Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Showdown in Chinatown!


Questo blog è stato in pratica apposta per questo momento. Il momento del report dello Showdown in Chinatown. L’organizzatore è quel gran genio (purtroppo non mio amico) di Steve Nash. L’evento c’è stato anche quest’anno, mercoledì 24 giugno. Niente scherzi: qui si gioca a soccer sul serio e anche se l’evento è benefico nessuno ci sta a perdere. Nash nostro, da sempre patito di soccer (si sente abbastanza spesso con Del Piero), organizza per il secondo anno consecutivo l’evento benefico. La partita è incredibile perché è il momento in cui basket e calcio si incontrano ai livelli più alti. Non solo perché puoi vedere Raja Bell contro Edgar Davids, ma anche perché proprio visivamente il concetto di playground si avvicina al soccer quantomai: campetto in sintetico in mezzo alle case con la gente attaccata a bordo campo (e alle reti) per vedere uno spettacolo unico a pochi centimetri dal proprio naso.

Steve requisisce il campetto del Sarah Delano Roosvel Park, il parco in lower Manhattan che lambisce Chinatown (per questo showdown in Chinatown). Ma se la partita è a ingresso gratis, come la Steve Nash Foundation raccoglie i fondi? Ma attraverso la parola magica: after party. La partita è nel pomeriggio, a sera si fa festa e se vuoi il biglietto per bere una birra con Kalou del Chelsea (il sogno di tutti noi) devi pagare diversi dollari. Un po’ lo stesso concetto di altre iniziative benefiche come il ritiro della jersey di Vlade a marzo.

Squadre a otto, alle sei precise di sera tutti lì. L’ora perfetta per il campino, l’ora che tutti noi pazzi del playground aspettiamo ogni giorno d’estate (se non ogni giorno, almeno ogni giorno in cui siamo off work). Le magliette le porta Steve. L’anno scorso gialli contro blu, quest’anno blu contro bianchi. Il bello è che anche i pantaloncini li porta Steve per tutti. Ma non sono veri pantaloncini, ma bermuda con addirittura le tasche. Roba veramente naif ragazzi. Credo che l’evento valga il viaggio apposito a New York.

parker

Come la vedete questa ripartenza di Tony “champion du monde” Parker? Il tecnico ex Brescia Nedo Sonetti (detto il ragazzo del Cotone, e Cotone è il quartiere di Piombino in cui è vissuto) apprezzerebbe. Nash ha fatto vedere un po’ di numeri. Gioca veramente bene, detto anche da Del Piero. Grant Hill ci ha provato: non è andata malissimo. Chris Bosh, ammette il New York Times, non aveva mai toccato palla coi piedi prima d’ora. Ha corricchiato per il campo, ha fatto un autogol, ha ciccato il pallone di testa su cross. Ma tutto il mondo è paese, e se non c’erano tifosi del Milan che chiedevano ad Henry di passare in rossonero ce n’erano dei Knicks che hanno chiesto a Steve nostro e Bosh, presto free agent, di passare alla franchigia newyorkese. Ecco, per una volta che il calcio si sprovincializza, mi si provincializza il basket.

Ps: se ce la fate a ricostruire le squadre mi fate un favore. So solo che Parker era contro Davids, che era con Grant Hill. Ma chi le ha fatte le madri?

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