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Non t’ho vista, t’ho vissuta

Rondo e tutti gli altri

Rondo e tutti gli altri


Boston Celtics-Chicago Bulls 127-128,il tabellino.
Guardarla live è come vivere in un’altra dimensione a partire dal secondo time out in poi. Chicago ha in pratica vinto la sua Nba, portando a gara 7 Boston nei quarti di finali di conference ad est Il dibattito se questa sia la serie più bella di sempre è apertissimo. Tre overtime in questa gara 6 a Chicago, sette in tutta la serie. Una sfida attesa anche in Italia dai fans Celtics. I Bulls vincono contro tutto e tutti, contro una gara sfiancante, contro i 51, leggasi 51 punti di un Ray Allen principesco, contro il parziale di 18-0 che nel quarto quarto aveva chiuso la sfida a favore di Boston. Chicago forse è stata più squadra: tre almeno gli uomini determinanti in singoli momenti. Brad Miller, 23 punti, che ha salvato i Bulls propiziando il 101 pari. Noah che ha schiacciato il 125-123 nel terzo overtime. E Derrick Rose: dovrà spiegarci secondo quale legge della fisica è andato a stoppare Rondo in fade away sul 127-128 dando la vittoria a Chicago. Il re della gara rimane John Salmons, l’ex Sacramento, destinato a una stagione anonima, approda ai Bulls e scrive un pezzo di storia Nba con i suoi 35 punti. Nessun dibattito. E’ la serie più bella di sempre.

E’ un primo quarto firmato Salmons e Scalabrine, tanto per capire che aria tira nella serie più pazza ma anche più bella da un po’ di tempo a questa parte. Doc Rivers opta all’inizio per il raddoppio su Gordon e Rose ma questo indebolisce la frontline dei Celtics. Che subiscono nei primi minuti l’atletismo una volta di più pazzesco delle point guard dei Bulls. In buona parte il parziale dei Bulls si costruisce in questo momento del match. Dopo un inizio in equilibrio dunque (7-7) parte la follia di Salmons che con due triple (17-11) prova a scrivere la storia della partita. L’ex Sacramento arriva a 16 pazzeschi punti nel solo primo quarto. A Del Negro non sembra vero di dare fiducia alla sua ala.

Ottima comunque la contromossa di Rivers che invita Scalabrine ad entrare al posto di Perkins, mantenendo Glen Davis come seconda torre. Siamo sull’11-19 e l’intuizione di Rivers consente ai Celtics di rimanere in linea di galleggiamento. Nel fatturato di Scalabrine un ottimo sfondamento procurato contro Miller e una tripla (18-28) davvero fondamentale (7 punti per Scala nel quarto). Poi le tesissime storie Rondo-Hinrich che chiudono la frazione.

Come contrastare il 64% dal campo dei Bulls? Doc Rivers ci prova in ogni modo, ma certo Chicago si prende tiri comodi (e la difesa di Eddie House su Gordon può essere certamente migliore di quella vista ad inizio seconda frazione). L’allenatore dei biancoverdi chiede a Ray Allen gli straordinari e il nostro risponde da uomo straordinario. Con 8 punti in 2 minuti, una perla nella perla della serie. Allen e un incredibile Baby Shaq (continua a mostrare fade amay alla Kobe, ma lui pesa quei trenta kg in più, pazzesco) cambiano le carte in tavola: 41-48, 44-48, fino al 50 pari.

Solo un Rose fuori dal comune (20 punti nei primi 24′) tiene i Bulls in linea. Si cerca Allen per l’ennesima tripla e Baby Shaq piazza un blocco in movimento terribile per un Gordon che vede i mostri nella marcatura contro lo stesso Allen. Che chiude i primi 24′ con dicasi 29 punti con 5/7 da tre per il 57-59. Tre palle perse in totale per i Celtics e sei assist di Rondo.

Si rientra dagli spogliatoi (coppia di illusionisti uomo-donna, che si cambiano velocemente gli abiti alla Brachetti per lo spettacolo di half time) per un terzo quarto di acclarata bellezza. Squadre incollate tra loro per punteggio, difese rivedibili ma ottime soluzioni in attacco. E non è solo l’alley oop Rondo-Allen ad incantare. C’è un ritrovato Noah (6 punti e 11 reb nei primi 36′) per un Tyus Thomas che rimane invece avulso dal gioco e si becca velocemente il quarto fallo. Pierce (botta con sangue dal naso) fatica a trovare continuità. Sussulto solo per il 73-80 a 1’30” dalla chiusura della frazione grazie a Brad Miller, ancora una volta l’uomo che non ti aspetti per Chicago dopo Salmons.

Poi gli ultimi 12′ e quell’ulteriore concentrato di spettacolo. Una vera ciliegina sulla torta per una serie che rimarrà negli annali. Alle 5.15 dell’alba italiana possiamo staccare.

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