Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Che ce frega a noi de perde se c’avremo poi Lebron

I tifosi Knicks con le maglie da loro taroccate, grandioso

I tifosi Knicks con le maglie da loro taroccate, grandioso


A parte il fatto che quello di sinistra assomiglia al benzinaio della Shell della superstrada a Cecina, corsia in direzione Roma, questa foto ha fatto il giro letterale del mondo per un altro motivo. Ritrae alcuni tifosi Knicks che hanno taroccato in maniera altamente casalinga le maglie di New York appoggiandoci sopra il nome James. Tutto in onore di Lebron durante Knicks-Cavs al Madison. La telenovela di chosen one che racconta nel suo passaggio a New York dal 2010, a contratto scaduto, è già iniziata. Riassume molto bene la questione Luca Chiabotti sulla Gazza e penso che, anche se non lo conosco, non si offenderà se lo chiamiamo il Chiabo, suo pseudonimo, un po’ come il Baso per Basile. Enjoy the reading.

“Se volete andare a dormire e non svegliarvi fino al 1 luglio 2010, fatelo. Perché sarà un grande giorno”: Lebron James gioca con i sogni dei tifosi di New York, che lo hanno accolto al Madison Square Garden come il futuro messia. Tra 580 giorni la Nba avrà un’altra faccia: il 30 giugno del 2010, almeno dieci giocatori che possono cambiare il destino di qualsiasi squadra, saranno liberi di scegliere dove andare.

Lebron James, Dwayne Wade, Chris Bosh, Amare Stoudemire soprattutto ma, anche, Steve Nash (che può uscire nel 2009 come Carlos Boozer), Dirk Nowitzki, Ray Allen, Manu Ginobili, Joe Johnson, Michael Redd, Tracy McGrady, Shaquille O’Neal se deciderà di continuare a giocare. Un’abbuffata di talento straordinario, un banchetto al quale potranno partecipare soltanto quei team che avranno abbastanza spazio nel loro salario (Boston, nel 2007, a Garnett, ha garantito 24 milioni l’anno, il massimo). Spazio. E New York, lo spazio, lo ha già creato, non importa se proprio i Cavs di Lebron hanno passeggiato mercoledì notte a Manhattan. Aver spedito Crawford a Golden State e Randolph ai Clippers per Al Harrington, Cuttino Mobley e Tim Thomas, tutti giocatori in scadenza di contratto il 30 giugno 2010, le permetterà di svegliarsi il rpimo luglio non solo con la possibilità di prendere Lebron, ma addirittura di arrivare a due stelle di quel livello.

Nel frattempo gli inverni saranno molto freddi, né Mike D’Antoni potrà fare miracoli con una squadra con la data di scadenza. Ma è questa la grande differenza tra il nostro mondo e quello americano, i tifosi dei Knicks e i proprietari sono ben disposti a soffrire altri due anni se poi al Garden potranno vedere James e Bosh, o magari Nash e qualcun altro dei grandi nomi disponibili, per tentare di vincere quel titolo che a New York manca dal 1973.

Lebron non fa nulla per non illudere i Knicks, e la presenza in panchina di D’Antoni, che lo ha allenato all’Olimpiade, non è secondaria: “Mi sento molto vicino a lui – ha detto James -: Mike mi ha dato molta libertà. Il suo attacco è basato sulla libertà. In Nazionale mi ha permesso di giocare in ogni ruolo volessi interpretare”. Feeling. Anche la città di New York fa differenza: “I fans del Garden amano davvero il basket: ogni volta sento un feeling particolar,e non solo per la pallacanestro, ma per quello che è successo qui, dalla boxe ai grandi concerti. Come fai a non amarlo?”. Ma all’operazione del secolo non mancano soltanto quasi due anni e i tentativi disperati di Cleveland di trattenere la sua stella: “Non è solo una lotta tra New York e Brooklyn – ha detto Lebron riferendosi al possibile ritorno in città dei New Jersey Nets, dei quali uno dei proprietari è il suo grande amico Jay-Z -: non è una corsa a due. Per me, conta solo vincere, non il mercato dove giocherò. Molte squadre stanno lavorando per creare le condizioni per partecipare a quello che potrebbe essere il giorno più importante della storia del mercato Nba: vediamo cosa succederà”. Bosh. Di certo, ai Knicks piace anche Chris Bosh.

Il grande capo di New York, Donnie Walsh, ha dichiarato ad un giornale: “Sapete cosa mi interessa? In che anno Bosh sarà libero. E’ un grande giocatore e nessuno ne parla. Tutti dicono “prenderete Lebron”, lo capisco, ma date l’occhiata ai giocatori che si libereranno: ce ne sono veramente di buoni”. Parole che hanno spinto Bryan Colangelo, che ha costruito i Raptors attorno a Bosh e farà di tutto per trattenerlo, a chiedere alla Nba regole più severe contro queste voci. Come sempre, il filosofo Steve Nash getta una luce di verità sulla folle corsa verso il futuro: “Capisco che per i tifosi e la stampa sia una grande cosa, ma per un giocatore nulla è più odioso che pensare oggi al 2010”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport, 27 novembre 2008

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