Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

All Star Game 2010, are you in?

L'interno dell'astronave

L'interno dell'astronave


Immaginate una mega astronave spaziale. No, più spaziale. No, ancora di più. Non ci riuscirete mai. Se non lo visitate, e chi scrive non lo ha fatto, non potrete mai capire cosa il Texas ha realizzato. Dallas Cowboys Stadium. Entrate gente nell’astronave da oltre centomila posti. E ammirate dove l’uomo possa spingersi nella costruzione di arene. Sarà il Colosseo del 4000 dc, c’è da giurarci. Provate l’ebrezza delle vertigini guardando una partita da decine di metri di altezza. Perdete la testa nei mega bar, nei mega negozi, nei mega ristoranti. Restate a bocca aperta di fronte al mega jumbotron sospeso nell’aria, come una tv hd al plasma del vostro salotto, ma grande migliaia di pollici.

Lo hanno inaugurato il 6 giugno. Con una partita? Troppo semplice, perché i texani vogliono musica country prima di cominciare a ragionare di sport, e il concerto inaugurale è stato il massimo del country, con sul palco il vate di questo genere così sconosciuto in Europa. George Strait, quello di “Pure country”, adorato come la Pausini da noi ma credo con qualche zero in più sul conto.

Credo che entrare nel Dallas Cowboys Stadium sia come entrare nel mondo artificiale che l’umanità si crea in Wall-E, lo straordinario film di animazione uscito pochi mesi fa. Altoparlanti che ti raccontano dove andare e cosa fare. Vuoi il sole? Ti apriamo il tetto mobile. Vuoi un evento indoor? Lo richiudiamo, che problema c’è. Per riprendere quel tot di bilioni di dollari spesi per una struttura che E.T. chiamerebbe tranquillamente casa il Dallas Stadium ha fatto cappotto. Nel senso che ospiterà tutti i grandi eventi sportivi dei prossimi due anni. Perché uno stadio così è perfetto per il calcio, ora che gli americani stanno impazzendo per il soccer continuando però a non capire perché gli europei lo chiamino “football”. Domenica 26 luglio arriva il Chelsea, che come tutti i top club d’Europa fa il suo bel tour promozionale e incontrerà i messicani del Club America.

Ancora l'astronave

Ancora l'astronave

Statene sicuri che John Terry, la cui somiglianza con Kevin Spacey si fa vieppiù imbarazzante, per una volta rimarrà stupito anche lui. Giocare nell’astronave è un privilegio da raccontare. Per questo nel 2011 ad esempio, sempre a proposito della fitta agenda del nuovo stadio, lì si giocherà il Superbowl. Scontato direte, non poteva che essere così. Perché questa premessa così lunga su soccer e football? Perché in mezzo alla partita del Chelsea e al Superbowl del 2011 il 14 febbraio del 2010 quelle centomila persone ci entreranno per la più pazza idea che sia venuta in mente all’Nba: giocarci l’All Star Game. Tutto già deciso, tutto già partito. Credo che Mark Cuban, pazzo proprietario dei Mavs, abbia pensato a un All Star Game nell’astronave appena ha visto costruire le prime fondamenta. Un’idea fissa. Il campo da basket sarà al centro del campo di football. Così, oltre ai più di ottantamila, si ricaveranno pare altre migliaia di posti intorno al parquet.

Jumbotron hd

Jumbotron hd

L’ha detto a David Stern, commissioner Nba impegnato un giorno sì e l’altro pure a contenere le idee di Cuban. Stern prima ha sorriso, poi non ha sorriso più, capendo che la cosa si poteva fare. Ma si è preso quattro mesi per pensarci. Poi ha detto sì. L’idea è stabilire il nuovo record, e verrà polverizzato, di spettatori ad una singola partita di basket. Il record, 44.735 persone, era stato stabilito all’Astrodome sempre in Texas, ma a Houston, per l’All Star Game del 1989. Ora Dallas è pronta a battere il record. E se non riuscirete a trovare un biglietto beh, significa proprio che non avete santi in paradiso. Con centomila a disposizione ce la dovreste fare. Io intanto sono pronto a vendere a suon di bigliettoni a Cuban il motto dell’All Star Game 2010. Che fa così. All Star Game 2010: are you in? Lo slogan dello stadio ce l’ho invece già da tempo. Dallas Stadium: even E.T. feels at home.

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