Vivi il basket 365, lui saprà ripagarti

Lucky Guy

Lucky e Francesco (indovinate chi è chi)

Lucky e Francesco (indovinate chi è chi)

Quali sono le credenziali minime per poter mettere su un blog riguardante il basket Nba e non solo? E’ una domanda lecita affinché queste pagine non rimangano solo un semplice esercizio per imparare a controllare appieno il Web 2.0. Bhe, non ditemi che questa foto non basta per mostrare almeno un minimo di autorità in campo cestistico. Un anno fa esatto, Roma, Palaeur, Boston-Toronto. L’ultima volta che il basket Nba è passato dalla Capitale. L’incontro con Lucky, la mascotte ufficiale dei Celtics, è stato il mio maggior momento di contatto con la squadra che, alcuni mesi dopo, avrebbe infilato gli anelli da trentamila dollari cadauno.

Ai deicimila del PalaEur, me compreso, piace pensare di aver portato almeno un po’ di fortuna alla squadra di Doc Rivers. Piace pensare che alla fine, se quell’anello è arrivato, che cavolo, è anche un briciolo merito dell’Italia. Che in quei giorni ha “battezzato” ufficialmente i Big Three. Garnett, Pierce, Ray “Gesù” Allen: uomini ricoperti letteralmente di dollari per riportare Boston a un dominio molto Anni Ottanta.

Con queste credenziali (foto e chiacchierata con Lucky, spettatore a Boston-Toronto) ho deciso di allestire questo piccolo blog. E’ passato un anno da quel match. Gli italiani dall’altra parte dell’Oceano sono diventati tre. Boston vuole il secondo anello di fila, ma il mondo intero sembra aver già stabilito che vinceranno i Lakers. Chissà.

Ps: quella maglia viola non c’entra niente con la Fiorentina. Chiarisco. E’ la polo di Lousiana State University. Volevo mostrarla al bostoniano Glen Davis, che da quell’Università ci è uscito un anno prima del tempo per gettarsi nella mischia Nba e finire proprio ai Celtics via Seattle. Non prima di aver comunque riportato l’ateneo alle Final Four. Glen era al suo primo viaggio in Europa con una squadra Nba. Volevo farlo sentire a casa mostrandogli i suoi colori. Non sono riuscito ad avvinciarmi al campo. Però, Doc, ora è il caso che tu dia fiducia al ragazzo. Ne riparleremo.

Ps2: grazie a Jo, che ha scattato la foto.

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