Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Il vero Mago lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia

C'è chi è un po' troppo cattivo col Mago, che pure non è un guru quanto a moda

C'è chi è un po' troppo cattivo col Mago, che pure non è un guru quanto a moda


Parliamone del Mago. Parliamone mentre va in onda Toronto-Houston in diretta dall’Air Canada e il nostro si è già preso un paio di gancioni in faccia da Yao. Parliamone perché la domanda alla fine è quella, inutile girarci intorno. E’ peggiorata la Lega delle Leghe o siamo migliorati noi? Da buoni piagnoni sceglieremmo la prima. Io scelgo la seconda perché stare in questa Lega è troppo più stressante fisicamente rispetto anche a pochi anni fa. Sono numericamente troppi di più gli armadi con cui ti devi confrontare ogni sera. E’ aumentato il ritmo, inutile negarlo.

Poi mi sbaglierò ma la vedo così. Il Maghetto nostro sta facendo ma soprattutto ha fatto lo scorso anno un lavoro immane. E ora si è conquistato il rispetto dello spogliatoio. Trovando però una bella sponda in Calderon. Perché diciamolo, avere un play del genere in squadra aiuta, eccome, sotto un sacco di aspetti.

Sembra ieri quando in una nottata realizzammo che per la prima volta c’era una prima scelta italiana al draft. La serata tv si aprì, non me lo scorderò mai, con Gherardini al centro di una scrivania attorniato da sei-sette torontiani. Da quella sera qualcosa è cambiato nella nostra percezione dell’Nba.

Il Mago non è propriamente decollato ma ha lavorato molto come è giusto che sia. Ora raccoglie un po’ di frutti, mentre intanto qui davanti alla tv Calderon è rientrato negli spogliatoi per un problema che poi conosceremo in maniera più approfondita.

A novembre (Giusy Ferreri non c’entra) il career high contro i Nets (29 punti) , poi altri 27 l’ultimo dell’anno nella sconfitta contro Denver. Mentre lo vedo prendere il primo passo a Yao e schiacciare penso che alla fine non conta che sia migliorato nell’arresto e tiro o che riesca a crearsi le spaziature giuste per andare da tre. Semplicemente ha capito quali sono i suoi mezzi. Prendiamo questo preciso momento. Ha fatto sette punti in un minuto: due prendendo il primo passo a Yao, due in semigancio nella zona del gomito, quindi una tripla. Tre azioni una diversa dall’altra. Se non credi profondamente nei tuoi mezzi, se non sei sicuro di avere molto da dare, se non senti che la squadra è tutta con te in questo sport non fai tre azioni del genere in un minuto. Anche in regular season. Anche contro Alston e Yao.

Il resto è una straordinaria esperienza che non dimenticherà mai. E piace pensare che dietro alle sue azioni ci siamo tutti noi italiani che andiamo al campino sotto casa e tiriamo aspettando l’anticipo di A1 su Sky. Finire su Drunkathlete fa parte del gioco. Non era ubriaco nella foto che ho messo, è ovvio, ma a Toronto ci hanno marciato scrivendo “our future?” vicino alla sua faccia. Altri tempi. Adesso nessuno farebbe più una cosa del genere al Mago. Una cosa però Mago te la dobbiamo dire. Voskuhl ha difeso un po’ meglio di te su Yao. L’ho detto. Spero che non mi leggerai mai. Sincerely yours.

Ps: dicci chi è quello con la camicia rossa, è il sosia di Cotani, incredibile. Ciao Simo.

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