Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Che fine ha fatto Pavel Podkolzin?

Pavel ai tempi di Dallas

Pavel ai tempi di Dallas


Che fine ha fatto Pavel Podkolzin? Non so perché questa domanda mi frulli nella testa in questi giorni. Ma tutto questo non poteva non trovare uno sfogo naturale nello scrivere di Pavel Podkolzin, 24 anni. E della sua fine o forse della sua rinascita. Lo ricordo nel 2004 a un torneo Cadetti collaterale alle Final Four di Coppa Italia. Si giocava Varese-Treviso al Villa Romiti di Forlì (in quella partita c’era anche quel mito di Gino Cuccarolo in maglia biancoverde). Pavel: due metri e venticinque, 120 chili circa. La leggenda che ci fosse una disfunzione alla base della sua crescita era in realtà un fatto vero.

Cominciamo dalla fine: è tornato a Novisibirsk, la città in cui è nato, nella remota Siberia. Dopo esser stato per tanto, forse troppo tempo, una promessa e un prospetto Nba. Gioca in Russia ormai dal 2007 e la sera, nelle freddi sere di Novosibirsk, esce con i suoi amici di sempre. E’ tornato nella sua città. Un letterale giro del mondo: dalla Russia a Varese, da qui in Nba (ai Mavs). Poi il basket nordamericano, che lo aveva corteggiato, lo rispedisce al mittente. Lo taglia. Lui torna in Russia dove ora io spero che abbia trovato la sua dimensione. Ma la sua è la triste storia dei tanti, troppi giganti dell’est che venivano portati in Europa solo perché molto alti. Quei lunghi senza tecnica dei quali gli scout Nba si innamoravano spesso in maniera immotivata. Danneggiandoli.

-39 C in una strada di Novosibirsk

-39 C in una strada di Novosibirsk

Non guardate il fatto che è un gigante sulla carta disegnato apposta per il basket. Consideratelo un ragazzo come tanti che da un giorno all’altro la sua squadra natìa, il Lokomotiv Novosibirsk, decise di inviare in Italia, a Varese, il cui settore giovanile era gemellato con i siberiani. «In Italia sono arrivato – racconta – perché la mia squadra, il Lokomotiv di Novosibirsk, era gemellata con Varese. Un giorno il presidente mi ha chiamato e mi ha detto “Preparati, tra un mese parti per l’ Italia”. Non ci ho pensato un attimo perché avevo bisogno di allenarmi bene e nella mia città mancava persino una palestra come si deve. Per venire in Italia ho interrotto anche il liceo, ma la scorsa estate sono tornato a casa per dare gli esami di maturità».

Lascia tutto, abbandona il progetto di laurearsi in filosofia e, pur dichiarando che lui vuole solo allenarsi e migliorare, sente dentro di sé la parola magica, Nba. Gli scout si gasano perché, a differenza di altri centri giovani ma ancora fisicamente acerbi, Pavel ha già una struttura muscolare definita. Fa letteralmente paura visto a tu per tu, ve lo garantisco. Vedono in lui il materiale su cui lavorare. All’inizio Varese non lo tessera, poi l’esordio in prima squadra nel 2002/2003 in serie A contro la Oregon Cantù in un pomeriggio di febbraio: 17 punti, 12 minuti, 10 rimbalzi. Impatto devastante. La gente canta “vogliamo il siberiano” e anche “La vita in diretta” lo intervista.

Ma la parola magica resta Nba. Masnago si tramuta in un punto di incontro per gli scout di tutte le franchigie. Al bar del palazzo si parla quasi più americano che italiano. Arrivano Sacramento, Portland, Atlanta, Seattle, Denver. San Antonio chiede informazioni. Il meccanismo per cui un prospetto diventa un tormentone è sempre quello. Un paio di emissari ne parlano e gli altri vanno dietro.

La forza del nome di Pavel porta gli Utah Jazz a sceglierlo alla ventunesima nel draft 2004. E’ l’anno in cui la prima scelta e’ Dwight Howard e la seconda è Emeka Okafor. E’ il draft dei big men e Pavel c’è dentro. Poi inizia una trattativa tra Dallas e Jazz. I primi offrono ai secondi una scelta al primo giro in cambio dei diritti su Pavel. Utah accetta e il nostro si trova alla corte dei Mavs pieno di speranza.

Il giorno del draft

Il giorno del draft

Ma le vie dell’Nba, si sa, spesso sono effimere e sono troppe le variabili grazie alle quali riesci a farti un nome. Pavel si rompe un piede e in pratica salta oltre la metà della prima stagione, il 2004/2005. Lo piazzano nella lega di sviluppo, con Fort Worth, la squadra satellite di Dallas in Nbdl. Ma da lì non riuscirà mai a rialzarsi veramente. Il primo anno va a referto cinque volte, il secondo anno una. Quindi l’esperienza di Pavel in Nba arriva al capolinea. Proprio in qualità di “terzo anno” gli è proibito, secondo le regole Nba, scendere in Nbdl. Insomma o gioca con i Mavs veri o torna in Europa.

Casi strani della vita. Dallas taglia Pavel per far posto a un altro che poi diventerà un po’ italiano: Pop Mensah Bonsu, ala forte di origine inglese dalla reattività pazzesca che poi vedremo a Treviso. “Pavel ha i mezzi ma deve migliorare e fare esperienza sul campo. Non gli è preclusa una nuova esperienza Nba in futuro”, dicono i Mavs con gentilezza. Torna in Russia, prima al Khimky e poi a casa. La sera esce di nuovo con i suoi amici, quelli che quando era a Varese vedeva solo via webcam dalla sua camera italiana.

Annunci

3 Responses to “Che fine ha fatto Pavel Podkolzin?”

  1. cybermax67

    A Varese è passato come una stella cometa e adesso si è inabissato nel freddo polare della Siberia senza ingaggi, senza squadre.

    Rispondi
  2. thegameilove

    E’ la storia di un ragazzo che il basket ha “divorato” rapidamente. Purtroppo ci sono tanti Pavel in giro, ma d’altronde è anche vero che non ci può essere spazio per tutti tutti

    Rispondi
  3. daniele

    25/09/2012
    Ho trovato Pavel in istria a Porec.Era con la sua squadra il lokomotiv novosibisk
    al mio stesso hotel che si allenavano.Penso fossero in ritiro.Non lo conoscevo,ma ho subito cercato chi fosse.Ora se vi interessa saperlo è tornato nella sua squadra natale.
    Anche se non lo conosco mi spiace per la sua storia perchè da vicino sembra proprio un gigante buono con un buon sorriso per tutti e cortesia.
    salve a tutti

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Basic HTML is allowed. Your email address will not be published.

Subscribe to this comment feed via RSS

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: