Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Kleiza e i suoi genitori: gente “in the paint”

Kleiza in un ritratto a matita realizzato non dalla madre ma da un tifoso

Kleiza in un ritratto a matita realizzato non dalla madre ma da un tifoso


Quanti di voi sanno che la Rome Zoo è la crew hip hop da cui sono nati artisticamente il Piotta e i Flaminio Maphia? Nessuno, così come nessuno sa che i genitori di Kleiza sono due pittori. Uno dei rari casi, nelle famiglie Nba, in cui i genitori sono più talentuosi dei figli. La storia non è farina del mio sacco, io che tra i reporter faccio parte della schiera degli sprovveduti. Arriva dal New York Times, che ha intervistato Egidijus e Kristina Kleiza, padre e madre di Linas nostro, che com’è come non è si sta vedendo i playoff in primissima fila e sta dividendo gli spogliatoi con Billups.

I due sono artisti, e che popò di artisti: si sono laureati al Vilnius Institute of Art. Poi la Lituania, come tutti i paesi ex comunisti, attraversò il suo periodo nero negli anni della transizione. A quel punto i due, con Linas ancora piccolino, dissero che se proprio dovevano iniziare a vivere nel capitalismo, volevano farlo nella Patria del capitalismo. Andarono quindi in Usa che Linas nostro era undicenne o poco più, lasciando il piccolo in patria con i parenti. Decisi a portare il piccolo e il fratello Zilvanas negli Usa il prima possibile.

La loro specialità? Gli affreschi e il trompe d’oeil. I loro committenti? I ricconi delle case della New York area, che è la zona in cui vivono e hanno sempre vissuto. A Stony Point, il loro paese nello stato di New York, la casa narrano sia pazzesca: gli spazi non ci sono ma vengono creati dai lavori di mamma e papà, specializzati nel dipingere strade della vecchia Parigi.

Insomma, sono stati loro a lasciare la Lituania per primi. Linas intanto è andato anche lui in un’accademia lituana, ma quella nella quale si riuniscono le maggiori speranze della palla a spicchi del Paese. Nel 2001, ad agosto, pronto per il grande salto, è arrivato negli Usa da mamma e papà: non fu proprio il momento migliore. Andarono tutti a New York e si fecero le foto sulle torri proprio pochi giorni prima che tutto crollasse.

I coniugi Kleiza, courtesy Nyt

I coniugi Kleiza, courtesy Nyt

Mamma e papà dipingevano nelle super ville, lui intanto ha iniziato la trafila. Prima la high school, poi due anni all’università di Missouri, quindi la pick numero 27 al draft 2005 da Portland, che lo girò subito ai Nuggets. Poi l’inizio dell’avventura vera. Non è che Kleizone sia arrivato nel momento migliore, chiuso com’è nel suo spot di 3-4 da Carmelone Anthony, come ricorda il New York Times. Nel primo match di semifinals contro i Mavs 7 minuti e zero punti per Kleiza.

Che forse sta già pensando inorridito a quest’estate, quando dovrà dare una mano per affrescare. Ma l’unico aiuto che può dare è che è alto e arriva facilmente dappertutto, dice papà Kleiza. Per il resto lo stesso player riferisce che quanto ad arte il suo talento è a zero. Egidijus e Kristina non creano lo spazio nelle case che dipingono, ma letteralmente e idealmente aprono i muri con le loro invenzioni. Non guarderete più Linas con gli stessi occhi in questi playoff eh? In una lega in cui se ti va bene tuo padre, pregiudicato, ha piantato tua madre subito dopo il tuo concepimento, ci volevano genitori europei per portare finalmente una ventata d’arte in Nba. Se quest’estate passate da Stony Point, fatevi indicare casa Kleiza e passate per un té.

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