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Il Mago, Mister 50 milioni: “Sì, pensai di lasciare Toronto”

Andrea Bargnani

Andrea Bargnani

Dall’ufficio stampa Sky

La stella italiana del basket NBA Andrea Bargnani, fresco di rinnovo del contratto con i Toronto Raptors, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24.

Sul rinnovo del contratto con i Toronto Raptors
Ero molto emozionato. L’ho firmato a mezzanotte e un minuto, non appena scattava l’ora del mercato. Sono contentissimo, è una soddisfazione incredibile. E’ una cifra molto importante che mi da sicurezza però mi mette molta più responsabilità addosso e mi fa sentire in dovere di continuare a lavorare per cercare di migliorare ancora di più. E’ chiaro che parlare di certe cifre nel basket italiano non ha senso, però credo sia una bella cosa, una soddisfazione per tutto il movimento e per la pallacanestro italiana.

Come festeggerai il rinnovo del contratto?
Comprerò una casa a Roma. Avevo già comprato una casa a Toronto e adesso lo farò a Roma. Poi, non so, non ci ho ancora pensato. Non credo di fare cose strane.

C’è mai stato il rischio di andare via da Toronto?
Quando non giochi, giochi poco e sei frustrato, l’idea di andare via c’è. Io all’inizio ce l’avevo però, nella città di Toronto stavo molto bene e quindi mi avrebbe dato fastidio andare via perché non giocavo. Ho provato a fare di tutto per rimanere ma se non avessi continuato a giocare, sarei andato via perché io impazzisco se sto senza giocare.

C’è stato un momento in cui qualcuno ti ha detto che il rischio concreto di lasciare Toronto esisteva?
No, questo no. Nessuno me ne ha mai nemmeno parlato. Solo io, con il mio agente, nei momenti di frustrazione.

Il tuo rapporto con la Nazionale
Le mie rinunce alla Nazionale in passato sono state molto criticate ma uno nella vita fa delle scelte ed è giusto che arrivino anche delle critiche. Io, in quel momento, l’anno scorso, sono stato un po’ egoista però, dal punto di vista personale, era più importante fare un lavoro individuale e pensare a me e alla mia carriera NBA, soprattutto perché venivo da una stagione difficile e avevo visto cosa voleva dire deludere le aspettative e prendere tonnellate di critiche tutti i giorni. Non volevo assolutamente che questo succedesse ancora, volevo cambiare questa cosa e per questo ho deciso di dire no alla Nazionale. E’ una cosa che rifarei, se tornassi indietro. Tra l’altro, non è stata un decisione solo mia, anche i Toronto Raptors mi avevano chiesto di fare un lavoro individuale e quindi non volevo dire di no nemmeno a loro. Spero che non ricapiti più.

Ti senti il leader della Nazionale?
Uno non decide di essere leader. Uno diventa leader se gli altri lo fanno diventare. L’unica voglia che ho adesso è di andare in Nazionale a giocare con tutti i compagni. Penso solo a questo, a divertirmi, a creare un bel gruppo e a giocare a pallacanestro senza parlare di soldi e di leadership.

Se dovessi scegliere tra vincere il titolo NBA o la medaglia olimpica con la Nazionale?
E’ difficile, ma adesso come adesso vorrei vincere il titolo NBA.

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