordano per il velluto che aveva nelle mani. C’è il fratello di Martin, c’è anche Schrempf in campo. Un momento toccante prima che il gioco riprenda.

22.01: Inizia il secondo tempo e Messina mette il backcourt migliore con Llull e Bullock, mentre anche Sloan propende per l’argenteria con Williams e Boozer.

22.05: Siamo a -17 (44-61) dopo tre minuti di gioco. Arriva la cifra dei punti interni: 8 Real, ben 23 Utah che conferma la bontà del suo impianto, da vent’anni sempre lo stesso. E per questo ci piace. Madrid in campo freddina, con un passaggio di Llull da dimenticare. Deron Williams incanta con una tripla: he can create a shot on his own, direbbero gli scout.

22.09: Il collettivo (espressione agghiacciante, terribilmente giornalistica, e mi ci metto dentro) di Sloan arriva al massimo vantaggio (+22). Deron Williams doppia in maniera imbarazzante Llull sul primo passo e poi smista comodamente per Brewer che arrivava dal lato debole.

22.14: La mascotte di Utah che si sgonfia è l’attrazione nello spettacolino durante il time-out lungo chiamato da Utah. La redazione di Tgil ricorda che le regole del match sono statunitensi, con i 12 minuti per quarto e il tiro da tre punti a distanza Nba. Arrivano intanto le prime foto.

Kaukenas energico contro Johnson

Kaukenas energico contro Johnson

22.23: Siamo sul +25 per Utah e la partita forse perde un po’ di interesse. Llull torna in panchina non troppo soddisfatto, forse nel constatare di come il primo passo di Williams lo abbia bruciato. Sloan tiene Boozer in campo quando siamo a 3′ dalla fine del terzo. Buon movimento di Kyle “Sono bello” Corver per il 54-79.

22.25: Colpevole il mio non soffermarmi sugli arbitri. Ovviamente anche loro arrivano dalla Nba, che ha fornito qualsiasi cosa per questa partita. Sono Buchert, Carr e Martin, ovviamente riserve vista la serrata degli arbitri ufficiali dell’Nba a causa della vertenza con la lega delle leghe. Mai avrebbero pensato un mese e mezzo fa di farsi questo giretto in Europa.

22.31: Passa quasi in secondo piano il passaggio con il terzo occhio di Kaukenas per Hervelle. Il belga va a punti appoggiando al tabellone ma davvero col contagiri e precisa al millimetro la palla dell’ex Siena, fenomenale, almeno per il gioco europeo. Siamo 60-87 a terzo quarto quasi finito. Le statistiche restituiscono un 14-48 per i Jazz quanto a punti nell’area piccola.

22.34: Finisce il terzo quarto e siamo a +26 per Utah. E’ un 63-89 che rende chiari i valori in campo, almeno allo stato attuale della preparazione delle squadre. E’ 18-4 per Utah la statistica dei punti in contropiede.

22.42:Si rivede in campo Lou Bullock, in realtà utilizzato con il contagocce da Messina. Sweet Lou mette una tripla di buonissima fattura dando il 69-93 a Madrid, mentre sul parquet, durante il time out, scatta il cheerleading time con una squadra di uomini e donne per le più classiche acrobazie.

22.45: Utah abbastanza in controllo e allora, nei commenti, c’è chi spazia fino ad arrivare al cambio di capigliature di Kirilenko, presentatosi con riga da ragioniere a Londra, che a Madrid sfoggia una frangia di tutto rispetto.

22.49: Per Messina il match si trasforma in un buon allenamento nel quale sperimentare senza pensare troppo al punteggio. Hervelle e il giovane Dasic, portato dall’Europa dell’est da Madrid proprio da Messina, sono in campo. Velickovic fa vedere buone cose in arresto e tiro mentre Sloan tiene fermamente in campo il secondo quintetto. Supera i 100 punti il team Nba: siamo 77-102.

22.53: La partita non troppo avvincente (80-104 a 4′ dalla fine) spinge a una panoramica sul resto dei risultati della pre-season Nba. I Pacers vincono 126-104 contro i Nuggets. Sono 14 per Billups e 17 per Melo Anthony ma non basta contro i 20 a testa di Hibbert e Murphy.

23.00: Time out lungo e lancio delle magliette con le fionde, un altro dei grandi classici negli intervalli Nba. Ogni volta che vedo la scena del lancio magliette mi viene in mente la morte di Maude Flanders, e chi è pazzo di Simpson sa di cosa parlo. Rest in peace Maude, non ti dimenticheremo.

23.07: Finisce il match: è 87-109 il finale di un match che in pratica è terminato con la fine del primo tempo. L’mvp è sicuramente Millsap, sicuro nel cercare il ferro, aiutato ovviamente dai giochi a due con le point guard di Utah. Ingiudicabile secondo il parere di The Game I Love il Real, visto che oltre all’assenza di Van den Spiegel Messina ha utilizzato con il contagocce Lou Bullock e Prigioni, due pedine non da poco. La gara del Real finisce più che altro quando cala la reattività e Utah, fisicamente superiore, inizia ad avere campo libero. Qui il boxscore e tutti i fatti del match.

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